ANNO XIII  Giugno 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 29 Dicembre 2017 05:41

“Il velo? Piuttosto rinuncio al titolo” Anna Muzychuk rifiuta l’abaya e rinuncia ai mondiali in Arabia Saudita

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Perde i titoli iridati per non mettersi la tunica: l’ucraina Muzychuk diserta i mondiali in Arabia per non sentirsi di Serie B.

Addio al doppio titolo mondiale per non voler portare una tunica e tutto quel che rappresenta. La scacchista ucraina Anna Muzychuk ha annunciato via facebook che non difenderà i suoi titoli nei Mondiali che si terranno in Arabia Saudita dal 26 al 30 dicembre. “Non voglio portare l’abaya (la tunica d’ordinanza in alcuni paesi musulmani, ndr) e non voglio sentirmi una creatura di seconda categoria“, ha scritto nel suo profilo la campionessa del mondo, annunciando il boicot alla manifestazione iridata, che verrà disertata anche dalla sorella, altra scacchista d’elite.

La due volte campionessa mondiale di scacchi Anna Muzychuk ha dichiarato che non intende partecipare a un torneo che si svolgerà in Arabia Saudita per via del modo in cui quello Stato tratta le donne come “creature secondarie”.

L’evento storico e – soprattutto – il suo piatto da record da due milioni di dollari (1,7 milioni di euro) arriva quando il principe ereditario Mohammed bin Salman cerca di mostrare la sua nazione, ricca di petrolio, come più accogliente e moderata.

Anna Muzychuk, in un suo post su Facebook ha dichiarato:

Nei prossimi giorni ho in programma di perdere due titoli di campionessa mondiale, uno alla volta. Questo perché ho deciso di non recarmi  in Arabia Saudita.

Non voglio giocare seguendo le regole di qualcuno, non indosserò l’abaya, non voglio essere accompagnata ogni volta che desidero uscire, ma – soprattutto – non sono una creatura secondaria.

Esattamente un anno fa, ho vinto questi due titoli: ero la persona più felice nel mondo degli scacchi, ma questa volta mi sento davvero male. Tuttavia, manterrò fede ai miei principi, salterò l’evento, dove in cinque giorni avrei potuto guadagnare più punti che in una dozzina di eventi messi insieme.

Tutto questo è molto fastidioso, ma la cosa più sconvolgente è che a quasi nessuno importa davvero di tutto ciò. È una sensazione davvero amara, ma non cambierà la mia opinione e i miei principi.

Lo stesso vale per mia sorella Mariya, e io sono davvero felice che noi due condividiamo questo punto di vista. E sì, per quei pochi che si preoccupano, sappiate sin d’ora: torneremo!

Non è la prima volta che una giocatrice boicotta una manifestazione di questo livello tenuta in un paese musulmano: Nazi Paikidze, campionessa Usa non andò ai mondiali dello scorso febbraio in Iran per non dover portare il velo. In quell’occasione Muzychuk non ebbe problemi a mettere il hijab. Questa volta la musica è diversa, considerando anche il livello di oppressione che subiscono le donne in Arabia Saudita.

 

 

 

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