ANNO XII  Gennaio 2018.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 03 Gennaio 2018 10:37

Ecco cosa scriverebbe un neonato che sta per nascere

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Restauro archivio articoli - Questo per dire che entrata ed uscita dalla vita non è una passeggiata

Fluttuavo dentro una sacca piena di liquido. Temperatura? Né calda, né fredda, giusta. Il mio corpo era ovattato da quel liquido e le pareti morbide e setose a ogni rimbalzo mi facevano, qualche volta, fare una bella capriola. Che mi piaceva assai, perché solo in quel momento con la mano colpivo la parete e sentivo subito dopo che dall’altra parte, come risposta, passava una dolce pressione strisciante lungo tutta la parete. Chi era? Da qualche tempo, devo dirlo, non riesco più a muovervi come prima! E tiro calci.

Sono finito in una sola posizione a testa in giù. E’ strano il mio corpo, sarò un pesce? Perché non respiro e vivo attaccato a un tubo e tutto quello che mi serve per vivere passa da quel canale e anche dal liquido che deglutisco e assaporo e faccio anche le mie scorreggine che attraversano quel tubo. Sento che da quella parte arriva e va via tutto il bene possibile e anche la cacca. Non avverto rumori forti e tutto quello che giunge dalle pareti lo percepisco come un suono greve, senza sobbalzi.

Ma da un po’ di tempo avverto che quel liquido non è più tanto denso, e da quel tubo la comunicazione si sta facendo rarefatta. C'e nessuno? Avverto la sensazione come quando, in posto assai ristretto, comincia a mancare l’ossigeno e ci si sente soffocare.

Forse quello che dicono essere claustrofobia nasce da quegli istanti primordiali 

La mia testa ora preme su una cosa dura, una pietra. Il sacco ha degli scossoni. Terribili! Sembra un terremoto. Un sibilo forte, stridente, assordante ora lo sento meglio perché il liquido è più fuildo e il suono arriva più diretto. Un male terribile alla testa su quella pietra!

Ora avverto che quella pietra si sta aprendo, e la mia testa è finita dentro la fessura, ora preme sugli occhi, mi sento schiacciare. Ma dove sono capitato? Perché non flutto più? Dove devo finire? Domande senza risposta. Sento la testa schiacciata nella fessura che s'allarga troppo lentamente.

Ad un tratto sento dei bastoni ruvidi che si inseriscono nella fessura, da un lato e dall’altro della testa, bastoni che si curvano e mi prendono da sotto il mento. Dio mio che dolore! Mi preme e schiaccia da sotto fino a quando sento che una cosa secca, un vento arido mi colpisce la testa come se fossero tanti spilli, mi sento inaridito. E questo vento secco percuote, ad un tratto, tutto il corpo, si insinua in ogni centimetro di pelle, mi trafigge gli occhi che stringo ancora di più perché questo vento punge davvero. Sono fuori da tutto. Nudo.

Mi sbattono su di un tavolo e sopra una carta vetrata e mi strofinano con quella. Che tortura! Poi mi gettono addosso briciolina bianca e strofinano con quella e divento rosso mentre quel vento secco s’ insinua sulla mia bocca che non riesco più a serrare, non risponde, quel vento ora lo sento dentro il corpo che punge, punge, fino a scoppiarmi dentro due palloncini che si gonfiano di botto. Che botta! Lancio un urlo.

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