ANNO XIII Novembre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 05 Febbraio 2018 12:25

Ambiente ed elezioni, proteste per il Tap, e la copertura Ilva che non piace

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In questo poco più di un mese di campagna elettorale e come nostro costume diamo spazio ai comunicati che arrivano senza mettere in titolo movimenti e partiti che si cimentano nelle elezioni politiche.

La prima notizia giunge dal Movimento 5 stelle che ha promosso sei giorni di stop ai finanziamenti per il tap, i cui due giorni scadono oggi e domani con questa argomentazione: 

Il 6 Febbraio, ancora una volta, la BEI (Banca Europea per gli Investimenti) si ritroverà per discutere se finanziare o meno il gasdotto TAP con 1,5 Mld di €, il più ingente finanziamento mai effettuato dalla BEI. Ancora una volta faremo sentire la nostra voce, ancora una volta diremo alla BEI che... TAP NON VA FINANZIATO!

Per sei giorni agisci al nostro fianco, realizzando delle SEMPLICI E VELOCI AZIONI ONLINE seguendo le istruzioni che potrai leggere su questo evento Facebook. Ti chiediamo anche di invitare TANTI AMICI a partecipare. Perché le nostre azioni abbiano successo, è infatti importantissima la partecipazione di tutti. 

CONTIAMO SUL VOSTRO AIUTO!

Qualche indicazione utile:

➡ Se non sei ancora iscritto a Twitter, fallo ora qui https://twitter.com/

➡Condividi il più possibile i post che pubblicheremo in questo evento

➡ Preparati anche a scattarti un selfie ;)

Saranno 6 giorni ricchissimi di azioni, volte a mettere pressione alla BEI perché non finanzi TAP.

Siete pronti? 
Blocchiamo il finanziamento a TAP perché 

TAP È SPECULAZIONE FINANZIARIA 
TAP È INUTILE DANNOSA IMPOSTA
TAP È VICINA A PAESI TOTALITARI COME AZERBAIJAN E TURCHIA
TAP NON È ACCETTATA DALLE POPOLAZIONI
TAP È DANNOSA PER LA NOSTRA ECONOMIA

 

La lista Potere al Popolo interviene sul tema dell'Ilva «Copertura parchi è polpetta avvelenata. O si cambia o si chiude», questo il titolo del comunicato stampa e quello che segue il testo:

“Un’operazione che blinda l’attuale ciclo produttivo di Ilva e crea un impatto paesaggistico devastante”. Così le candidate e i candidati tarantini di Potere al Popolo commentano l’avvio della copertura dei parchi minerari.

La lista promossa da movimenti e forze di sinistra, che sarà presente alle prossime elezioni anche nei collegi della provincia di Taranto, punta il dito soprattutto contro il PD e il governo.   

“La Valutazione del Danno Sanitario del 2013 dice che, con l’attuale assetto produttivo, continuerà a persistere un rischio sanitario inaccettabile per migliaia di persone anche quando saranno realizzate la copertura dei parchi e le altre prescrizioni del Piano ambientale”.

“A ciò va aggiunto l’impatto paesaggistico, che fino ad oggi è stato sottovalutato nonostante il progetto sia pronto da anni”, continua la nota. “I due edifici saranno alti quanto un palazzo di 25 piani, e larghi come sette campi di calcio. Si creerà un’enorme muraglia davanti al quartiere Tamburi”.

“E’ l’ennesima decisione scellerata presa sulla pelle dei tarantini”, aggiunge Potere al Popolo. “Per l’Ilva serve un cambiamento radicale: l’area a caldo va rottamata e sostituita con tecnologie innovative; i parchi minerari vanno eliminati; le attività più pesanti vanno dislocate a distanza dal centro abitato. Se tutto ciò non dovesse annullare il rischio sanitario, non resterebbe che la chiusura. Ma qualsiasi trasformazione deve andare incontro alle esigenze della collettività”.

“Per questo bisogna impedire la svendita a Mittal”, prosegue la nota. “Il rischio maggiore è che l’Ilva venga chiusa dalla magistratura, che non potrebbe non intervenire di fronte a un danno sanitario persistente. In quel caso a Mittal resterebbero le quote di mercato, mentre i costi sociali verrebbero scaricati sulla nostra comunità”.

Ilva dev’essere pubblica, e sottoposta a controllo popolare”, afferma Potere al Popolo. “Dev’essere la gente che vive e lavora nel nostro territorio a decidere cosa, come e quanto produrre, e su quali basi costruire il proprio futuro attraverso un Piano di riconversione. Nessun posto di lavoro deve andare perso, e gli eventuali esuberi vanno gestiti attraverso la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario”.

“Per ottenere tutto questo – conclude la nota – serve una nuova stagione di mobilitazione dentro e fuori la fabbrica, che sosterremo con tutte le nostre forze”.  

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