ANNO XIV Settembre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 07 Febbraio 2018 05:59

Taranto – Sul carpet del bilancio partecipato sfila la bellezza delle associazioni

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Silvano Trevisani, in chiusura, sospira quasi, «parole, parole, ma per fortuna si parla», lo dice mentre una dirigente del comune, uscendo dalla sala della biblioteca, lo apostrofa con ironia, «Ma a quale associazione appartiene?»«Al circolo della stampa libera», rispondo io per lui.

 Eh sì! Anch’io penso che da decenni non s’aveva questo tipo di incontri per programmare il bilancio dell’ente pubblico con i cittadini. Bisogna chiedere prestito alla storia, ai tempi di Cannata, che faceva i consigli comunali nelle piazze dei quartieri, o alle manifestazioni di piazza di Cito. Merito dunque al sindaco Melucci di aver invertito, o anche del solerte consigliere comunale Dante Capriulo che in verità, come lui stesso ammette in premessa, il bilancio partecipato l’aveva proposto come assessore nella prima consigliatura di Stefàno…prima di essere defenestrato. Ma questa è storia passata.

Ecco le associazioni intervenute, forse ben di più quelle presenti che hanno fornito la scheda di dettaglio: Consultorio focolari, Tutta mia la città, Anpi, Biagio Marzo, Arcigay, Associazioe PER di Talsano, Rete beni Comuni, Associazione l’Obiettivo, Associazione Famiglie, Cittadinanza Attiva, Tribunale del malato, Arci Talsano, Cinzia Amorosino, gruppo corsisti Best, Lega Navale, Falanthra Onlus, Emmanuel

Resoconto di merito ora, partendo dallo stesso Capriulo che parla di un bilancio da approvare al più presto, prendendo esempi da modelli presenti in molte città ma tarate sulla realtà nostra, schierando la squadra che lo supporta, in quanto presidente della commissione bilancio del Comune, e accanto a lui il direttore generale dr Ciro Imperio. Già fatti altri incontri, prima di questo con le associazioni: con le micro-imprese e commercianti, con il mondo della cultura, con i centri caaf, con i sindacati.

Il direttore generale parla di due novità presenti nella realtà odierna dell’ente, in primis la celerità di approvazione - entro febbraio-. del bilancio, uscendo dal vezzo della gestione dell’esercizio provvisorio con l’approvazione in autunno… che sa di beffa. La seconda novità è l’utilizzo degli stakeholder, ovvero i portatori di interessi, come si dice con questa brutta parola inglese. La scommessa è, per il primo anno cosa prevedere, una volta consolidata la spesa fissa, cosa sarà da incrementare, e cosa si potrà fare anche sul bilancio consolidato e su quello dei fondi vincolati (bandi europei…)

Gli interventi hanno oscillato tra le presentazioni delle iniziative delle associazioni e le possibili interazioni, anche a costo zero, con il Comune, e vere e proprie richieste di aiuto anche in termini pratici, soprattutto per le sedi, croce e delizia di tutti.

Il prete focolarino ha parlato delle iniziative all’interno delle negatività presenti nelle coppie e della necessità di integrare i consultori di esperti su questa materia che loro formano per affrontare i temi relazionari.

Tutta Mia la città, che si occupa di potenziare la partecipazione dei cittadini nei vari quartieri, insiste sui modelli da copiare, stanziare una cifra per quartiere, chiedere ai cittadini cosa ne pensano delle varie proposte. Dal tavolo gli rispondono che il suo programma è obiettivo dello stato di avanzamento futuro. Pinuccio Stea, presidente dell’Anpi, propone di partire dalle schede presentate per creare l’albo delle associazione e avviare la consulta prevista dallo statuto del Comune. Cosa peraltro ripetuta da Mattia dell’associazione famiglie che parla di mappa delle associazioni.

Stea ha proposto, rispetto al patrocinio gratuito, spesso offerto alle associazioni, accompagnandolo però con alcuni servizi (manifesti e affissioni). Poi ha posto anche l’esigenza di un numero verde, una mail, un link del comune dove si possano inserire eventi delle associazioni evitando le sovrapposizioni in alcuni periodi e il deserto in altri. Poi per le sedi ha proposto l’uso della Banca di Italia, vero monumento di Piazza Ebalia, come casa delle associazioni (poi fa riferimento anche alla vecchia sede dell’Inps, in disfacimento e ai baraccamenti cattolica). Biagio Marzo, fa riferimento agli obiettivi dell’agenda 20 30 e ai vari indicatori presenti, Luigi Pignatelli, fa riferimento alle intese con il comune dall’era Stefàno e all’esigenza di avere uno spazio come centro di ascolto dell’arcigay.

Da Talsano intervengono Cosimo Minzera dell’Associazione PER che fa riferimento alle risorse per i servizi primari di acqua e fogna, e l’Arci del roboante Semeraro che, dopo aver posto il tema di dare il giusto merito alle associazioni che si occupano degli ipogei della città vecchia, esulta per i vari incontri ai quali sta partecipando, segno di un fermento amministrativo giudicato da lui positivo.

Paride Cosimo, della Rete Beni Comuni e dell’associazione l’Obiettivo, fa riferimento alle aree degradate, sulle quali ha presentato - in passato -  vari progetti senza alcuna risposta. E poi pone l’esigenza di dotare la città di una vera galleria d’arte. Più marcatamente polemico l’intervento dell’avv. Marina Venezia di Cittadinanza Attiva che parla del ruolo di terzietà della sanità, della competenza che spesso è presente nelle associazioni e assente nella politica. Cinzia Amorosino fa riferimento alle notti bianche per la cultura legati ai disabili anche mentali del centro Basaglia, e delle strutture, quali il castello, che sono off limit per gli stessi disabili. Ha parlato anche dell’esigenza di avere un sussidio nella progettazione sui bandi europei per le associazioni e ha parlato anche di Archeologia e turismo culturale. Daniela Lelli dell’associazione Falanthra ha parlato dell’associazione che svolge un servizio di surroga sui malati di Alzheimer, unica realtà a Taranto, ma pur avendo vinto un bando regionale per l’allestimento del laboratorio per il recupero cognitivo, non hanno sede. Della sede ha parlato anche la responsabile della Lega Navale che ha una bella sede inaccessibile per i disabili e che abbisogna di manutenzione. La sig Carrelli di Emmanuel ha posto anche il tema della promozione sociale e di punti di incontro. Infine un fuori busta, come si può dire viene dai corsisti su temi delle best practice da proporre alla pubblica amministrazione.

Quasi per dire che alla fine proprio la bellezza è il raggiungimento, il recondito fine di tutto, perché qui davvero c’è il senso comune.

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