ANNO XV Marzo 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 19 Marzo 2018 09:55

Ilva FootBall Club - di Fulvio Colucci e Lorenzo D'Alo presentazione il 13 aprile 2018 Castello D'Ayala Carosino

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Giornate senza sugo, prodromo di una primavera criptata dal solito Burian, a Taranto la città ieri manifestava contro l'Ilva, ma parlare di  ’città’ appare un eufemismo, i giornali in realtà titolano città assente. 

Ho tra le mani il libro di Fulvio Colucci e Lorenzo D'Alò «ILVA FOOTBALL CLUB». Più che tra le mani ce l'ho dentro. Nella testa. E' uno short book, 77 pagine, una sorta di storia condensata su di un campo sportivo del rione Tamburi. Quel rione che uno sciagurato ministro, Clini, disse che era sorto e cresciuto a ridosso della fabbrica per colpa dei cittadini. In seguito quel ministro fini agli arresti per presunta corruzione, noi avremmo invece chiamato la neuro. Ma non lo facemmo, tipico gesto cataldiano. Immagine

Tamburi deriva il nome, cosi si dice, dal rumore dell'acqua che zampillava dall'acquedotto romano. Ricordo di aver letto, ma non ricordo dove, e rimane quindi senza fonte, che in epoca greca era il luogo di esecuzione, sotto il tam tam dei tamburi. Ora di esecuzioni, forse, dovremmo parlare di quelle che il cancro sentenzia senz'appello.

Lo scrivente non è esperto di calcio, ma leggendo il libro dei due giornalisti della Gazzetta del Mezzogiorno, si entra nel mondo degli anni sessanta, del boom economico, della lambretta e della 600 Fiat forgiata dall'Acciaio di Stato prodotto a Taranto e dove giovani neo assunti nella fabbrica che i....tarantini vollero, fortemente vollero, con maglia color grigio e scarpette giocano a calcio su quel campetto a ridosso del mostro. Panini all'alba, tute e tanta voglia di futuro, per godere un presunto benessere che arrivava finalmente e dopo il lavoro il piacere della partita. E che partita del Peppe siderurgico che si sofferma a calciare un rigore....

Questo traspare dai ricordi di Lorenzo che parla del padre che di quegli undici titolari faceva parte. Spesso lo sport viene visto come la migliore palestra di vita per sottrarre i ragazzi alla strada e alle sue tentazioni. E questa mission è presente nel libro. Tuttavia Ilva Footclub è qualcosa di più, è il racconto dell'involuzione industriale del mezzogiorno, ora più che mai legata alla crisi dell'Europa dopo i dazi di Trump. E' cronaca di oggi questa fermata come scrive Palmiotti su Agi.

Uno stillicidio di manifesti funebri che però di colpo sono di nuovo vivi e non chiedono giustizia, ma ricordo, che diventi catarsi collettiva.  E proprio attraverso il ricordo di qualche testimone, unici sopravvissuti, quei ragazzi di allora sono scolpiti nella memoria e gli undici nomi di quella formidabile formazione, come quella del grande Torino, sono più volte ripetuti nel libro, come tributo al merito. Un libro attraversato da una vena poetica, dove l'agilità di un portiere è paragonata ad una rondine, e il volatile finisce nella dedica. 

Ho letto il libro - e lo rileggerò più volte come suggeriva Umberto Eco - quasi in apnea e soppesando le parole, come quelle del mister che ricorda i suoi giocatori, e i maghi del pallone. Nel retro di copertina si parla di lucciole, in riferimento ai calciatori. Questo coleottero che non si vede più dalle nostre parti, per via dell'inquinamento. L'ultimo che personalmente ho visto volava a mezz'aria tra i cespuglio di Rotonda in Basilicata, in un ostello fra le montagne.

E in realtà la luce di quei calciatori, tutti morti in fabbrica, ancora illumina la nostra storia, dandoci speranza per un futuro migliore. Ilva Football Club è uno dei tre libri che saranno presentati nella serata del 13 aprile presso il Castello di Carosino, nella manifestazione tre autori per Taranto, come si può vedere nella locandina.

Un libro necessario, oggi più che mai, per parlare in modo diverso, di un quartiere che ha rappresentato la vita per molti, che non può essere solo Ilva, ma anche sport, e, come lo stesso autore (Fulvio) disse a conclusione di una presentazione, "l'Italia non andrà mai ai mondiali se i bambini non torneranno a scalciare sul campetto dei Tamburi" campo che suggeriamo sia dedicato in targa a Ilva Football Club. 

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Read 1352 times Last modified on Martedì, 20 Marzo 2018 18:35

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