ANNO XIV Giugno 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 24 Marzo 2018 11:26

Potere

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Ma alcuni andarono dai farisei e riferirono loro quel che Gesù aveva fatto. Allora i sommi sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dicevano: «Che facciamo? Quest'uomo compie molti segni. 
Se lo lasciamo fare così, tutti crederanno in lui e verranno i Romani e distruggeranno il nostro luogo santo e la nostra nazione». 

Sabato della V settimana di Quaresima

Libro di Ezechiele 37,21-28. 
Così dice il Signore Dio: Ecco, io prenderò gli Israeliti dalle genti fra le quali sono andati e li radunerò da ogni parte e li ricondurrò nel loro paese:
farò di loro un solo popolo nella mia terra, sui monti d'Israele; un solo re regnerà su tutti loro e non saranno più due popoli, né più saranno divisi in due regni.
Non si contamineranno più con i loro idoli, con i loro abomini e con tutte le loro iniquità; li libererò da tutte le ribellioni con cui hanno peccato; li purificherò e saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio.
Il mio servo Davide sarà su di loro e non vi sarà che un unico pastore per tutti; seguiranno i miei comandamenti, osserveranno le mie leggi e le metteranno in pratica. 
Abiteranno nella terra che ho dato al mio servo Giacobbe. In quella terra su cui abitarono i loro padri, abiteranno essi, i loro figli e i figli dei loro figli, attraverso i secoli; Davide mio servo sarà loro re per sempre. 
Farò con loro un'alleanza di pace, che sarà con loro un'alleanza eterna. Li stabilirò e li moltiplicherò e porrò il mio santuario in mezzo a loro per sempre.
In mezzo a loro sarà la mia dimora: io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo.
Le genti sapranno che io sono il Signore che santifico Israele quando il mio santuario sarà in mezzo a loro per sempre".


Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 11,45-56. 
In quel tempo, molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di quel che egli aveva compiuto, credettero in lui. 
Ma alcuni andarono dai farisei e riferirono loro quel che Gesù aveva fatto. 
Allora i sommi sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dicevano: «Che facciamo? Quest'uomo compie molti segni. 
Se lo lasciamo fare così, tutti crederanno in lui e verranno i Romani e distruggeranno il nostro luogo santo e la nostra nazione». 
Ma uno di loro, di nome Caifa, che era sommo sacerdote in quell'anno, disse loro: «Voi non capite nulla 
e non considerate come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera». 
Questo però non lo disse da se stesso, ma essendo sommo sacerdote profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione 
e non per la nazione soltanto, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. 
Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo. 
Gesù pertanto non si faceva più vedere in pubblico tra i Giudei; egli si ritirò di là nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Efraim, dove si trattenne con i suoi discepoli. 
Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione andarono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. 
Essi cercavano Gesù e stando nel tempio dicevano tra di loro: «Che ve ne pare? Non verrà egli alla festa?». 

Era fatale la distruzione del tempio di Gerusalemme, accaduta nel 70 d.C. La paura della sua distruzione era umana in Israele in chi non credeva nel Figlio di Dio. Dunque, dopo 2000 anni dovremmo riconoscere finalmente la responsabilità di Roma, la gran puttana, di aver dominato i vinti fino a schiacciare Israele, che nulla riuscì a fare per opporsi, tant’è che uccisero il Figlio di Dio per paura.

Dovremmo rivalutare la consapevolezza di quel monaco responsabile di aver fissato nel 753 a.C. = 7 + 5 + 3 = 15, primo numero di Ishtar, la gran puttana, vel Roma. Se non siamo disposti a spostare l’anno zero fissato dal monaco dovremmo, almeno lasciar stare la ricerca del tempo esatto dell’arrivo della cometa.

Noi, che crediamo nel risorto, dovremmo ricostruire l’ordine dei fatti serenamente: siamo tutti responsabili della messa a morte del Figlio ed il potere espresso dalla potenza di Roma fu solo il suo fatale esecutore.

 

Male è il potere.

-male è il potere- significa ‘tutto il male è nel potere’; non significa –il potere è tutto male-. Dunque, il potere è qualcosa di più del male.

Che cos’è il potere? È la possibilità di scelta quasi illimitata nel punto di vista di chi sceglie. Ognuno ha almeno due vie quando ha un’opzione: può decidere per il proprio vantaggio oppure può preferire l’opzione insieme ad altri. Il male è nella prima via, il bene è nell’altra.

Sul piano storico il vangelo odierno, della vigilia dell’entrata trionfale di Gesù in Gerusalemme a cavallo di un asino, spiega perché tramarono per ucciderlo.

Potere.

Ma alcuni andarono dai farisei e riferirono loro quel che Gesù aveva fatto. 
Allora i sommi sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dicevano: «Che facciamo? Quest'uomo compie molti segni. 
Se lo lasciamo fare così, tutti crederanno in lui e verranno i Romani e distruggeranno il nostro luogo santo e la nostra nazione».

Il potere di Roma era totale nell’anno zero dell’era cristiana. In area palestinese era ben noto. Israele obbediva, temendo la distruzione del suo tempio e della sua nazione. Era fatale la distruzione del tempio di Gerusalemme, accaduta nel 70 d.C.. La paura della sua distruzione era umana in Israele in chi non credeva nel Figlio di Dio.

Dunque, dopo 2000 anni dovremmo riconoscere finalmente la responsabilità di Roma, la gran puttana, di aver dominato i vinti fino a schiacciare Israele, che nulla riuscì a fare per opporsi, tant’è che uccisero il Figlio di Dio per paura.

Dovremmo rivalutare la consapevolezza di Dionigi il Piccolo responsabile di aver fissato la nascita di Roma nel 753 a.C. [È famoso per avere calcolato la data di nascita di Gesù, collocandola nell'anno 753 dalla fondazione di Roma, e per avere introdotto l'uso di contare gli anni a partire da tale data (anno Domini). Il sistema cronologico da lui elaborato risulta essere, congiuntamente al calendario gregoriano (dall'anno 1582) di gran lunga quello di più ampio utilizzo sulla Terra. Dionigi è stato anche il fondatore della cronologia storica generale]. È uno spaventoso idiotismo riconoscere la sua responsabilità di aver fissato il termine finale del segmento storico -753---0- senza dedurre che restava fissato il termine iniziale. Se è falso il primo non è storico neppure il secondo. Gesù non è nato nell’anno zero ed è idiota pure lo studio della cometa all’anno zero, mai trovata infatti. Perché Dionigi fece nascere Roma nel 753 a.C.? Perché:= 7 + 5 + 3 = 15, primo numero di Ishtar, la gran puttana, vel Roma. Se non siamo disposti a spostare l’anno zero fissato dal monaco dovremmo, almeno lasciar stare la ricerca del tempo esatto dell’arrivo della cometa.

Noi, che crediamo nel risorto, dovremmo ricostruire l’ordine dei fatti serenamente: siamo tutti responsabili della messa a morte del Figlio ed il potere espresso dalla potenza di Roma fu solo il suo fatale esecutore. 

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