ANNO XIII Dicembre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 04 Maggio 2018 16:15

Legge per Taranto fuori dalla portata dei consiglieri le decisioni, Gianni Liviano non ci sta

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È un nuovo affondo nei confronti del presidente della giunta regionale quello messo a segno, questa mattina nel corso di una conferenza stampa, dal consigliere regionale del Gruppo Misto, Gianni Liviano.

“È per me motivo di grande soddisfazione apprendere che la legge speciale per Taranto, che mi ha visto fortemente impegnato, con la collaborazione di molti tra i consiglieri regionali del territorio e di tanti attori istituzionali, culturali, sociali ed economici della città, inizia a trovare finalmente lo sbocco nella costruzione di un progetto esecutivo” ma, perché c’è un ma, “non apprezzo l’idea del presidente Emiliano secondo cui i consiglieri regionali del territorio tarantino debbano essere informati da altri delle decisioni che vengono assunte”.

Motivo del contendere, questa volta, è la delibera di giunta del 5 aprile scorso con la quale si dà mandato all’agenzia Asset (Agenzia regionale strategica per lo sviluppo ecosostenibile del territorio) di elaborare il Piano strategico “Taranto futuro prossimo", indispensabile, quest’ultimo, per dare gambe alla Legge regionale speciale per Taranto approvata dal Consiglio regionale lo scorso 16 gennaio.

Ciò che ha fatto andare su tutte le furie Liviano è stato il fatto che, nella costituzione del gruppo di coordinamento (composto dal commissario straordinario dell’Agenzia regionale strategica per lo sviluppo ecosostenibile del Territorio, con funzione di coordinatore, dal direttore amministrativo del Gabinetto del Presidente, dai direttori generali di Pugliapromozione e Pugliasviluppo) non sia stata inclusa alcuna rappresentanza politica. Ma, ancora di più, ha sottolineato il consigliere regionale tarantino, a lasciare interdetti è stato, ancora una volta, il fatto che delle decisioni assunte “ne sono venuto a conoscenza soltanto perché l’ing. Sannicandro, commissario straordinario Asset, mi ha cortesemente informato di aver ricevuto l'incarico dalla giunta regionale di realizzare il Piano strategico per Taranto”.

Insomma, “duole apprendere, ancora una volta, - ha fatto presente Liviano - che, nell’immaginario del presidente Emiliano, le organizzazioni tecniche, in questo caso l'agenzia Asset, prevalgono sul ruolo dei consiglieri regionali del territorio”, quando, invece, ricorda Liviano a se stesso e al presidente, “alla politica spetta il ruolo di indicare le visioni di futuro per una comunità, ai tecnici l'individuazione delle azioni strumentali alle priorità individuate e poi ancora alla politica il ruolo di condividere con la comunità le scelte da fare”.

Sembra, ormai, acclarato, ha rincarato la dose Liviano, che l’operato del presidente Emiliano “sembra voler dimostrare, sempre di più, con di considerare il consiglio regionale, e chi lo compone, quasi un inutile e fastidioso orpello” il cui unico ruolo è quello di omologare le decisioni prese dal presidente e dai tecnici di sua fiducia, ivi comprese le tante agenzie che affollano le complesse strutture regionali”.
Di qui la richiesta, fatta al presidente Emiliano, in una lettera appena spedita al suo indirizzo, di evitare “di rovesciare il ruolo di rappresentanza e di garantire ai consiglieri regionali del territorio tarantino la responsabilità collegiale nella costruzione del piano strategico di Taranto. Noi amiamo il nostro territorio, noi siamo interessati al suo futuro e noi mettiamo la faccia con i nostri concittadini. Pertanto ho chiesto di rivedere questa decisione di un affidamento tout court all'agenzia Asset e di restituire ai consiglieri regionali del territorio la direzione nella costruzione del piano strategico per Taranto. Ovviamente in uno spirito di collaborazione con la stessa Agenzia e non di esclusione della stessa”.

Lo schema di Disegno di Legge Regionale “Indirizzi per lo sviluppo e la coesione economica e sociale del territorio di Taranto”, infatti, impegna la Regione Puglia a sostenere l’accelerazione di processi di riposizionamento economico e produttivo, sociale e culturale della città di Taranto che, in assenza dell’emersione degli elementi portanti che hanno costituito il prodromo del successo di tante città internazionali nel cambiamento, è un obiettivo ineludibile per l’equilibrio dello sviluppo dell’intera regione. Inoltre punta a rafforzare il sistema delle competenze e delle dotazioni pubbliche ed istituzionali locali per aumentare la capacità di visione strategica, tecnica ed operativa degli attori pubblici locali; ad avvicinare le competenze ordinarie ed operative della Regione Puglia al governo dei fattori territoriali; a rafforzare i processi di partecipazione attiva della comunità territoriale al confronto pubblico sul destino e sul futuro della città e del suo comprensorio.

“Tra le varie iniziative previste dalla legge - ha ricordato Liviano - ci sono l’istituzione di uno sportello di Puglia Sviluppo per accompagnare le imprese; l’avvio di un programma di valorizzazione del patrimonio culturale del capoluogo ionico, ragionando sugli attrattori culturali a cominciare dal Marta; una presenza più incisiva di ARTI (Agenzia regionale per la Tecnologia e l'Innovazione); l’attivazione di un polo per la nautica e la marineria, che sono due asset fondamentali per Taranto. Per cui diventa fondamentale il gioco di squadra tra città, stakeholder, politica. Per questo motivo - ha rincarato la dose Liviano concludendo la conferenza stampa - non consentiremo che processi così importanti vengano governati senza l’input propulsivo e il diretto coinvolgimento dei consiglieri regionali del territorio".

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