ANNO XIV Aprile 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 10 Maggio 2018 14:41

Da bandiera neonazista a bandiera no-nazista. Sap «Siamo perplessi»

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Riceviamo e pubblichiamo nota stampa del sindacato autonomo di polizia  per la vicenda del carabiniere punito perchè la sua stanza mostrava, in una foto che violava la sua intimità, una bandiera presunta nazista.

Noi personalmente non abbiamo cavalcato questa notizia che è stata riportata su oltre 1100 articoli dopo le esternazioni del Ministro Binetti. In realtà per completezza di informazione trattasi di una bandiera tedesca Si tratta della bandiera del Kaiserliche Marine, la marina militare dell’Impero tedesco in forze fra il 1871 ed il 1919, anno in cui venne smantellata e in uso ben prima della nascita del “Nazionalsocialismo”. Questo per dovere di informazione, qui di seguito il comunicato del sindacato che si riferisce appunto al fatto "che non fosse una bandiera nazista, lo avevamo detto anche noi. Siamo lieti di apprendere che il giovane Carabiniere non verrà punito."

La notizia è stata identificata come mero gossip, ovvero scoop giornalistico per vendere. «Restiamo ancora perplessi sull'accaduto - commenta Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sap - ci fu il coinvolgimento di un ministro con dichiarazioni pesanti che sono da subito apparse una sentenza, anziché un modo per placare gli animi e fare i dovuti accertamenti per dare il giusto peso specifico all'accaduto.

Credo - continua Paoloni - che questo sia l'esempio lampante di come spesso alcuni episodi si trasformino facilmente in una vera e propria gogna mediatica, macchina del fango proprio perché dietro abbiamo un uomo in divisa.

Ecco, se oggi ci sono delle responsabilità dietro il polverone, che hanno violato l'identità di un carabiniere, è giusto che qualcuno se ne assuma le responsabilità. Non possiamo essere abituati a vedere sempre e comunque il dito puntato contro le forze dell'ordine. È un fatto grave soprattutto quando parte dall'alto».

A tal proposito commenta anche l’on. Gianni Tonelli, Segretario Generale Aggiunto: «Le miserie del partito dell'Antipolizia non hanno confini. Soprattutto quando sono fiancheggiate dalle istituzioni»

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