ANNO XII  Maggio 2018.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 12 Maggio 2018 23:08

“Il Capo dello Stato non è un notaio”. Così Mattarella avvisa Di Maio e Salvini

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Omaggio alla tomba di Luigi Einaudi, per celebrare i 70 anni dell'insediamento al Quirinale il 12 maggio 1948: "Il presidente è tutore della Costituzione e robusto contropotere contro gli abusi"

Luigi Einaudi è considerato uno dei padri della Repubblica Italiana. Nel giorno della 70a ricorrenza del suo giuramento e dell'entrata in carica al Colle, il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha voluto rendergli omaggio recandosi a Dogliani (Cuneo). Mattarella si è prima recato in visita privata al cimitero di Dogliani, deponendo una corona sulla tomba di Einaudi, e poi al municipio della località delle Langhe dove c'è stata una cerimonia commemorativa.

 

Esercitò in pieno prerogative su nomina premier

 

"Cercando sempre leale sintonia con il governo e il Parlamento, Luigi Einaudi si servì in pieno delle prerogative attribuite al suo ufficio ogni volta che lo ritenne necessario". Questo è uno dei passaggio dell'intervento del presidente della Repubblica a Dogliani. "Fu il caso illuminante del potere di nomina del Presidente del Consiglio dei Ministri, dopo le elezioni del 1953 per la quale non ritenne di avvalersi delle indicazioni espresse dal principale gruppo parlamentare, quello della Democrazia Italiana", aggiunge. Mattarella ha ricordato che il presidente è tutore della Costituzione e "robusto contropotere contro gli abusi".

 

Rinviò leggi senza copertura finanziaria

 

"Le osservazioni al governo non avevano mai "indole di critica, sibbene di cordiale collaborazione o di riflessioni comunicate da chi, anche per ragioni di età, poteva essere considerato un anziano meritevole di essere ascoltato". "Einaudi - ha ricordato Mattarella - rinviò due leggi approvate dal Parlamento, perché comportavano aumenti di spesa senza copertura finanziaria, in violazione dell'art.81 della Costituzione".

 

Nonostante scelte divaricanti democrazia vinse

 

"Rendere omaggio oggi, nel 70° anniversario del giuramento del primo presidente 'costituzionale' della Repubblica, significa riflettere sui caratteri della nostra democrazia, che reca i segni incancellabili del suo magistero. Era, quella italiana, una democrazia in bilico. Erano avvenute scelte divaricanti" ma "i risultati delle elezioni generali del 18 aprile 1948 avevano rappresentato lo spartiacque che avrebbe segnato i decenni successivi. E la democrazia uscì vincente dalla prova". "Difatti - ha aggiunto il Capo dello Stato - la divaricazione tra le forze politiche legittimate a guidare il Paese e le forze politiche alle quali era assegnato il ruolo di opposizione non si tradusse mai in una democrazia dissociativa che avrebbe reso la Repubblica fragile e debole".

 

Libertà e buon governo in suo costituzionalismo

 

"Il costituzionalismo di Luigi Einaudi, testimoniato dalla sua attivissima partecipazione al dibattito dell'Assemblea costituente, si può riassumere nel binomio libertà e buongoverno. Due elementi che esprimevano le convinzioni più profonde dello studioso Einaudi: solo una società libera e robusti contropoteri avrebbero impedito abusi" spiegando come Einaudi "appare fortemente segnato dal timore del ritorno di spinte all'autoritarismo, in una dimensione che i commentatori odierni potrebbero riferire alla sconsiderata formula - pur inconsistente e insostenibile - della 'democrazia illiberale'. Di qui il suo profondo convincimento avverso all'assemblearismo".

 

Da lui 'moral suasion' con governo

 

"Con la discrezione e la fermezza che lo caratterizzavano" Einaudi " diede vita a un dialogo di permanente leale collaborazione istituzionale, proponendo una penetrante "moral suasion" nei rapporti con il governo, a partire dall'esercizio del potere previsto all'art. 87 della Costituzione, che regola la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa governativa". Il Capo dello stato Sergio Mattarella ha ricordato così' il ruolo esercitato da Luigi Einaudi nei rapporti con il governo. "Consigli, previsioni, esortazioni che gli valsero, da taluno, la definizione di pedante. Una valutazione- ha spiegato- che Einaudi respingeva nella convinzione che le osservazioni al governo non avevano mai, diceva: "indole di critica, sibbene di cordiale collaborazione o di riflessioni comunicate da chi, anche per ragioni di eta', poteva essere considerato un anziano meritevole di essere ascoltato ".

 

L'omaggio di Sergio Mattarella al primo Presidente della Repubblica italiano di nomina parlamentare e secondo Capo dello Stato dopo Enrico De Nicola si conclude a Villa San Giacomo, la dimora settecentesca in cui Luigi Einaudi trascorreva i periodi di riposo. Rai News

 

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