ANNO XIV Gennaio 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 19 Maggio 2018 14:18

Economia, Italia scade a BBB nel rating, il caso MPS e le finanze deteriorate

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Il rating ovvero l’affidabilità e solidità finanziaria dell’Italia, resta BBB al netto della narrazione governativa !! Un BBB equivale, a una qualità media. L’ultima “A “l’abbiamo persa, a gennaio dello scorso anno! La Valutazione di MPS varia tra 4,7 e 5 mld (valutazione Equita).

Al terzo trimestre 2013 MPS aveva un patrimonio di circa 11 miliardi, a fronte di 145 mld di crediti alla clientela. Quindi? Bastava che, solo un 7,58 % dei crediti vantati non fossero stati restituiti e MPS sarebbe morta! Infatti 7,58 % di 145 = patrimonio banca di 11 miliardi. MPS ha distrutto 8 mld di aumenti di capitale! 5 mld giugno 2014. Altri 3 mld a ottobre 2014 A novembre 2016 un nuovo aumento di capitale da 5 mld, di cui 3,85 mld sottoscritti dallo Stato. Il titolo Mbps è sceso sotto i 3 euro, a marzo e il Tesoro di Padoan ha subito una perdita potenziale di 3 mld. MPS ha chiuso il 2017 con calo dei ricavi del 6% e 3 mld di perdita : L’istituto ha precisato sono state registrate rettifiche nette di valore per deterioramento crediti, attività finanziarie e altre operazioni per 5,46 miliardi di euro, superiori di 959 milioni rispetto a quelle registrate nell’anno precedenteOggi il titolo vale 2,83 euro e il duo Padoan/Gentiloni lo pagarono, a 6,49 euro per azione, a dicembre scorso. Da aggiungere le risorse corrisposte ai piccoli azionisti che, hanno subìto la conversione delle obbligazioni subordinate e che erano stati fregati. Il Tesoro ha sborsato 8,65 euro per titolo, salendo, in questo modo al 68,2 % del capitale sociale. La caduta del titolo di questi giorni attribuita all’incertezza? Forse molto di più ha inciso la dichiarazione che, non sarà svenduta com’è successa negli anni 90 a banche e aziende di Stato. . Un primo bilancio delle privatizzazioni degli anni 90 fu fatto nell’ottobre del 2000 dall’Ufficio Studi di Mediobanca, allora retto dal professor Coltorti, per la Commissione Bilancio della Camera. Un testo poco popolare, io dico censurato consapevolmente e colpevolmente. Soprattutto bisognava occultare il calcolo della somma dei rendimenti delle partecipazioni statali, al netto dei costi e dei fondi di dotazione. Il tutto comparato con i titoli di Stato. L’Ufficio studi di Mediobanca ne ricavò una differenza positiva per lo Stato imprenditore. L’ex senatore Mucchetti, già vicedirettore del Corriere della Sera e autorevole commentatore dei fatti economici annota che “lo smantellamento dell’Iri, concluso nel 2002 con la fine della liquidazione decisa due anni prima dal governo D’Alema, diede comunque un saldo positivo per 20 miliardi, al netto dei debiti comunque ceduti o rimborsati. Un saldo che sale verso i 24 miliardi, ove si consideri anche il valore della Rai, passata al Tesoro, quale era stato calcolato da Rothschild “. Morelli AD, di MPS al convegno di due mesi fa, organizzato dalla FABI (Federazione Autonoma Bancari Italiani) disse: “Il cambio del ministro dell’Economia non ha un impatto su quel che dobbiamo fare. Ci sarà un nuovo interlocutore per la banca, ma il percorso è tracciato. Le dichiarazioni dell’economista della Lega, Borghi su “non si vende” (prima di averla sanato e valorizzata) ha scatenato il putiferio. Un putiferio, amplificato dalla cupola mediatica agli ordini di chi vuole papparsi MPS e soprattutto le opere d’arte, che detiene. I debitori di MPS, che ricordiamo, erano esposti per 145 mld chi erano? La lista è in questo link del Sole. Al1 posto Sorgenia di proprietà della tessera numero uno del Pd. C’è anche Punzo, ideatore dell’interporto di Nola, in gravissima crisi finanziaria e dove dal 2008 al 2011 è stato direttore generale il ministro dello sviluppo Calenda. Questa è la triste vicenda della Banca più antica d’Italia gestita dalla sinistra di Palazzo e salvata con i soldi del contribuente italiano. Squallido il tentativo di questi giorni di scaricare, sull’incertezza politica la riduzione del valore del titolo MPS. Una banca gestita fino, a qualche anno fa dalla piovra partitica, con due ricapitalizzazioni per complessivi 8 mld, a cui si aggiunge un aumento di capitale di 5 mld e con una perdita di 3 miliardi nello scorso anno. Scaricarla sull’incertezza politica è una delle tante nefandezze di una classe dirigente inadeguata, cinica e che ha condotto il paese al disastro in cui ci troviamo e dal quale difficilmente ne usciremo. Aggiungiamo le due liste dei primi 100 creditori insolventi delle due banche venete. Insolvenze che hanno scaricato sul contribuente italiano attraverso il decreto Gentiloni 20 miliardi di euro. Non si trovano invece i soldi o si concedono garanzie per le riconversioni industriali in città, dove gli inquinanti uccidono dai neonati a vecchi.

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www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2017-01-10/ecco-lista-grandi-debitori-morosi-mps-203935.shtml?uuid=ADI10OUC

https://www.corriere.it/digital-edition/CORRIEREFC_NAZIONALE_WEB/2017/11/14/8/popolare-vicenza-ecco-la-lista-dei-cento-debitori-della-banca-del-crac_U433901074681184K0E.shtml

https://www.ilmattino.it/economia/banche_venete_ecco_l_elenco_dei_100_grandi_debitori_insolventi-3365859.html

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