ANNO XII  Settembre 2018.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 10 Giugno 2018 06:28

Rassegna Stampa - Le giravolte di Conte, bankitalia e imprese nelle news di oggi

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Pubblichiamo la rassegna stampa predisposta da Carlo Forin nostro collaboratore di Vittorio Veneto che si diletta nella ricerca linguistica da zumero e anche nella raccolta di giornali che sceglie per noi e li propone alla lettura nella tradizione della rassegna stampa

 

Le giravolte di Conte irritano gli alleati europei

Conte obbligato a risparmiare sull’uso dell’aereo per Canada

Boccia (Confindustria): si incominci a governare concretamente!

Visco (Bankitalia): -E’ improponibile l’uscita dall’euro!-:

Papa: la sete di energia non distrugga la civiltà

Sulle Alpi si scioglie la neve ed emergono le salme dei migranti

Come diventare fascisti in un’ora

Cottarelli: non siamo schiavi dello spread ma del debito

 

Bravo Cottarelli. Continua a parlare, ti prego. I tuoi quattro giorni da premier incaricato resteranno per me un cardine. Siamo dentro alla ragioneria elementare. Se noi siamo dentro ad un debito colossale noi dobbiamo tirarci fuori da questo.

Sette anni fa potevamo venir schiacciati. Ora, i titoli del debito pubblico greco hanno più appeal dei nostri. E loro hanno sofferto per sette anni!

Che cosa può fare il governo Conte? Può semplificare e non aumentare la spesa. Deve dire di no, no, no, no…non ho soldi. Conte non deve vergognarsi di ripetere –non ho soldi-.

Cottarelli entra anche in un altro dibattito di grande appeal: l'uscita dall'euro. Il giudizio dell'economista è chiaro: "Uscire dall'euro sarebbe un errore enorme".

Ecco. Cominciate a togliere la parola a coloro che sparano ste balle. L’uscita dall’euro colpirebbe durissimamente chi ha pochi soldi mentre sarebbe sopportabile da chi ne ha tanti e all’estero.

Noi ci muoviamo tardi e in genere arriviamo quando si sta mettendo il punto". Invece, sostiene Cottarelli, dovremmo allearci con la Francia e gli altri Paesi per fare pressione alla Germania e costringerla a spendere un po' di più di quanto non stia facendo ora.

Gli attuali dirigenti escano dalla campagna elettorale e rinviino tutte le promesse.

Si adoperino di far blocco con tutti i Paesi europei che non vivono nella posizione di rendita della Germania per premere su questo Paese perché spenda di più. Loro devono spendere di più non noi, col reddito di cittadinanza, ad esempio.

Noi dobbiamo procedere ad una riforma fiscale prima di entrare nella dual tax. Che si introduca il principio: il dichiarante paghi il dovuto subito, dopo di aver pattuito anno per anno il dovuto, senz’alcuna possibilità di ricorso. In questo modo cesserà l’aumento del debito.

Poche leggi, ma tutte da rispettare, per ridurre la burocrazia: è questa la riforma che l'economista farebbe da un giorno all'altro. E la sua idea fa scrosciare un applauso: "Digitalizzare i processi non basta, se poi i tanti passaggi rallentano le procedure: bisogna ridurre il numero delle leggi. Ne bastano poche, ma necessarie e rispettate da tutti". 

Ecco. Conte sia saggio così: moltiplichi la cancellazione delle leggi e rinvii le nuove. Con una eccezione:


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• IL COSTO DELLA CORRUZIONE
Una parte delle coperture potrebbe essere recuperata dalla lotta alla corruzione. Ma quanto pesa questa voce sul defici? "Si parla di 60 miliardi, ma questa cifra è una bufala - dice Cottarelli -, che però è stata ufficializzata anche dalla Corte dei Conti. Ma se si chiede, nessuno sa a cosa corrisponda".• NORD E SUD, I COSTI NON SONO TUTTI UGUALI 
Ex commissario per la spending review della Pubblica amministrazione ("Ho lasciato dopo pochi mesi del governo Renzi, una questione di chimica, non ci intendevamo molto"), Cottarelli aveva dato dei suggerimenti per limitare gli sprechi, "ma alcuni non sono stati ascoltati". Ricordando il caso del costo della siringa, che al Sud costa molto più che al Nord, l'economista ha sottolineato che però, visto che i dati relativi ad alcune voci di spesa sono fermi al 2013, è difficile anche calcolare quale sia il divario tra una parte e l'artra del Paese. "Ma oltre alla corruzione che sicuramente è un problema, ce n'è un altro che è quello relativo alla capacità manageriale: il mio suggerimento è di non investire in infrastrutture, che poi non si fanno, ma nel capitale umano e nella formazione".

Per render concreta la lotta alla corruzione è prioritaria l’attuazione dell’articolo 49 della Costituzione

Art.: 49 Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.

Queste sono leggi prioritarie: il partito legale, l’associazione sindacale pubblica, il diritto di associazione rigorosamente disciplinato in funzione anti-mafia!

Sburocratizzare, sburocratizzare, sburocratizzare, sburocratizzare e silenziare chi vuol spendere!

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