ANNO XII  Settembre 2018.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 12 Giugno 2018 06:16

Scandalo abusi Chiesa cilena: Papa Bergoglio accetta le dimissioni di tre vescovi

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Papa Francesco ha accettato la rinuncia alla guida pastorale delle proprie diocesi di tre cileni. A partire dallo stesso vescovo che si pone all’origine dello scandalo sugli abusi sessuali, scandalo che sta scuotendo la Chiesa del paese, il vescovo Juan Barros di Osorno accusato di aver coperto le denunce di diverse vittime.

A maggio, infatti, 34 vescovi cileni convocati a Roma dal Papa per un vertice straordinario, avevano rassegnato in blocco le dimissioni nelle mani di Francesco. E oggi il Pontefice argentino ha accettato la rinuncia dei primi tre tra cui Barros.

Il Papa, rende noto la sala stampa vaticana, ha infatti accettato la rinuncia al governo pastorale dell’arcidiocesi di Puerto Montt presentata dall’arcivescovo Cristián Caro Cordero, nominando amministratore apostolico padre Ricardo Basilio Morales Galindo, ha accettato la rinuncia di Gonzalo Duarte García de Cortázar a Valparaiso, nominando amministratore apostolico mons. Pedro Mario Ossandón Buljevic, attualmente ausiliare di Santiago de Chile, ed ha accettato la rinuncia del noto Vescovo di Osorno, Juan de la Cruz Barros Madrid, nominando amministratore apostolico un altro ausiliare di Santiago, Jorge Enrique Conchua Cayuqueo.

Lo scandalo nella Chiesa cilena era esploso attorno alla figura di padre Fernando Karadima, oggi ottuagenario, carismatico prete dell’alta società della capitale cilena all’epoca della dittatura di Augusto Pinochet, con buoni rapporti in Vaticano nella cerchia di Wojtylia. Nel 2011 è stato condannato dalla congregazione vaticana per la Dottrina della fede per abusi sessuali sui minori.

Lo scandalo sugli abusi sessuali è un tema che sta sconvolgendo il Cile non solo nel mondo della Chiesa ma anche nelle università: diversi studenti, nelle ultime settimane infatti, hanno sfilato e manifestato contro gli abusi che avvengono puntualmente nelle loro strutture. ( - Euronews)

 

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