ANNO XII  Ottobre 2018.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 13 Giugno 2018 14:01

Stadio della Roma: nove arresti per corruzione, anche vicepresidente del Consiglio regione Lazio

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Anche il vicepresidente del Consiglio Regionale, Adriano Palozzi(Fi), l'imprenditore Luca Parnasi e il presidente di Acea Luca Lanzalone fra le nove persone arrestate oggi dai carabinieri -sei in carcere e tre ai domiciliari - nell'ambito di un'indagine sulle procedure per la realizzazione del nuovo stadio della Roma.

L' inchiesta su una presunta associazione a delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive e di una serie di reati contro la Pubblica amministrazione. Lanzalone aveva seguito, in altra veste, il dossier sulla struttura che dovrebbe sorgere a Tor di Valle. Tra le persone raggiunte da provvedimento di custodia cautelare, nell'ambito dell'inchiesta, c'è anche l'ex assessore regionale Michele Civita del Pd. In base a quanto si apprende l'attuale consigliere regionale, sempre nelle fila del Pd, si trova agli arresti domiciliari come il presidente dell'Acea, Luca Lanzalone.

Indagati inoltre Davide Bordoni, capogruppo capitolino di Forza Italia, e Mauro Vaglio, presidente dell'Ordine degli avvocati di Roma. Su Bordoni c'è un'intercettazione nelle mani degli inquirenti in cui si farebbe riferimento a una tangente ma senza parlare dell'importo.

Indagato anche capogruppo M5S Campidoglio C'è anche il capogruppo degli M5S incampidoglio, Paolo Ferrara, tra i 27 indagati della inchiesta. Nei primi mesi del 2017 Ferrara aveva partecipato alla trattativa con il gruppo Parnasi per la modifica della prima stesura del progetto sulla struttura che dovrebbe sorgere a Tor di Valle.

 

Inquirenti: Virginia Raggi non c'entra Il sindaco Virginia Raggi non c'entra nulla con l'indagine e gli atti del comune non sono oggetto del procedimento. È quanto hanno precisato gli inquirenti nel corso di un incontro con la stampa dopo i nove arresti effettuati nell'ambito dell'inchiesta sullo stadio della Roma.

 

Raggi: chi ha sbagliato pagherà "Chi ha sbagliato pagherà noi siamodalla parte della legalità. Aspettiamo di leggere le carte al momento non esprimiamo alcun giudizio". Così la sindaca di Roma Virginia Raggi. "Se è tutto regolare, spero che progetto stadio possa andare avanti", ha concluso la sindaca.

 

Procura: Società non c'entra nulla con inchiesta Roma "L'As Roma non c'entra nulla con l'inchiesta". È quanto precisa il procuratore aggiunto Paolo Ielo riguardo all'indagine.

 

L'Anac chiede alla Procura gli atti di inchiesta L'Anac, a quanto si apprende, ha fatto richiesta degli atti relativi all'inchiesta per corruzione nelle procedure per la realizzazione del nuovo stadio di Roma, per valutare eventuali profili di sua competenza. Contatti ci sono stati questa mattina tra il presidente dell'autorità, Raffaele Cantone, il procuratore di Roma Giuseppe Pignatone e il procuratore aggiunto Paolo Ielo, a seguito dei quali è stata avviata la procedura per la trasmissione dei documenti relativi alle indagini.

 

Pallotta: se l'inchiesta fermerà il progetto? "Mi verrete a trovarte a Boston" Cosa succede se l'inchiesta fermerà il progetto stadio? "Vorrà dire che verrete a trovarmi a Boston..". Così James Pallotta, uscendo dall'albergo romano nel quale risiede in questi giorni di vacanza, ha risposto ai cronisti che gli chiedevano degli arresti di stamattina. In passato Pallotta aveva ipotizzato la vendita della società in caso di mancata costruzione dello stadio. "Quando l'ho detto?..." si è schermito oggi, prima della battuta che lascia intendere un disimpegno. "Stamattina ho passato due ore difficili, ma ora tutto ok: risolveremo".

 

Il post di Raggi- La sindaca di Roma Virginia Raggi ha commentato così gli arresti: "Chi ha sbagliato pagherà, noi siamo dalla parte della legalità". Quindi ha precisato: "Al momento non esprimiamo nessun giudizio, aspettiamo di leggere le carte". In ogni caso, ha aggiunto la sindaca, "se è tutto regolare spero che il progetto possa andare avanti". Ieri, in un post pubblicato su Facebook la sindaca avvisava: "Lo stadio di Tor di Valle si avvicina", osservando che era scaduto "il tempo per presentare osservazioni al progetto". "Ne sono arrivate 31 - spiegava Raggi -. E già da questa mattina ci siamo messi al lavoro per rispondere nel merito. Non perdiamo tempo".

Il progetto - Il progetto iniziale dello stadio della Roma è stato rivoluzionato a partire da un taglio delle cubature, circa il 50%, previste dalla versione iniziale del progetto sul nuovo impianto della società giallorossa. Anche per la parte relativa al Business Park le cubature sono state tagliate del 60%, così come i tre grattacieli previsti nel progetto originario, il 'Trilogy' di Libeskind, che non esiste più. Priorità è stata data alle opere di urbanizzazione utili alla città e ai romani: il progetto dello stadio prevede infatti una convenzione con i costruttori.

Stadio a rischio? - A seguito della vicenda giudiziaria, il Codacons ha chiesto "il blocco immediato" del progetto di Tor di Valle e si è costituito parte offesa. "Lo Stadio della Roma non potrà essere realizzato, almeno per il momento - ha scritto l'associazione - e la Procura deve disporre il blocco immediato dell'intero progetto". L'associazione ha poi fatto sapere che presenterà istanza urgente alla Procura chiedendo il sequestro di tutti gli atti amministrativi relativi allo stadio, e la sospensione dell'iter per la realizzazione del progetto di Tor di Valle.

Le reazioni - Diverse le reazioni da parte del mondo politico. A partire dalla senatrice del Pd, Monica Cirinnà che scongiura il blocco del progetto. "Dopo il blocco delle Olimpiadi e delle altre infrastrutture, che ha portato all'immobilismo, non si blocchi anche lo stadio della Roma" ha detto. A intervenire sulla vicenda anche il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli: "Lo stadio della Roma non è più la colata di cemento che doveva essere - ha detto -. Ma noi siamo il M5S, chiunque ha sbagliato deve pagare: non guardiamo in faccia a nessuno".

 

 

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