ANNO XVI Giugno 2022.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 17 Giugno 2018 07:00

Seme, la vita se del me

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Gesù diceva alla folla: «Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra; 

 

Esso è come un granellino di senapa che, quando viene seminato per terra, è il più piccolo di tutti semi che sono sulla terra; 
ma appena seminato cresce e diviene più grande di tutti gli ortaggi e fa rami tanto grandi che gli uccelli del cielo possono ripararsi alla sua ombra

In zumero se.me è ‘vita-morte del me’.

In religione il Seminario, la scuola dei preti, evidenzia il seme come focus.

Il motivo che spiega come mai il me zumero non venga visto ancora così sta nella testa dei popoli nordici che non sono stati capaci di realizzare che gli antichi ebbero un doppio archetipo (principio tipo radice di ogni pensiero) rappresentabile col me.lam.mu, mentre i moderni hanno un solo archetipo, il lampo. Il lampo iniziale, il big bang, lo scoppio primitivo, era per i zumeri lam (la.m ‘oltre. M’) che unisce il me col mu. http://www.archeomedia.net/wp-content/uploads/2015/10/Melammu.pdf

Il me dava la vita a Zumer, dove la luna, En Zu, dava la sua parola, me, per la vita r.

Il seme sulla Terra ha lo stesso effetto della parola di Dio nell’uomo. Una volta gettato in terra comincia ad agire con qualsiasi tempo, nel tempo e fuori dai tempi dell’uomo. Marcisce sviluppando la vita che germoglia e cresce. Come il seme del granellino di senapa, da piccolissimo diventa un albero che ripara con la sua ombra.

In zumero barum, il luogo della divinazione, la montagna, è um.bar à umbra lat..

Questo leggiamo nel vangelo di Marco < ku.mar in ku.mar.bi (propriobi di ku.mar, ‘distinguoku il legame attivomar’. il teonimo Marduk è leggermente più complesso: sviluppa il legame attivo, mar, in distinguo, ku, dio, du8.

San Paolo, ‘territorio, pa, del vento, ulu’, sapeva che il suo nome ebraico-pagano Sha.ulu, significava ‘utero, sha, del vento, ulu’. Battezzandoci dalle mani di Anania, ‘luogo, ia, del Cielo, an, cielo, an’ (dove il cielo fisico apre al Cielo Aldilà, non visto da Gagarin). Dice ai Corinti di sforzarsi nella fede di stare nel corpo in esilio dal Signore con fiducia: camminiamo anche noi non ancora in visione del Signore. Ci sforziamo dentro nel corpo (kur.pu ‘Aldilà. cielo’) ed anche esiliando da esso di essere graditi da Lui. Sappiamo che tutti compariremo al suo tribunale per venir giudicati per sempre, fuori dal tempo. Grazie, o Signore, di dimorare in Paolo.

Ezechiele sviluppa il seme partendo dal ramo tolto dalla cima (ki.ma, ‘legamema Terraki’) del cedro, piantato sul monte alto di Israele, metterà rami e farà frutti diventando un cedro magnifico. Sapranno tutti gli alberi della foresta che io sono il Signore dio. Sapranno anche gli uomini, prima o dopo, che in zumero GESH.BU è ‘albero. conoscenza’, che GESH.UB è ‘albero. cielo’, che GESHU.BI è, esattamente, ‘-tutto quanto-bi GESU’.

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