ANNO XIII Novembre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 21 Giugno 2018 00:00

Rassegna Stampa - Dai Rom alla riforma fiscale, passi indietro, giorno di maturità, i rider secondo la regione Lazio

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Pubblichiamo la rassegna stampa predisposta da Carlo Forin nostro collaboratore di Vittorio Veneto che si diletta nella ricerca linguistica da zumero e anche nella raccolta di giornali che sceglie per noi e li propone alla lettura nella tradizione della rassegna stampa

 

La riforma fiscale

La semplificazione fiscale con abbuono delle pendenze sotto i 100.000 euro è una cosa buona, ma piccina.

Io invito Conte ad alzare il tiro sulla questione delle pendenze fiscali: l’avvocato del popolo affronti il tema della riforma fiscale andando alle radici della riforma Ezio Vanoni, che ha più di 67 anni (11.01.51): adotti il sistema del confronto annuale tra il funzionario col cittadino contribuente che deve concludersi senza eccezioni con l’accordo completo del dovuto al fisco. Non ci sarà più nessuna pendenza che complessivamente fa perdere alle casse dello Stato e crescere il debito pubblico. Infatti su 800 miliardi da recuperare solo 52 potrebbero arrivare. Come:

Lazio, dalla Regione prima legge per tutele a rider: no al cottimo, sì al pagamento sul tempo impiegato:

Maturità nelle scuole ai temi d’italiano: piaciuti!

Papa Francesco contro Trump: immorale separare figli da genitori!

Trump ci ripensa

Come censisco i pupi.

Il governo Conti ha tre settimane (n. 31 maggio 2018).

Noi l’abbiamo battezzato ‘pupi pop’. Ed è al top della popolarità.

Ha parlato di censimento dei rom e censimento dei raccomandati per bocca dei suoi pupi.

Al tempo dei Romani antichi il potere era nelle mani del popolo e del Senato (SPQR).

Il Senato era il consiglio degli anziani che distinguevano il bene del popolo oltre il parere del popolo (buono o cattivo che fosse).

Il governo pupi pop, invece, non ha più questo discernimento. Il top della popolarità, che pareva un pregio, è il suo massimo difetto.

Il pupo, lat. pupu, zum. pupu, è fonte di tutto, come il popolo, nel bene e nel male. Non ha nessun discernimento il pupo. Forse, per questo motivo i pupi parlano tanto di censimenti.

Censimento, operazione statistica di rilevazione simultanea, intesa ad accertare in un dato momento lo stato di fatto collettivo (lo Zingarelli 2018).

Lo stato di fatto governativo sta nello Scontro Salvini-Di Maio sui rom ed i sondaggi premiano il primo, che vuol censire i rom, e penalizzano l’altro che vorrebbe censire i raccomandati. Censire i raccomandati è impossibile, perché le segnalazioni non sono praticamente accertabili statisticamente e lo stato di fatto eventualmente osservato singolarmente sarebbe eticamente neutro per il raccomandante (-Io ho raccomandato il nome all’uomo di potere, valuti lui la bontà e l’opportunità di assumere-). Naturalmente il pupo intende la raccomandazione come la pratica corruttiva che incanala il potere dello Stato dentro la soddisfazione di interessi privati in danno degli interessi pubblici. Quindi, povero pupo, vorrebbe censire gli autori della corruzione, il male di tutti i mali. E’ una buona idea. Sia coerente: cominci a scrivere il suo nome al primo posto nello stato di fatto dei responsabili delle raccomandazioni illecite: io ho creato confusione tra corruttori-corrotti-innocenti, dunque sono rilevato come autore di corruzione.

Altri responsabili seguiranno: basta aprire i giornali ed isolare i nomi pubblici che rilasciano dichiarazioni incoerenti, come quella del pupo.

L’altro pupo, che abbiamo riconosciuto subito come il più feroce ed anche come il più utile, sta aizzando il popolo italiano, con larghissimo seguito e senza un obiettivo civile, contro gli immigrati ed i diversi, insieme con i popoli che andrebbero espulsi dall’Europa civile perché si rifiutano di ricevere chiunque non sia dei nostri; il popolo italiano ha ricevuto già centinaia di migliaia di profughi, lo Stato ha ridotto del 70% gli ingressi, grazie al ministro di polizia Minniti, precedente al pupo Salvini.

Dunque, il nuovo ministro di polizia sventoli in Europa i successi già ottenuti e, soprattutto, obblighi i dirigenti europei ad alzare la schiena dritta con la cittadinanza unica degli europei, che, sola, consentirà l’accettazione degli immigrati ‘non economici’, la loro integrazione col rasserenamento dei 500 milioni di europei.

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