ANNO XIV Giugno 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 01 Luglio 2018 00:00

Fede, fide, hi.de ‘fusione (in) Dio’

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E Gesù disse al centurione: «Và, e sia fatto secondo la tua fede». In quell'istante il servo guarì

Il Signore ha distrutto senza pietà tutte le dimore di Giacobbe; ha abbattuto con ira le fortezze della figlia di Giuda; ha prostrato a terra, ha profanato il suo regno e i suoi capi.
Siedono a terra in silenzio gli anziani della figlia di Sion, han cosparso di cenere il capo, si sono cinti di sacco; curvano a terra il capo le vergini di Gerusalemme.
Si son consunti per le lacrime i miei occhi, le mie viscere sono sconvolte; si riversa per terra la mia bile per la rovina della figlia del mio popolo; mentre vien meno il bambino e il lattante nelle piazze della città.
Alle loro madri dicevano: "Dov'è il grano e il vino?". Intanto venivan meno come feriti nelle piazze della città; esalavano il loro respiro in grembo alle loro madri.
Con che cosa ti metterò a confronto? A che cosa ti paragonerò, figlia di Gerusalemme? Che cosa eguaglierò a te per consolarti, vergine figlia di Sion? Poiché è grande come il mare la tua rovina; chi potrà guarirti?
I tuoi profeti hanno avuto per te visioni di cose vane e insulse, non hanno svelato le tue iniquità per cambiare la tua sorte; ma ti han vaticinato lusinghe, vanità e illusioni.
Grida dal tuo cuore al Signore, vergine figlia di Sion; fà scorrere come torrente le tue lacrime, giorno e notte! Non darti pace, non abbia tregua la pupilla del tuo occhio.
Alzati, grida nella notte quando cominciano i turni di sentinella; effondi come acqua il tuo cuore, davanti al Signore; alza verso di lui le mani per la vita dei tuoi bambini, che muoiono di fame all'angolo di ogni strada.


L'umile non torni confuso, 
l'afflitto e il povero lodino il tuo nome. 



Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 8,5-17. 
In quel tempo, entrato Gesù in Cafarnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava: 
«Signore, il mio servo giace in casa paralizzato e soffre terribilmente». 
Gesù gli rispose: «Io verrò e lo curerò». 
Ma il centurione riprese: «Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto, dì soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. 
Perché anch'io, che sono un subalterno, ho soldati sotto di me e dico a uno: Fà questo, ed egli lo fa». 
All'udire ciò, Gesù ne fu ammirato e disse a quelli che lo seguivano: «In verità vi dico, presso nessuno in Israele ho trovato una fede così grande. 
Ora vi dico che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli».
mentre i figli del regno saranno cacciati fuori nelle tenebre, ove sarà pianto e stridore di denti». 
E Gesù disse al centurione: «Và, e sia fatto secondo la tua fede». In quell'istante il servo guarì. 
Entrato Gesù nella casa di Pietro, vide la suocera di lui che giaceva a letto con la febbre. 
Le toccò la mano e la febbre scomparve; poi essa si alzò e si mise a servirlo. 
Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la sua parola e guarì tutti i malati, 
perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: Egli ha preso le nostre infermità e si è addossato le nostre malatt

[1] Halloran: 56.

Io ti ringrazio, o Signore, di avermi dato l’etetimo di fede, non confidenza in te, fide, ma fusione con te, hide. Il servo del centurione guarì realmente perché il militare ebbe fede in te.

Ete.ti.mu, in te è perfetto, perché gira te in ete, dà vita, ti, e parola, mu.

Tu sei GESH.BUN, ‘Alberogesh. Buonobun di conoscenzabu dell’Unonu > unu’.

Tu, Trinità da risorto, sei verità, veritas (veritate abl.), u.e.ri.tash (u.e.ri.ta.te): il filo della verità così chiarito non mi dà tutta la verità, però la ricolloca tra i 4000 anni, nelle ere, ‘cammino’, della storia, historia, his.tur.ia (luogo del giro di vita-morte). E se scrivessi insieme anche col popolo e con te potrei procedere sereno col seme, -a, girato, tur, della vita-morte, ish, legato, h, con la Trinità. La Chiesa, ki.esh.a (in eccleshia), ha fatto con te 2.000 anni di cammino, tra gioie e dolori, errori e riparazioni, perché è rimasta con te perdonata degli ammanchi.

Tu sei la via, uia, u.i.a., ‘sentieroi (tra) Cielou e Terraa’. Noi, umani, possiamo percorrerlo con te, come popolo, pa.pal.lu, lungo un crinale difficile che tu rendi praticabile.

Io, in te, riconosco l’etetimo di set.tan.ta = ta. tan2. Tesh ‘assiemetesh purificatan naturata’.

Se stiamo in.si.eme, ‘linguaeme vita-mortesi correntein’ possiamo purificarci delle nostre iniquità, con te’ e sbagliare meno sul da farsi.

Perché, quaggiù noi navighiamo dentro l’errore. Tu, solo, ci tiri fuori e non ci fai affogare. Aiutaci!

*

Caro Gesù, io non posso terminare il mese di giugno 2018 senza ritornare sul mio salmo.

Salmo 30 (29)

Perché il mio cuore ti possa cantare

2. Signore, ti voglio esaltare:

   salvo mi traesti dal pozzo,

   né lasciasti i nemici beffarsi di me.

3. Signore, mio Dio, ho gridato

e subito tu mi hai guarito.

4. Dal regno buio dei morti

   mi hai fatto, Signore,

risalire alla luce:

quando stavo per scendere la fossa

hai voluto ridarmi la vita.

5. Componete salmi al Signore, o fedeli,

evocate la santa memoria:

6. la sua collera dura un istante,

l’amore suo tutta la vita.

S’allunga e perdura il pianto la notte

ma il mattino ridona la gioia.

7. Nella mia fortuna mi dicevo:

nulla mai mi potrà turbare.

8. Come un monte stabile e forte

mi aveva reso la tua grazia, Signore;

ma bastò che appena mi celassi il volto

che subito io mi sentissi un perduto.

9. E’ a te, Signore, che elevo il suo grido,

è da te, mio Signore Iddio,

che imploro pietà.

10. Forse ti giova versare il mio sangue,

forse scendere giù nella fossa?

Potrà forse lodarti la polvere,

potrà mai cantare al tuo nome?

11. Signore, ascolta ed abbi pietà,

sii tu la mia forza, Signore.

12. Hai mutato il mio pianto in danza:

sii il mio sacco in vesti di gioia:

13. perché il mio cuore ti possa cantare,

cantare inni senza mai fine:

lodarti per sempre Signore, mio Dio.

Sii il mio sacco in vesti di gioia, come con Giona.

Vedo: gi.una = anu.ig: ‘Cielo. Apre’. Apri, o Gesù, anche ai fratelli la visione delle cose con la chiave, clave/claue, kal.ue, dei nomi degli dèi.

Dal buio, buriu, dell’uruburu, mi hai tratto. Ed io ti posso cantare aperto core, kur e.

Nella casa e.ti.mu, ‘casa. Vita. Nome nominante’, c’è il cuore, e. il tuo cuore, o Gesù.

La diffferenza e3 < e2 sta tra l’uscita dal cuore e l’interno. Come in:

e3, ed2 [UD. DU]; i

to go out, come out, emerge; to send forth; to issue; to lend or bring out; to consign; to rise; to sprout; to be or become visible; to appear (as a witness); to rave; become frenzied (the original final –d only appears in maru conjugation by the time of written Sumerian) [ED2 archaic frequency][1].

Qua, posso far un passo avanti con fede, fide, hi.de = hi.ed2!

Formidabile! Grazie!

Avrei un sacco di cose da dire ai miei fratelli, che faticano ad avere confidenza in te.

Vogliamo entrare nella lettura circolare del zumero a partire da hi.ed2?

Io ho impiegato 17 anni per riconoscere hi.ed2 (esaminato ieri, con risultato oggi), estremo nodo che permette di rivelare la fede, fide (confidenza) che permette di far tutt’uno con te, Gesù, e continuare snodato dalla parola, ma di te vestito.

Grazie!

Lo dico subito a loro!

 


[1] Halloran: 56.

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Le Vignette di Paolo Piccione

…questo non è amore 2018”… e Pinocchio

 

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