ANNO XII  Novembre 2018.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 12 Luglio 2018 00:00

San Benedetto abate, patrono d'Europa, festa

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Libro de Proverbi 2,1-9. Figlio mio, se tu accoglierai le mie parole e custodirai in te i miei precetti,tendendo il tuo orecchio alla sapienza, inclinando il tuo cuore alla prudenza,


se appunto invocherai l'intelligenza e chiamerai la saggezza,
se la ricercherai come l'argento e per essa scaverai come per i tesori,
allora comprenderai il timore del Signore e troverai la scienza di Dio,
perché il Signore dà la sapienza, dalla sua bocca esce scienza e prudenza.
Egli riserva ai giusti la sua protezione, è scudo a coloro che agiscono con rettitudine,
vegliando sui sentieri della giustizia e custodendo le vie dei suoi amici.
Allora comprenderai l'equità e la giustizia, e la rettitudine con tutte le vie del bene.

Salmi 112(111),1-2.4-5.8-9. 
Beato l'uomo che teme il Signore 
e trova grande gioia nei suoi comandamenti. 
Potente sulla terra sarà la sua stirpe, 
la discendenza dei giusti sarà benedetta. 

Spunta nelle tenebre come luce per i giusti, 
buono, misericordioso e giusto. 
Felice l'uomo pietoso che dà in prestito, 
amministra i suoi beni con giustizia. 

Non temerà annunzio di sventura, 
saldo è il suo cuore, confida nel Signore, 
Egli dona largamente ai poveri, 
la sua giustizia rimane per sempre, 
la sua potenza s'innalza nella gloria. 



Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 19,27-29. 
In quel tempo, Pietro, disse a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne otterremo?». 
E Gesù disse loro: «In verità vi dico: voi che mi avete seguito, nella nuova creazione, quando il Figlio dell'uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù di Israele. 
Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna». 

O Gesù,

              in questa festa di san Benedetto, patrono d’Europa, che celebrava l’arrivo della primavera, me giovane, io levo a te la richiesta solenne di favorire la nascita della cittadinanza unica europea, che, sola, può tener la Ue unita.

La Ue unita sarà così capace di disciplinare le immigrazioni e realizzare l’integrazione dei non cittadini europei.

È stato grande il sogno federalista dei 28 Stati. Ed è finito. Aiuta i governanti a capire che solo il sogno più grande di 500 milioni di europei con lo stesso passaporto potrà evitare che il federalista sia l’incubo, che oggi stiamo già vivendo.

Salva gli uomini e le donne di Eu.ropa, oggi Ue.

Salva il territorio, -pa, sacro, ro, della Luna piena, e2u4 15 nel nome della sacralità ormai rinnegata dalla grande maggioranza. Salva Salvini.

Unisci la gente del popolo, un tempo papallu ad unire e a spingere indietro il desiderio contrario a dividere dei governanti.

Che cos’è il bene in fondo?

Bene: etetimo.

Bene (fam.) be’ [lat. bene, da bonus, di etim. Incerta avv. (tronc. in ben avv. forma tronca di bene ).

L’etimologia è incerta proprio perché il zumero propone due sillabe separate: be ne. Inoltre:

Be = essere aperto. bad, be, ba9

   to open; to let out; to go away; to be at a distance (in space or time); to drive away; to separate, remove (regularly followed by ra2; cf. bara4 (to spread out, open wide; released; separated) and semantics of bar; there were originally four separate signs: BAD; IDIM; TIL; USH2) (open container with motion away from) [BAD archaic frequency: 23].

Il secondo motivo che ha reso difficile la composizione delle due sillabe nello stesso verso, be ne, sta nel fatto che il zumero è una lingua ventiva [(espressa con ‘che venga’ reso da am3): am en = ‘che venga il signore’]. Il signore plenipotenziario della città, en, veniva auspicato per venire a risolvere qualsiasi problema. Tanto è vero che l’ebr. ha conservato amen = verità l’auspicio ‘che venga il Signore’ della città, e, con la fine di tante città, è rimasto religiosamente il Signore dio come ‘verità’, che i religiosi non vogliono discutere essendo la parola più pronunciata da Gesù in aramaico.

Ar-am ‘-che venga-am preghieraar’ in zumero..

Il terzo motivo sta nel fatto che ne, ‘costui’, sembra non rapportato direttamente con En, signore/tempo, perché le persone qualunque di norma non erano en.

Be = essere aperto.

bad, be, ba9

   to open; to let out; to go away; to be at a distance (in space or time); to drive away; to separate, remove (regularly followed by ra2; cf. bara4 (to spread out, open wide; released; separated) and semantics of bar; there were originally four separate signs: BAD; IDIM; TIL; USH2) (open container with motion away from) [BAD archaic frequency: 23].

ne

  this (one); that (one) (abbrev., ne-e; ne-en) [NE archaic frequency]  .

Dico ‘sembra’ perché, in realtà è rubricato esattamente, ma nei rinvii Halloran preferisce il significato ‘tempo’ per en = signore-tempo:

ne-e; ne-en (-nam)

this (one); that (one); these, those; refers to objects ‘here’, near the speaker –‘thing’ + e, demonstrative pronoun, this one).

Ne-en pari al massimo astrattivo nam rivela che, in realtà, Halloran ha sfiorato la risoluzione del problema ne-en = ‘generazione (della) persona’, nen, reciproca di ene.

Io ho potuto risalire partendo dal termine italiano ente, in lat. abl. ente dal verb. part. pres. verbo esse: ens, entis. La lettura circolare di en.te = te.en: ‘incontrote (il) signoreen’.

Questo è rubricato:

te-en (cf., ten). Ma il dizionario Halloran ha scelto per en il significato tempo e non signore, che in origine ha considerato:

en

   n., dignitary; lord; high priest or priestess; ancestor (statue); diviner [EN archaic frequency].

  v., to rule.

  adj., noble (cf., uru16 [EN] (-n)).

anche per le altre persone (ma, col numero deponente, che segnala la rarità maggiore):

-en3

   Represents 1.sg. or 2.sg. pronominal suffix /-en/.

Il quarto motivo è il fatto che il sumero.gramma temen, ‘perimetro’, più frequente, è stato trovato meno spesso fratto in:

te-me-en; te-me (cf., temen).

Il quinto motivo: non è stato riconosciuto l’archetipo DA DUE UNO ben rappresentato da me.lam.mu, ‘l’atto creativo della divinità, che in un lam(po) faceva apparire me+mu, ovvero le parole origine di tutte le altre. L’espressione te-me veniva letta me-te:

me-te

  appropriate symbol, characteristic; fitting thing; suitability; unique; ornament, adornement; proper dress; dignity (‘function’ + ‘to meet’, or ‘office’ + ‘symbol’; cf., ni2-te [alone; personally; (one)self; one’s own (‘self’+ ‘symbol’; cf., me-te ]

Si noterà come la terna te-me-en spieghi la coppia te-me con me-te senza ‘funzione’, da riconoscere ‘atto creativo’, e senza simbolo, da riconoscere ‘connessione’.

La bizzarria tocca l’apice col quinto motivo: il spiega IL BENE.

IL è il più antico nome di Dio: spiega bene il bene.

Male è il potere.

-male è il potere- significa ‘tutto il male è nel potere’; non significa –il potere è tutto male-. Dunque, il potere è qualcosina di più del male.

Che cos’è il potere?: è l’insieme del bene nel male.

Il male è: il cultori del potere vogliono solo il potere ed omettono di cercare quel qualcosina in più che rende il popolo pacifico e felice come nel gioco del mundial in corso.

Ieri ha premiato i bleu, oggi chi incoronerà, i Croati o i Britannici?

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