ANNO XII  Settembre 2018.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 14 Luglio 2018 00:00

Om En!

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non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.  Sono le 2,11 di venerdì 13 luglio 2018, all’inizio del giorno, di.e.

Entriamo nel settimo giorno della settimana iniziata il sette luglio. Di venerdì Gesù morì per risorgere nella dominica die. Io riconosco che vive: GESH.UB è il suo nome zumero.

Omen, ‘parolaom del Signoreen’. [l’abbiamo visto il 2 luglio[1]].

Omen è riconosciuto presagio[2]. OmEn non è riconosciuto come ‘parola. Signore’ in zumero. Io lo ripeterò ossessivamente per aprire il linguaggio sui 4.000 anni.

Amen, è riconosciuto come ebr. ‘così sia, verità’; non è visto come zum. ‘-che venga-am3 il Signore’.

Il Signore Dio è Il. Bab.il = porta di Dio, non degli dèi.

Ho dedicato 27 anni della mia vita alla ricerca che ora corono.

Il coronamento [che corona il linguaggio nella mia esplorazione del teonimo AN.THAR.ISH] sono[3] om.En, ‘parola (del) Signore’, ed am.En, ‘che venga (il) Signore IL’.

Omina sunt nomina, presagi sono i nomi. Era vero ed è verissimo in questa società che non dà più valore ai nomi.

Tu, o Padre nostro, corona la ricerca fatta da me. Ricordo ‘fate questo in memoria di me’ detto da Gesù nell’ultima cena, ripetuto in ogni santa “Messa”. Me.mu.ri.a = ‘semea (del) camminori (del) memu [lat. memo]’.

Sono le tre. Sappiamo da dove nascano i raggi cosmici[4] e da dove la vita eterna[5].

 


[1] http://www.agoramagazine.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=26605:omen&Itemid=713

[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Nomen_omen

[3] Recte, non ‘è’. Perché l’archetipo antico fu DA DUE UNO, ed il moderno è DA UNO DUE.

[4] http://www.repubblica.it/scienze/2018/07/12/news/quel_neutrino_venuto_da_lontano_dove_nascono_i_raggi_cosmici-201568348/?ref=RHPPLF-BS-I0-C8-P5-S1.8-T1

[5] O, quantomeno, la lingua umana.

 

Così dice il Signore: « Torna dunque, Israele, al Signore tuo Dio, poiché hai inciampato nella tua iniquità. 
Preparate le parole da dire e tornate al Signore; ditegli: "Togli ogni iniquità: accetta ciò che è bene e ti offriremo il frutto delle nostre labbra. 
Assur non ci salverà, non cavalcheremo più su cavalli, nè chiameremo più dio nostro l'opera delle nostre mani, poiché presso di te l'orfano trova misericordia". 
Io li guarirò dalla loro infedeltà, li amerò di vero cuore, poiché la mia ira si è allontanata da loro. 
Sarò come rugiada per Israele; esso fiorirà come un giglio e metterà radici come un albero del Libano, 
si spanderanno i suoi germogli e avrà la bellezza dell'olivo e la fragranza del Libano. 
Ritorneranno a sedersi alla mia ombra, faranno rivivere il grano, coltiveranno le vigne, famose come il vino del Libano. 
Efraim, che ha ancora in comune con gl'idoli? Io l'esaudisco e veglio su di lui; io sono come un cipresso sempre verde, grazie a me si trova frutto. 
Chi è saggio comprenda queste cose, chi ha intelligenza le comprenda; poiché rette sono le vie del Signore, i giusti camminano in esse, mentre i malvagi v'inciampano ».

Salmi 51(50),3-4.8-9.12-13.14.17. 
Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia; 
nella tua grande bontà cancella il mio peccato. 
Lavami da tutte le mie colpe, 
mondami dal mio peccato. 

Ma tu vuoi la sincerità del cuore 
e nell'intimo m'insegni la sapienza. 
Purificami con issopo e sarò mondo; 
lavami e sarò più bianco della neve. 

Crea in me, o Dio, un cuore puro, 
rinnova in me uno spirito saldo. 
Non respingermi dalla tua presenza 
e non privarmi del tuo santo spirito.

Rendimi la gioia di essere salvato, 
sostieni in me un animo generoso. 
Signore, apri le mie labbra 
e la mia bocca proclami la tua lode. 


Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 10,16-23. 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. 
Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe e sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. 
E quando vi consegneranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire, perché vi sarà suggerito in quel momento ciò che dovrete dire: 
non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. 
Il fratello darà a morte il fratello e il padre il figlio, e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire. 
E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi persevererà sino alla fine sarà salvato». 
Quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un'altra; in verità vi dico: non avrete finito di percorrere le città di Israele, prima che venga il Figlio dell'uomo. 

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