ANNO XII  Novembre 2018.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 14 Luglio 2018 05:02

Dal mondo digitale alla copia stampata, l'autore ha nuovi orizzonti con l'auto-pubblicazione

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Sono particolarmente interessato al Cinema indipendente, ho visto artisti, registi e produttori sganciarsi dall'impero del cinema per fare qualcosa di bello, lo stesso vale per la musica, per cominciare dal basso, lo stesso vale per la scrittura.

Nel precedente articolo me la prendevo con 'sedicenti editori' e quel mio post è stato citato nella news letter della tribu di strettLib che trovate a questo indirizzo. Nel precisare cosa lo scrivente intenda per sedicente facciamo alcuni esempi.

Proprio in questi giorni nell'inaugurazione di Seminar Libri dell'Ipercoop di Taranto ho avuto modo di chiedere alla autrice che presentavo il suo rapporto con la sua casa editrice: "ottimo" mi dice aggiungendo " la casa editrice ha creduto nel libro e non mi ha chiesto nulla per la pubblicazione e rispetto al costo del libro mi fa, come autore un prezzo pari al 60%, vale a dire 7,5 euro invece di 12,00 e questo a prescindere dal numero dei libri acquistati dalla scrittrice dall'editore. In tale contesto è evidente che si tratti di un editore serio che partecipa al progetto, lo fa suo.

Ho esperienza di alcuni amici autori tarantini che hanno lo stesso rapporto con i loro editori, anche in questi casi non investono un centesimo, ma non hanno sconti sul prezzo di copertina... è tutto introito dell'editore. Qualcuno mi dice che non ha visto un soldo.

In questa prima parte del nostro discorso abbiamo preso in esame l'aspetto più importante dell'etica editoriale: credere nel progetto, nel libro, e partecipare al rischio d'impresa in cui l'autore mette la sua arte e l'editore il suo investimento. Come l'autore e l'editore possano rientrare, l'uno nel guadagno e l'altro nell'investimento è storia del libro e della sua penetrazione nel panorame editoriale. 

Chi chiede un acconto all'autore, o impone da subito l'acquisto di un certo numero di copie, sta facendo solo il tipografo e non l'editore. Ecco perchè sedicente. E qui non centra l'essere grandi o piccoli, il discrimine è la serietà dell'impostazione, la trasparenza, la chiarezza. Autori attenti, attenti, attenti.  E non entriamo nel dettaglio sull'entità dell'acconto e della compartecipazione dell'autore - anche se ci potrebbero essere, in taluni casi, estremi di vera e propria truffa -. 

Ora entriamo nel merito della differenza economica della nuova era print on demand. Partendo da una cosa riportata da più persone in un dialogo in rete, "per aiutare la lettura occorre abbassare i costi" e in questo gli autori dovrebbero essere i primi a proporsi, perchè è vero che lo scrittore scrive per sè, ma la condivisione è la risposta più bella per l'estro artistico. Ecco cosa avviene quanto un autore della tribù di strettlib vuole prendere un libro da mettere in giro nelle presentazione. Nell'immagine che vedete qui a lato un esempio. Un libro preso dalla rete digitale e proposto alla stampa ha un costo (20 copie) di 159 euro.


Immagine

 

Vedete che anche il costo del libro è tuttavia contenuto in 7,99 che per un prodotto editoriale è già concorrenziale. Se dovessimo acquistare 20 copie il costo sarebbe 159 euro. L'autore invece dalla propria area del server le stesse copie le paga 55 euro. Capite la differenza? In sostanza l'autore paga il prezzo che pagherebbe l'editore allo stampatore, ecco spiegato il senso dell'autore editore di stesso. Sono i costi a evidenziarlo.

Anche perchè questo prezzo dimunuisce in rapporto all'aumento dei numeri stampati. Questo è rilevabile anche nel costo copia. Se per 20 copie il costo copia è euro 2,51, per 50 copie è 2,45, 100 copie è 2, 15.

Insomma non avete speso nulla per proporre la pubblicazione, siete stati diligenti nel fare il pdf per la stampa e la copertina e non siete obbligati a stampare.

Nel senso che il libro nel server sta negli store online in vendita per conto suo (un lettore lo paga ad Amazon per la stampa e con prime gli arriva in tre giorni) e l'autore ha la sua parte di guadagno prevista).

In sostanza l'autore ha con il print del server lo stesso rapporto che ha col rubinetto di casa se vuole acqua da bere apre. Se l'autore ha un giro di presentazioni del libro richiederà la stampa dei numeri che crede e ogni volta sarà cosi senza alcuna limitazione o imposizione. Senza essere salassato da impegni economici. 

E con un margine alto per il costo copia durante le presentazioni del libro. Chiaro? 

 

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