ANNO XII  Ottobre 2018.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 19 Luglio 2018 06:03

Taranto - Dai fumi dell'Ilva al profumo di caffè, il viaggio di De Quarto

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l cambiamento del lavoro, per gli inglesi work change, è quasi un sorso di nuova vita che va preso con il giusto dosaggio di tempi, però senza voltarsi indietro, o quasi.

Ho conosciuto Mimmo De Quarto, all'anagrafe Cosimo, un paio d'anni addietro quando nella cronaca del lavoro affrontammo il suo licenziamento dall'Ilva per futili motivi, che, come spesso accade oggi nel diritto del lavoro, appesantito più che mai dalle riforme renziane, è appeso a una causa civile che ristagna ancora nell'aula del Tribunale. 

La fortuna volle che nel suo arco di frecce, il nostro giovane avesse un bagaglio di esperienza nel settore della ristorazione tra cocktail e caffè e dopo un primo bar, come il bello che deve ancora avvenire, come spesso accade ai giovani volenterosi che non si accontentano, nasce la torrefazione artigianale caffè De Quarto, tarantino doc, tostato e venduto con i sacchetti con l'immagine del ponte girevole, nelle diverse miscele e fragranze. Tutto accade nel nuovo locale aperto in via Medaglie D'oro. 

 

Ma ecco l'intervista in cui il giovane racconta se stesso, quasi che, in un afflato fatto di emulazione e confronto, voglia parlare ai suoi amati concittadini. 

Da dove nasce questa tua voglia di fare impresa individuale nel settore della ristorazione fast tipica della caffetteria?


Ho frequentato la scuola alberghiera di Leporano ed ero già appassionato di cucina, pasticceria e infatti la la mia casa era diventata il laboratorio dove mettevo in tavola le ricette studiate in classe; in piena adolescenza tra i 15 e i 16 anni ho lavorato per una stagione come aiuto cuoco di un ristorante sul mare e poi, desiderando un rapporto diretto col pubblico, in un Pub birreria sempre sulla Litoranea e qui mi sono fermato quattro anni alternando scuola e lavoro. In questo periodo, passando da un locale all'altro mi sono confrontato con colleghi più anziani che provenivano dalla Sem e da Mon Reve che mi hanno trasmesso tecniche per la preparazione di cocktail grazie alle quali ho vinto un premio nei concorsi della Martini. 
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Insomma, da quello che racconti da ragazzo non avevi tanta voglia di andare al mare e ti sei buttato nel lavoro. Da dove nasce questo tuo impegno nell'acciaieria di Stato?

Nel 2001 sono entrato all'Ilva e li sono rimasto fino al 2016 anno del licenziamento. Ma nel 2014 utilizzando tutti i risparmi che avevo ho aperto un piccolo bar tutto mio in Via Oberdan 36, Caffetteria De Quarto. E proprio in questi due anni ho avuto la possibilità di conoscere e vedere il mondo della tostatura del caffè. 

Ecco scoperto il salto, il passaggio da consumatore di miscela da Bar a produttore, parlaci di questo viaggio.

Ho deciso di approfondire la tostatura e per questo mi sono recato a Firenze a fare un corso alla Mokaflor dove ho conseguito un attestato in torrefazione e miscelazione di caffè. Ma non mi sentivo pronto e per questo ho cercato informazioni su tostatrici in tutta ltalia. Poi ho conosciuto tra Castellana Grotte e Grottaglie esperti e artigiani della torrefazione che mi hanno mostrato come si produce facendomi operare sulle loro attrezzature usando sia il forno a legna che quello a gas. Per questo nasce il mio desiderio di produrre direttamente.

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Nasce il Caffè De Quarto, caffè prodotto a Taranto da un tarantino. In via Medaglie d'Oro. 

Dopo che la nostra Ninfole è stata venduta a imprenditori leccesi, e dopo che nel borgo di Taranto ha chiuso l'unica torrefazione in Via Oberdan (Amandonico), ho acquistato l'attrezzatura di quest'ultima e grazie a clienti esperti in muratura ed elettricità e operando anche io come manovale ho aperto questo nuovo Bar con torrefazione in Via Medaglie d'Oro, con la produzione di confezioni da Bar e da casa del mio Caffè De Quarto con il ponte girevole nel logo. 

Salutiamo questo impegno di Mimmo che ha voluto investire in questo settore anche sapendo che questo mondo è in trasformazione. Secondo quello che si può leggere nel web, rispetto al diffondersi delle cialde, il confronto, più che con quella viene considerata sorpassata (?) - la caffettiera di casa - è solo con l'euro del costo del caffè dell'espresso del bar ma non con la qualità che la cialda vede ancora da lontano. Ma non è un mondo definito, per diversi motivi, ne citiamo due: un sito eco-sostenibile dice che vi sono 5 motivi per preferire la moka alla cialda; poi proprio perché la tecnologia avanza non è detto che non si possa passare alla cialda che sempre il caffè tostato e torrefatto vuole. O no? Auguri al nostro amico Mimmo De Quarto. Taranto is magic!

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