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Sabato, 28 Luglio 2018 13:04

Taranto - Gianni Liviano «fuori dalla maggioranza? Resto nel centro-sinistra, ora basta…»

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È un fiume in piena, quasi un’assonanza col nome della via della sede dell'associazione Le Città che vogliamo, dove si svolge la conferenza stampa, attorniato da telecamere e fotografi fa persino fatica, si sente cacciato? “nient’affatto” il tema è un altro. Noi ricordiamo.

 Ma l’attualità ci fa sentire la parola "basta" che nella conferenza stampa risuona con il suo sussulto che viene dallo stomaco, come la risacca che porta a riva i rifiuti del mare e il basta stavolta è rivolto a Emiliano.  

Ma andiamo con ordine. La querelle nasce con il voto sull’assestamento di bilancio, un atto importante per la regione “… e a quel voto risultavo assente perché impegnato in un incontro importante per il piano strategico per Taranto. Ma se fossi stato presente mi sarei astenuto in votazione per due ragioni fondamentali, non si può votare un provvedimento che non ha visto il coinvolgimento dei consiglieri regionali, quasi si fosse costretti a omologare scelte altrui e poi in questo provvedimento non c’è una parola per Taranto” Qui scatta un provvedimento che il nostro  non ha remore a dire che porti la firma del “sempre solerte Mazzarano” che mette fuori dalla maggioranza i consiglieri regionali Liviano e Borraccino (quest’ultimo, peraltro si era già dichiarato fuori).

Gianni Liviano l’abbiamo sempre definito genuino, sincero e mentre lui ricorda quella terribile vicenda che lo pose all'epoca in prima pagina su Repubblica con le dimissioni da Assessore regionale volle successivamente abbozzare un atteggiamento quasi remissivo, per non creare problemi alla maggioranza e costrinse lo scrivente a togliere dalla pubblicazione un articolo, “una scomoda verità” ovvero una contro-storia sulle dimissioni che mostra per intero il vero volto di Emiliano. E lo rimettiamo online anche per risarcire quella miriade di articoli usciti quasi a voler descrivere un delinquente. 

E qui, tornando di nuovo all’attualità, Gianni Liviano non le manda a dire, bensi fa un’istantanea del governatore pugliese che su molte questioni come Ilva, Tap, Xyilella è ondivago, assume ogni volta una posizione diversa a seconda degli interlocutori che ha davanti, fiducioso di avere una sorta di esercito nella maggioranza abituato a tacere.

Resta il rammarico dei suoi emendamenti non discussi sul serio nel provvedimento regionale che riguardavano Taranto (che da Bari non riceve che briciole), tra i quali: la filiera formativa per il mare, start up innovative per i fuori usciti Ilva, aeroporto Arlotta…ecc. Gianni Liviano ricorda i suoi impegni portati avanti in prima persona per la Zes, per il Paisiello, per il Fusco, e qui l'elenco si prolunga ma non è nello stile di Liviano e lui lo dice, quasi scusandosi. 

"Resto nel centro sinistra (che più che una coalizione stavolta è un orientamento politico ndr) – conclude Gianni – e il mio monito a Emiliano è quello che non basta venire a Taranto e fare mille promesse e poi non mettere neanche un soldo per i progetti per la nostra città; hanno detto che sono campanilista, ma io credo che prima di fare parte di una maggioranza venga l’interesse per Taranto, città che amo e d’ora in avanti chi vorrà proporre idee, problemi potrà farlo inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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