ANNO XIII Novembre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 27 Agosto 2018 07:03

Recensione «L’Intrepido soldatino di Stagno » dell'Aps Aretè, uno spettacolo da smart city

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«Amor che move», parafrasando Dante potremmo dire che, quando l’amore c’è, anche la disabilità scompare e la favola di Andersen del soldatino innamorato assume un significato maggiore etico e sociale. 

Questa premessa per parlare dello spettacolo «L’Intrepido soldatino di Stagno» dell’APS Aretè visto a Carosino ieri sera, ultima domenica di questo  mese di Agosto, come abbiamo annunciato nella cronaca dei giorni scorsi, pur già rinviato per pioggia a causa del comportamento irrituale di questo mese dell’estate 2018.

Parlavamo di amore e disabilità. In questa cronaca del 2016 a Nova Siri, in un’iniziativa targata Falanthra, parlavamo dei libri "VIVI E VEDRAI”  & “AMORE E SOFFERENZA”, Audiolibri di Roberta Cammisa che affrontava il tema del diritto all’amore del disabile. Nel messaggio dello spettacolo di ieri sera, il tema s’intreccia con la derisione, il bullismo, piaghe di questi nostri tempi bizzarri e che spesso affrontiamo con la cronaca e che nella Cultura 4.0 dovrebbero scomparire.

Altro tema, suggerito dallo spettacolo, è quello legato alla performance teatrale e al giudizio o critica se volete.

Devo fare ammenda se nel passato, su alcune recensioni, ho calcato nel giudizio, forse esagerando positivamente, non per piaggeria, ma esaltando gli umori della sala, applausi lunghi e per dare, magari, sostegno a un’attrice "in molta" erba. Un amico teatrante mi bacchettò scrivendomi: “ho l’impressione che, pur essendo nella stessa sala, abbiamo visto due spettacoli diversi.”

Tornando allo spettacolo di ieri, la critica non può sorvolare sulla bontà dell’operazione in sé, l’allestimento ibrido tra pupazzi e attori, traendo spunto dalla tradizione del teatro dei burattini, con una buona dizione della giovane conduttrice e di tutti gli altri attori. Uno spettacolo che mostra una cura dei particolari che va nella direzione giusta. Aretè è una realtà giovane, un’esperienza che abbiamo detto che seguiremo e lo faremo volentieri. Perché è una realtà della nostra Taranto, è nell’alveo della rinascita e dell’innovazione di cui si parla sempre. Possiamo concludere con una citazione, Antony Towsend, direttore di ricerca all’lnstitute for the Future di Paolo Alto in California, sulla rivista Scientific American, affrontando il discorso della rete sociale, sostiene che il modo migliore per sfruttare il potenziale creativo e innovativo di una città, è collegare i cittadini in rete lasciandoli liberi di agire e lo spirito di un' Associazione di promozione sociale che fa spettacolo con i cittadini dai 4 ai cento anni è, a nostro avviso, in questa logica smart city o città intelligente.

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Le Vignette di Paolo Piccione

…questo non è amore 2018”… e Pinocchio

 

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