ANNO XV Gennaio 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 30 Settembre 2018 05:24

Cimaglia, l’Ammiraglio e il Professore, cosi Taranto diventa magica

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Suggestioni di una serata ventosa nella magia del cortile del Castello Aragonese, seduti in seconda fila dietro l’Ammiraglio che mi saluta con garbo da ufficiale; la fanfara della Marina suona le marce e si sente il maestro che sussurra i titoli "ora San Marco", "ora piazza di Siena…"

Sono tre davanti a noi, a margine del 58° Convegno della Magna Grecia; l’attore Massimo Cimaglia, l’Ammiraglio e il Professore, come tre supereroi che sono arrivati a salvare Taranto con questo regalo che abbiamo colto al volo per custodirlo dentro le sinapsi, questa è cultura che nutre e accarezza i ricordi. La fanfara suona e quelle bianche divise, taluna un po’ strabordante, mi portano alla mente il capo cannoniere che fu mio padre e guardando fra le stelle ho un leggero magone… mentre la fanfara suona.

L’Ammiraglio Salvatore Vitiello parla del Castello, 120 mila visitatori all’anno e quest’anno si supera, parla del Fai e dei luoghi del cuore, della storia del Castello che già all’epoca di Francesco Nitti qualcuno voleva abbattere e che il Presidente del Consiglio del Regno d’Italia preservò regalandolo alla Marina. Meno male!

L’intervento del professore Aldo Siciliano viaggia tra i ricordi del Convegno di studi sulla Magna Grecia che racconta dell’anima di una città distratta, i cui cittadini calpestano quella storia che destina Taranto e il suo golfo ad un ruolo centrale, equidistante nelle vie di comunicazione del mare.

Quel mare che si sente dai suoni di Simone Carrino, mentre Simona Cucci canta nenie in greco antico e Massimo Cimaglia ci porta fin dentro la battaglia tra Spartani e Ateniesi e si sentono, grazie al virtuosismo di Carrino, calpestii di zoccoli e tamburi, il ritmo angosciante dell’assalto, i ferri che cozzano. I pensieri diventano piccoli, briciole di memoria in questo reading sulle nostre origini, in questo mare che racconta storia e attraverso i versi di Barbara Gizzi diventano eloqui sulla città, effluvi di parole che con la perfetta recitazione di Cimaglia scaldano il cuore.

Una serata stupenda sferzata dal vento che alla fine costringe l’Ammiraglio a mettere il giubbotto; mentre il castello viene avvolto dalla magia del teatro dei tre artisti, appare tutto superfluo intorno a noi, come le stupide proteste per le riprese di Six Underground. Il Castello lunedì si trasformerà nel set del film con Ryan Reynolds. Ecco uscire dalla miseria della realtà è l’ultimo richiamo di Cimaglia e lo condividiamo volentieri mentre al ritorno ci facciamo avvolgere dalla chiassosa Via D’Aquino nell’assalto del sabato sera, ma abbiamo ancora in testa come portati dal vento i versi, le grevi parole dell’attore, i colori e nella nostra mente la fanfara militare suona la ritirata.

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