ANNO XIII  Luglio 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 16 Ottobre 2018 06:30

Reggio Calabria – Il Centro Sociale “Angelina Cartella” fa il punto sul caso Riace

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente comunicato relativo al report sull’assemblea cittadina di domenica 14 ottobre, convocata dal CSOA “Angelina Cartella”alla luce degli aggiornamenti peggiorativi sul caso Riace e propedeutica al presidio di martedì 16 a Piazza Italia in sostegno a Lucano.

Il cattivo tempo non è bastato a fermare quanti hanno deciso di partecipare lo stesso ad un momento ricco nel confronto.

Intanto le analisi.

È in atto uno scontro frontale tra due modelli di società: quella repressiva, securitaria, che alimenta le paure, l’odio, che tratta gli esseri umani come rifiuti, scarti, e come tali da abbandonare in mezzo al mare o buttare sulle strade, e l’altra che è ancora capace di parlare di solidarietà, accoglienza, rispetto, dignità, futuro. È uno scontro senza precedenti, dove saltano pesi e misure uguali e tutto è lecito per distruggere il modello Riace e l’uomo che incarna e fa vivere già in questo triste oggi un modello di società differente. Non si possono considerare se non sotto questa luce le accuse rivolte al sindaco Mimmo Lucano e che travalicano qualunque senso del limite e della decenza. La protervia e l’arroganza scatenata da parte di chi, appropriatosi indebitamente di denaro pubblico (ben 49 milioni di euro) accusa chi non si è messo in tasca neanche un centesimo, dello stesso reato ( a proposito: ma chi ha debiti verso lo stato può averli facilitati e rateizzati come la Lega?). Contro il modello Riace, eccellenza riconosciuta nel mondo, si sono scagliati con la lente di ingrandimento, vivisezionando piccole irregolarità al microscopio, nel mentre il business del e sull’immigrato - da Mafia Capitale ed il Cara di Mineo e di Isola Capo Rizzuto, per finire ai troppi misfatti denunciati anche qui intorno da noi, vedi centri di accoglienza di Archi, Gambarie, hotel Plaza a Villa S. Giovanni-, o le mille gestioni fatte di violenze, di cibo avariato, di sottrazione di tutte le risorse….), non ha visto la stessa attenzione ed intervento dei nostri santi inquisitori. Chi arrogantemente sostiene di essere stato votato dagli italiani e sulla base di quel voto non riconosce e non rispetta i regolamenti europei, si accanisce contro chi è stato altrettanto democraticamente eletto dalla sua popolazione a sostegno di quel progetto di accoglienza e integrazione. Come dire: è giusto protestare per l’interferenza e l’ingerenza dell’Europa sull’Italia e violarne le regole presumibilmente ingiuste, ma lo stesso peso non vale per Riace. Fin qui restiamo nell’ovvietà di questo paradosso. L’ultima ciliegina sulla torta la dichiarata volontà di chiusura del sistema SPRAR, a partire proprio da Riace e l’allontanamento coatto degli immigrati lì presenti, additato da tutti come deportazione. Solo in coda all’assemblea sapremo di un passo indietro del governo su quest’ultimo punto, lasciando agli ospiti di Riace la discrezionalità di scelta.

Ma quale scelta potrà esserci quando viene tolto a chi ha diritto all’accoglienza la possibilità di vivere? Quale responsabilità si vuole disattendere quando si sbatte qualcuno, che abbia diritto alla protezione internazionale o meno, in mezzo ad una strada? La triste fine di Becki Moses, costretta ad abbandonare la residenza a Riace e finita bruciata viva nel ghetto di Rosarno non insegna niente?

É uno scontro di civiltà al massimo livello. E per sostenerlo occorre attrezzarsi per una battaglia prolungata nel tempo, che necessita di mettere in campo tutte le forze possibili, in sinergia, su terreni di intervento specifico differenziati. Non c’è dubbio che il cuore della guerra sia in Calabria, ed è a noi meridionali, a noi calabresi, a noi reggini che tocca sostenere e supportare più di tutti questo scontro. I momenti di solidarietà nazionale, le risposte immediate ed episodiche vanno bene, benissimo, ma vanno inserite in un contesto organizzato capace di dare risposte su tanti livelli.

A LIVELLO GIURIDICO: proponiamo agli avvocati democratici di costituirsi in un pool di sostegno a fianco dei legali di Lucano per smontarne tutte le accuse, per elaborare la possibilità di un sostegno agli immigrati ospiti di Riace e costituire un ombrello protettivo e difensivo, per lavorare insieme, denunciare e contrastare le derive anticostituzionali e le aberrazioni giuridiche.

A LIVELLO ECONOMICO: si cerca di strozzare l'esperienza di Riace principalmente sul piano economico, prima bloccando ora azzerando i finanziamenti dovuti. Si smantella l’invenzione più creativa, quella dei bonus e della carta moneta, che per anni ha compensato gli endemici ritardi statali nell’erogazione dei rimborsi dovuti ai progetti di accoglienza. Con questo adesso bisogna farci i conti. Intanto pretendere che quanto era dovuto venga erogato ed accreditato, ripianando i debiti fin qui contratti. Quindi inventare ed attrezzare un’economia non dipendente, che riattivi il turismo solidale, i progetti condivisi, i crowfounding, la solidarietà, il mutualismo conflittuale. In un mondo sempre più chiuso sui propri interessi particolari, che costruisce sempre più muri e fortini a difesa dei propri privilegi, Riace rappresenta la possibilità di fare vivere qui ed ora un altro mondo diverso e possibile. L’intelligenza, la creatività, la solidarietà di tutti noi va messa a servizio di questa causa.

A LIVELLO MEDIATICO: non permettiamo che vengano abbassati i riflettori su questa vicenda e teniamo accesa l’attenzione attraverso i media e i giornalisti sensibili e le iniziative che siamo capaci di mettere in campo

A LIVELLO POLITICO: non possiamo non vedere come anche i denigratori e gli affossatori di ieri si stiano oggi schierando, strumentalmente e per i soliti motivi elettorali, in questa battaglia. Forse tutto fa brodo in questo scontro, ma noi non dimentichiamo. (A proposito… non abbiamo ancora sentito i commenti dei 5stelle calabresi…. E verifichiamo anche altre assenze e silenzi)

ALLA RETE DEI COMUNI SOLIDALI: chiediamo di farsi sentire con ancora più forza impiegando ancora più energie per moltiplicare il “modello Riace”.

A LIVELLO DI MOVIMENTI: occorre mettere in sinergia tutte le competenze, le creatività, la partecipazione, il protagonismo di singoli e realtà associative, a difesa e supporto alla resistenza di qualcosa che appartiene a tutti, ma che è soprattutto e particolarmente un carico da assumere come Sud, Calabria, reggini. L’organizzazione continua e coordinata di eventi sul tema potrebbe essere un’altra risorsa per mantenere alto il livello di attenzione.

Chissà quanto abbiamo tralasciato. Il nostro confronto non voleva essere esaustivo né omologato. Con chi c’era abbiamo messo sul piatto ragionamenti e riflessioni varie, parziali sicuramente e ricche della diversità dei percorsi di ciascuno, ma con la voglia di procedere da ora in avanti alla costruzione di quella sinergia di forze e competenze la sola capace di affrontare e vincere, con un progetto condiviso, questa battaglia di civiltà. Ed unire tutte le forze a sostegno e difesa della resistenza, della dignità e dell’insegnamento della capacità di disobbedienza di fronte all’ingiustizia sociale che l'esperienza di Riace e Mimmo Lucano stanno rappresentando

L’assemblea cittadina svoltasi domenica 14 ottobre al CSOA “Angelina Cartella”

Ricordiamo a tutti il presidio a piazza Italia martedì 16 ottobre a partire dalle ore 17.00 a sostegno della revoca degli arresti domiciliari a mimmo lucano

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