ANNO XII  Dicembre 2018.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 15 Novembre 2018 04:22

Taranto -Ipercoop Mongolfiera - Il formico Jacomino ieri protagonista in Autori e Libri, con Mimmo Laghezza e Tiziana Magri

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Cosa spinge gli umani a essere talvolta disumani? Il vil danaro? Il potere di decidere solo per sé? E se tutti quanti noi facessimo un’operazione di rimpicciolimento non andremmo forse a realizzare quell’imperativo cristiano di diventare piccoli piccoli, poveri di spirito…pensiamoci.

Quest’allocuzione iniziale per parlare del libro presentato ieri dal giornalista Mimmo Laghezza, «Il formicaio delle zampe pelose” nella bella cornice dell’ipermercato Mongolfiera, ben presentato dalla brava Tiziana Magri. Il tutto all'interno della prima iniziativa – dopo la pausa estiva – di Autori & Libri organizzato dall'associazione Coop Alleanza 3.0 e dalla Onlus Falanthra. Con le incursioni sonore di Elena Manigrasso. (nella foto i protagonisti della serata)

Taranto e le sue stagioni di lotta all'inquinamento, che hanno attraversato un decennio, ora ha minuscoli esseri a fare grancassa.

Ieri dicevo che dei tanti libri scritti sull’Ilva, ora Mittal, si è scritto davvero tanto. Pensando ai giornalisti che si sono cimentati sul tema ho immaginato una piramide. E mi è venuta in mente l’esperienza dei presepi di Napoli in via San Gregorio Armeno, quando una volta vidi una bottega con una porta piccola e stretta e bisognava piegarsi per vedervi dentro un presepe a piramide dove sopra c’era il castello, un po’ più giù la Chiesa e solo in fondo la grotta. Pensando ai libri sull’Ilva potremmo mettere in cima  Roberto Raschilla ex direttore del Corriere del Giorno con il suo libro sulla storia del siderurgico tarantino, un po’ più giù quello dello scomparso giornalista Ciro Petrarulo «Pane al Veleno», una sorta di contro storia e nel basso della piramide altri autori come il giornalista Fulvio Colucci con il suo «Ilva football club»

Qui siamo nel sottoterra del suolo, ricco già di suo, visto che proprio da lì si rinnova il creato, in quella ricchissima società quasi invisibile del formicaio. 

Tiziana Magri è partita dalle metafore per parlare del libro di Laghezza che nasce proprio dalla metafora del mondo delle minuscole formiche per porre i tasselli della sua presentazione. Una ricca e documentata presentazione che si è poi arricchita dalle incursioni di Fabio De Cuia che ha unito le parole del libro alle sue poesie visive. Un libro che, l’autore ieri sera ne ha parlato, farà un tour nelle scuole – è una storia scritta per i ragazzi – con un evento finale.

Jacomino è questo formico che vive in una società uguale a quella degli umani, che nel libro vengono sempre citati come quelli lì, facendo tutte le cose che fa un giovane, la scuola, le partite a pallone, le amicizie, la famiglia. Qui emerge il ruolo della mamma Uaua, come sottolinea Tiziana Magri, forte e tenace, come tutte le donne.

E qui c’è davvero tutto il dramma sociale di una città che, a causa dell’inquinamento, vede soffrire i più piccoli persino per mutazione genetica - una previsione nefasta che non vorremmo credere mai possibile – che le mamme affrontano tutte insieme, perché nel mondo delle formiche i piccoli sono figli di tutti.

Anche il dramma di Aylan, quel fagottino che smosse il mondo riverso sulla spiaggia turca, diventa tema della serata, nella metafora delle formiche bianche, diverse dalle nostre nere, che arrivano da un mondo lontano. Il libro di Laghezza è un libro da leggere in positivo, dà speranza, crea consapevolezza traendo dalla genuinità dei comportamenti dei semplici grandi insegnamenti etici, in un mondo attanagliato da egoismo. E’ una favola che nasce, e in questo lui stesso ravvisa un elogio della follia, dai racconti usati per far addormentare i piccoli che sono rimasti – per fortuna – nella mente del papà e ora diventati un racconto corale, comunitario, tarantino. Che dire, pensando a Falantrha e alla ripresa…buona la prima! E pensando al libro possiamo dire: Taranto svegliaaaa!

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