ANNO XIV Ottobre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 25 Agosto 2015 18:16

Casamonica, Gabrielli: informazioni c’erano ma non valorizzate. Ma non rotoleranno teste

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Un “gruppo di raccordo permanente” per “indirizzare il flusso informativo” fra i vari corpi di polizia ed evitare nuovi casi come quelli del funerale di Vittorio Casamonica. È la “soluzione” pensata dal prefetto di Roma Franco Gabrielli al termine del comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza convocato dopo lo scandalo suscitato dalle esequie del “re degli zingari”. “Nelle prossime ore sarà emanata una direttiva specifica del prefetto in base alla quale andremo a individuare, nella messe di informazioni che ogni giorno circolano nel sistema, quelle che le autorità ritengono più opportune” spiega Gabrielli in conferenza stampa, alla quale oltre al sindaco Ignazio Marino (in ferie, rappresentato dal vice Marco Causi) manca pure il questore, finito sul banco degli imputati per la vicenda e pure lui rappresentato da un vice.

Il gruppo di raccordo, del quale faranno parte i capi di gabinetto di prefettura e questura e gli ufficiali dei vari corpi, avrà il compito di “definire, individuare e classificare il flusso informativo” e “stabilire un ranking” in base alla rilevanza delle informazioni. Inoltre il gruppo lavorerà “per aree, non per obiettivi” in modo da “evitare la ‘fidelizzazione’” delle varie forze di polizia, “evitare incomprensioni” e “l’interconnessione delle sale operative”. Le informazioni, infatti, “seppur indirette, c’erano ma non sono state valorizzate” e “sia polizia che carabinieri avevano contezza che ci sarebbe stato il funerale ma queste informazioni non hanno raggiunto i vertici delle strutture”.

È proprio la mancanza di comunicazione, del resto, il problema. E Gabrielli, dietro la diplomazia di maniera, non manca di osservare le estreme conseguenze di questa situazione, come il fatto che “nel 2015 ancora dobbiamo interconnettere le sale operative di polizia e carabinieri”. Insomma, “è necessario che polizia e carabinieri si parlino”, perché i due corpi attualmente “vivono in due mondi separati”. In ogni caso nulla potrebbe evitare un nuovo caso simile, visto che molto se non tutto dipende dal piantone di turno nelle stazioni dell’Arma e nei commissariati. Quello della tenenza dei carabinieri, per esempio, insieme alle istanze dei parenti di Vittorio Casamonica ai domiciliari per partecipare ai funerali, ha ricevuto quel pomeriggio “19 richieste di notifica di questo genere”. Comunque per il prefetto nessuno ha la responsabilità dell’accaduto: “Non ho mai detto che sarebbero rotolate teste, non ero nella condizione di poterlo dire”. E oggi - malgrado la “vicenda gravissima” e l’intenzione di “non indulgere ad alcun giustificazionismo” per il “disdoro arrecato” alla città - conferma: “Non ci sono rilievi che io possa muovere ai vertici delle forze di polizia”. Al massimo deciderà il ministro dell’Interno Angelino Alfano, se riterrà che ci sono gli estremi per porre in essere “accertamenti di carattere disciplinare”. romanotizie

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