ANNO XV Gennaio 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 19 Novembre 2018 00:00

Sui rifiuti e sulle amenità delle dichiarazioni di Salvini, facciamo chiarezza

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Un frammisto di propaganda e disinformazione, sovente animano le dichiarazioni del politicume italico. Croce a proposito di certi ministri del suo tempo, parlava di onagrocrazia cioè il governo degli asini selvatici. Espressione che mi è tornata alla mente, ascoltando le dichiarazioni di Salvini sul trattamento dei rifiuti solidi urbani.

A lui piace molto parlare di questi rifiuti e non dei rifiuti industriali. Troppo pretendere da Salvini la conoscenza della legge di Lavoisier di più di tre secoli fa, nota come legge di conservazione della massa: “nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma”. Banalmente la massa  totale di un sistema fisico o chimico si mantiene costante, in qualsiasi processo. Bruciando una tonnellata di rifiuti produco 1 tonnellata di fumi , che immetto in atmosfera , 300 kg di ceneri “solide” , 30 kg di “ ceneri volanti” , 650 kg di acque di scarico e 25 kg di gesso. Le componenti dei rifiuti ,che resistono alla combustione sono pari al 30% del peso del rifiuto in ingresso e vanno smaltiti come rifiuti speciali, in discarica. La combustione avviene a una temperatura intorno agli 890 gradi e, per mantenere questa temperatura se il potere calorifero del rifiuto è basso si immette metano, in quantità variabile tra 4 e 19 metri cubi per tonnellata di rifiuti.

La prima considerazione da fare quindi ,che alla fine la combustione ha un bilancio finale con componenti in peso maggiore dei rifiuti in ingresso. Evito di considerare l’ineliminabile impatto ambientale soprattutto delle polveri, che nessun precipitatore elettrostatico o filtro a maniche riuscirà mai ,a contenere le nano polveri . Subito dopo la efficienza energetica, intesa come rapporto tra l’energia ,che esce rispetto a quella contenuta nei rifiuti in ingresso. La Commissione europea fissa al 60% l’efficienza minima di un impianto di incenerimento, per essere considerato “recupero di energia”(categoria R1) invece che “smaltimento rifiuti”(D10). Dieci anni fa la UE ha creato una formula ,che semplificando dice che un impianto di incenerimento con recupero di energia deve raggiungere un limite normativo di efficienza del 60%. Dubito che in Italia ci siano impianti con efficienza superiore al 60 %.

 

Su Napoli e sui fallimenti delle politiche sui rifiuti solidi urbani da aggiungere c’è poco , tranne considerare un elemento fondamentale che rende estremamente problematica la gestione. Delle 7200 tonnellate giornaliere prodotte in Campania 4135 provengono dalla provincia di Napoli . Il 53% degli abitanti della Campania vive sull’8,2% del territorio in provincia di Napoli. L’inceneritore di Acerra è il più grande d’Italia e il terzo di Europa. Acerra tratta 1950 tonnellate al giorno di rifiuti , Brescia 1200. In un anno Acerra produce circa 274 mila tonnellate di rifiuti , in più di Brescia. A Napoli vivono 2645 abitanti per km quadrato e l’area metropolitana di Napoli è il territorio più antropizzato in Europa, e superiore del 22% alla densità abitativa di Milano.. Senza collaborazione e senza nuovi impianti aumentare la RD è impresa improba. La Campania è comunque la terza regione dopo Lombardia ed Emilia Romagna come quantità di rifiuti inceneriti. Salvini evita furbescamente di fare riferimento ,a una altra componente dei rifiuti. Quelli industriali ( rifiuti speciali RS e speciali pericolosi RSP). Ogni anno scompaiono da 30 mila a 40 mila tonnellate di rifiuti . Ritroviamo rifiuti industriali sotto il tracciato della autostrada BreBeMi ( Brescia –Bergamo-Milano) , sotto la Valdastico Sud Sud, da Vicenza a Rovigo , sotto la stazione av di Afragola,sotto la ferrovia Mestre e Dolo,il cavalcavia “ Camerini “ a Padova,il parcheggio “ Granze” , una strada per Ferrara. Inquietante “ L'indagine, coordinata dalla procura di Venezia, ha coinvolto tutto il Nordest. I fanghi industriali senza alcun trattamento venivano usati per formare «conglomerato cementizio (..) .

Ha raccontato Gianfranco Munari, responsabile del nucleo investigativo della Forestale: «Abbiamo compiuto 130 campionature, 84 soltanto sui materiali utilizzati per costruire l'Alta Velocità, gli altri sul cavalcavia di Padova ed il parcheggio di Granze». Dichiarazione di Roberto Pennisi, procuratore presso la Direzione Nazionale Antimafia sentito dalla commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti lo scorso 4 novembre 2014. Un modo fraudolento per evitare i costi di bonifica e trattamento dei rifiuti speciali con attentato alla salute e all’ambiente. Una vera azione sui rifiuti sarebbe quella di identificare con un georadar tutti gli interramenti sotto le infrastrutture viarie, autostradali e ferroviarie.

 Il ciclo virtuoso degli RSU in Italia si è comunque sviluppato non in sintonia con le norme comunitarie, che nella gerarchia degli RSU prevedevano riduzione , riuso , recupero e infine discarica. La legge di recepimento è del 1997 con una quantità di RSU intorno ai 26 milioni di tonnellate e oggi siamo a 31!! In Campania tutti i piani sono falliti e non poteva essere diversamente. Una sindrome NIMTO “ Not In My To Office” ( non durante il mio mandato) ha impedito di attuare la tracciabilità dei rifiuti e politiche di progettazione delle merci che evitassero quella obsolescenza programmata che tanti effetti negativi ha prodotto e produce sull’ambiente. L’autocensura di Salvini sui rifiuti industriali si spiega sia con la quantità di questi rifiuti che sono 5 volte gli RSU e sia con la produzione territoriale con più di un quinto prodotto dalla Lombardia. come risulta dai dati di Ispra del grafico.

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