ANNO XIII  Maggio 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 21 Novembre 2018 06:14

L'Europa sta cercando di salvare Theresa May

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Primo via libera dei 27 Paesi dell'Ue alla bozza di accordo negoziato con il governo di Theresa May per la Brexit, mentre sia Bruxelles che Londra intensificano la pressione per arrivare a chiudere il dossier senza imprevisti e promettono che il processo sará controllato e in grado di generare lavoro e prosperitá in Gran Bretagna.

Il capo negoziatore dell'Unione europea per la Brexit, Michel Barnier, ha lanciato un appello alla classe politica britannica a mantenere la "calma" e a concentrarsi sulla necessitá per il Regno Unito di "uscire in modo ordinato" dall'Ue. "Nessuno deve perdere di vista i progressi realizzati a Bruxelles e Londra - ha spiegato Barnier, parlando dopo che i ministri dell'Ue a 27 hanno dato il loro sostegno al documento sul ritiro - questo accordo permette un'uscita ordinata che è nel nostro interesse comune e una condizione per preparare il terreno per la partnership futura".

Nel tentativo di creare supporto intorno alla May, Barnier ha insistito sul fatto che l'accordo permetterá alla Gran Bretagna di "riprendere il controllo" delle sue leggi. Mentre il partito conservatore della premier e gli alleati dell'Irlanda del Nord sono sul piede di guerra e contestano la bozza di accordo che ritengono al ribasso, Barnier ha detto che lo scopo di Bruxelles è un rapporto in cui "entrambe le parti avranno il pieno controllo della loro legislazione e del processo legislativo".

Scongiurare il 'no deal'

A fare eco al negoziatore Ue, in apertura di una settimana che si preannuncia delicatissima per la tenuta del suo governo, è stata la stessa May la quale ha insisto sul fatto che l'accordo ridará a Londra il controllo delle sue frontiere, leggi e denaro. A fronte dei rischi posti da un'uscita 'no deal', il capo del governo Tory ha assicurato che l'accordo genererá "lavoro e prosperitá" e che risponde all'obiettivo centrale del referendum, il controllo dell'immigrazione, senza però mettere a rischio i posti di lavoro. Parlando all'assemblea generale della Confindustria britannica, la Cbi, May ha ribadito che si creerá così, per la prima volta, parita' di condizioni tra i cittadini europei e quelli di altri Paesi e impedirá in futuro agli europei che vogliono cercare lavoro nel Regno Unito di "saltare la fila", perché l'immigrazione sará basata sulle competenze.

E così, dopo l'ok dei ministri dei 27, la premier conservatrice ha portato a casa anche il sostegno del mondo delle imprese, fin dall'inizio contrarie alla Brexit. Il direttore generale della Cbi, Carolyn Fairbairn ha definito la bozza di accordo come "un progresso duramente conquistato". Per gli industriali, la cosa importante è evitare le incertezze generate da un 'no deal' e consentire al Regno Unito, dopo la Brexit, di passare alla fase di transizione, il previsto periodo di due anni, durante il quale verrebbero mantenute le condizioni commerciali con l'Ue e che Bruxelles propone a Londra di prorogare anche fino a quattro anni, ma a patto che continui a contribuire al bilancio dell'Unione.

Una premier sotto assedio

May sta lottando per conquistare il sostegno dei parlamentari conservatori, tra cui diversi euroscettici che minacciano un voto di sfiducia alla sua leadership del partito. Alcuni di loro concentrano le critiche proprio sul periodo di transizione, sostenendo che in quel lasso di tempo la sovranitá britannica verrebbe erosa. May ha promesso che la transizione finirá "prima delle prossime elezioni generali", previste per maggio 2022, sebbene uno dei suoi portavoce non ha voluto commentare se una data per l'estensione del periodo di transizione sará concordata al Consiglio europeo, previsto il 25 novembre.

Sia Bruxelles, che Londra hanno cercato di spostare il dibattuto sulla dichiarazione politica sulle future relazioni, a cui stanno lavorando i negoziatori, in vista del summit dei leader Ue che dovrá finalizzare e ratificare l'accordo di divorzio. La dichiarazione, attesa per oggi, sará la cornice per i negoziati sugli aspetti commerciali, previsti durante il periodo post-Brexit, che durerá almeno fino al 31 dicembre 2020. May ha sottolineato che i piani per le relazioni future terranno presente le critiche dei brexiter, garantendo per esempio che il 'backstop', per prevenire un confine materiale con l'Irlanda e garantire l'integritá del mercato unico europeo, non sará mai utilizzato. 

 
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