ANNO XII  Dicembre 2018.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 02 Dicembre 2018 07:02

Taranto – Paolo VI - Anna verrà: storia di una giornata in corsia alla Cittadella della Carità di PaoloVI, (TA)

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E' un primo Dicembre bello e profumato, quello che mi preparo a vivere. La pioggerellina si posa sulla terra e sulle piante e sprigiona un profumo invernale, pungente, nostalgico.

paolovi

Suono il clacson per farmi aprire il cancello della struttura ospedaliera che mi ospiterà. “Sono la vocalist, dico, i pazienti mi stanno aspettando”. Insieme al gran numero di pazienti, ormai miei amici, si trovano già i fratelli e sorelle di “Falanthra” onlus cioè Cesare, Daniela, Roberto, Michela; Gabriella, la dottoressa, la psicologa, i fisioterapisti.

Tutti sorridenti. Inizio il mio repertorio in allegria, con una canzone che abbiamo adottato come sigla di apertura: ”Se mi lasci non vale”.

Come si fa a lasciare da soli questi anziani che aspettano come una manna dal cielo una visita, un nipotino, una canzone?

Loro mi aspettano ansiosi ogni primo sabato del mese, per ascoltare canzoni o recitazioni di poesie da parte degli amici di Falanthra.

E mi chiamano la sciantosa o la sciasciona. Altro che vocalist. Perché vogliono il repertorio napoletano e anche la famosa “mossa”. Figuratevi che ho fatto un viaggio a Napoli per capire chi fossero le sciascione e per imparare questa benedetta mossa.

Precisamente al cafè Gambrinus, da 150 anni a Napoli presso piazza del Plebiscito; qui allo spettacolo del cafè chantant mi spiegano che la sciasciona è una parola che deriva da sciascia' che vuol dire tranquillita' e serenita'.

Sciasciàrse e' godersi una situazione particolarmente gradevole. E infatti questo faremo alla Cittadella della carità. Anche facendoci accompagnare da “Sciasciona mia” di Sergio Bruni. Si passa via Caracciolo con questa canzone, Mergellina e si assaporano le sfogliatelle napoletane.

Ma torniamo ai nostri pazienti, li conosco ormai a uno a uno: Luciana, Teresa, Ciro di Carosino, Anna... a proposito Anna dov'è, non la vedo. E loro mi rispondono...in cielo. Rimango senza parole e mi viene in mente di salutarla con la manina, con gli occhi lucidi questa donnina elegante, con le mani affusolate, che mi parlava di concerti, di melodrammi, di arie della lirica italiana. Anna non può più sentirmi. O forse sì. L'avrei ascoltata per ore ma non ne ho avuto il tempo, avevo voglia di farle un'intervista. Ma chissà forse se mi aggrappo alle parole di Pino Daniele “Anna verrà”.

Anna verrà

Col suo modo di guardarci dentro

Dimmi quando questa guerra finirà

Noi che abbiamo un mondo da cambiare, mmh

Noi che ci emozioniamo ancora davanti al mare

Anna verrà

E sarà un giorno pieno di sole

E allora sì ti cercherei

Forse per sognare ancora

Sì, ancora

Oh Anna, dimmi se è così lontano il mare.

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