ANNO XIII  Maggio 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 20 Dicembre 2018 08:34

Facebook ci localizza anche quando gli diciamo di non farlo

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A scoprire di essere “seguita” nonostante avesse espresso il proprio rifiuto è stata Aleksandra Korolova, professoressa di informatica della University of Southern California

Non facciamoci illusioni: Facebook ci segue ovunque, anche quando non lo vogliamo. È impossibile evitare di essere tracciati per scopi pubblicitari, anche se le impostazione sulla nostra posizione sono disattivate. Lo afferma un'inchiesta di Gizmodo e lo dice anche Facebook.

Nascondersi? Impossibile

La cosa disarmante è che Menlo Park lo conferma candidamente, in una mail: dice che no, non utilizza i dati da WiFi per determinare la posizione se gli utenti hanno disattivato i servizi legati alla geo-localizzazione. “Ma non c'è la possibilitá di escludere del tutto il tracciamento”. A scoprire di essere “seguita” nonostante avesse espresso il proprio rifiuto è stata Aleksandra Korolova, professoressa di informatica della University of Southern California. Che commenta così la risposta di Menlo Park: “Le impostazioni sulla localizzazione fornite da Facebook danno solo l'illusione di controllare i dati, ma in realtá non è così”. Tradotto: decidono comunque loro.

Difetto di chiarezza

Facebook, quindi, in assenza di gps non utilizzerebbe i segnali WiFi. Ma, tra indirizzo IP e Bluetooth, ne ha comunque abbastanza per sapere dove siamo. Il social network non ha problemi a confermarlo perché lo scrive anche nella sezione “Informazioni sulle inserzioni”: “Usiamo i dati sulla posizione per mostrare le inserzioni di inserzionisti che tentano di raggiungere persone in un luogo specifico o nelle sue vicinanze. Ecco da quali fonti otteniamo tali informazioni: dove ti connetti a Internet, dove usi il tuo telefono, il luogo del tuo profilo Facebook e Instagram”.

Bloccare le “Impostazioni sulla posizione” non basta. E oltretutto la sezione non è proprio – diciamo - in bella evidenza. C'è poi un altro problema. Questa liberalizzazione del tracciamento non è stata comunicata. Differisce infatti rispetto a quanto detto in passato. In unpost del 2014, Menlo Park scriveva che gli utenti “vedranno gli annunci solo in base alla loro posizione recente e se i servizi di localizzazione sono abilitati sul proprio telefono”. Un “se” che oggi è smentito dai fatti. Facebook non avrebbe quindi avvertito gli utenti con sufficiente chiarezza. Un particolare che non sembra importare molto al social network. A Gizmodo ha sì ammesso di aver sbagliato. Ma solo per non aver aggiornato il post di quattro anni fa. Lo ha fatto solo adesso, dopo la segnalazione di Korolova. (agi Paolo Fiore)

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