ANNO XIII  Febbraio 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 29 Dicembre 2018 06:22

Teatro, Franco Ferrante e il condominio di Zona Paradiso, il thriller della città perduta

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Immaginate chi firma un assegno su un uovo per dare, allo stesso, legittimità, - ce lo disse, un tempo immemorabile fa, il professore di diritto privato - adesso pensate a un attore che rende due metri quadri di un teatro da salotto, uno spazio infinito.

Po mettete su un po’ di musica Dark Noir e siete trasportati nel condominio di Zona Paradiso, in quel coacervo di città perduta, condomini di anime morte di Gogol’, dove, il commissario Di Stefani deve indagare sulla scomparsa di una ragazza, cosi siete davvero proiettati in una dimensione da thriller dove passano un trito di angoscia e sprazzi di vita, comicità, silenzi e dialoghi improbabili in cui l’attore vola da un personaggio all’altro e siete a teatro. Sì, nel Teatro vero, quello con la maiuscola!ferrante

Ecco a voi l’attore barese Franco Ferrante con testo e regia di Michele Bia in “Zona Paradiso”, visto ieri sera nella sede della “Città che vogliamo” di Gianni Liviano.

L’ambientazione è tipica del giallo, luce fioca e personaggi ben caratterizzati che passano in commissariato dal condominio di Zona Paradiso.

Personaggi che esprimono tutta la solitudine delle città, delle periferie omologate in quella fascia periurbana che appare non più città e non è ancora campagna. Michele Bia, l’autore e regista, ha voluto rappresentare questo vivere inquieto dell’uomo che è mutato nell’etica e vive nelle scatole fisse e mobili di questi quartieri dove non c’è più il senso della comunità urbana, ma tanta emarginazione.

Franco Ferrante è attore a tutto tondo, capace di rendere perfettamente la scena e i vari personaggi in questo teatro minimo, restituendo davvero la stessa atmosfera della grande arena.

E' il secondo spettacolo che vediamo di Ferrante e possiamo dire che ne abbiamo colto sfumature nuove e accattivanti. La scorsa estate - fra un po' sarà lo scorso anno, sempre in un'iniziativa di Gianni Liviano lo vedemmo in un monologo "Arcangelo".  Stavolta si è superato. Chapeau!

 

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