ANNO XIII Dicembre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 28 Gennaio 2019 15:10

Venezuela, Guaidò chiama la piazza e ringrazia Macron, Merkel e Sanchez Il governo Lega - M5S diviso anche sul Venezuela

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Papa: 'Temo spargimento di sangue. Se hanno bisogno di aiuto si accordino per chiederlo' Il governo Lega - M5S  diviso anche sul Venezuela

"Soffro" per quanto sta accadendo in Venezuela, "temo lo spargimento di sangue", "il problema della violenza mi terrorizza". Lo ha detto Papa Francesco sottolineando di appoggiare "tutto il popolo venezuelano" e chiedendo "una soluzione giusta e pacifica". E per questo - ha aggiunto durante il volo di ritorno da Panama - "chiedo di essere grandi a coloro che possono aiutare a risolvere il problema". "Devo essere un pastore. E se hanno bisogno di aiuto, che si mettano d'accordo e lo chiedano", ha esortato il Papa.

"Io appoggio tutto il popolo venezuelano, che sta soffrendo. Se mi mettessi a dire 'date retta a questi Paesi o a quegli altri', mi metterei in un ruolo che non conosco. Sarebbe una imprudenza pastorale da parte mia e farei danno. Le parole che ho detto le ho pensate e ripensate, ho espresso la mia vicinanza e quello che sento. Io soffro per tutto questo". Francesco lancia un appello: "Chiedo di essere grandi a coloro che possono aiutare a risolvere il problema". "Dopo tutto lo sforzo fatto in Colombia, quello che è accaduto nella scuola dei cadetti di polizia è spaventoso", ha detto ricordando l'attentato per cui si è pregato anche alla messa finale della Gmg, ieri a Panama.

E il leader dell'opposizione venezuelana costituzionale presidente ad interim Juan Guaidò chiama la popolazione a due nuove mobilitazioni, e intervistato da Le Figaro, ringrazia Macron, Merkel e Sanchez per le loro dichiarazioni in suo sostegno.

Bruxelles: lo status quo non è sostenibile, ci aspettiamo un chiaro segnale dalle autorità del Venezuela.

Nel paese sudamericano intanto è emergenza sanitaria, con il tasso di mortalità infantile che schizza in alto ai livelli degli anni '90, con la ricomparsa di malattie una volta debellate come morbillo e difterite.

Italia il governo diviso anche sul Venezuela: la Lega sostiene Guaidò (insieme a Macron), i 5 Stelle elogiano Putin

Conte e Moavero hanno cercato di mediare mantenendo una posizione super partes, ma la facciata di unità è stata presto infranta dall'endorsement di Salvini a Guaidò e dall'elogio di Di Battista a Putin

Il primo a parlare è stato il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, che ha ribadito l’impegno dell’Italia nel garantire “la sicurezza dei cittadini del Venezuela, affinché nel Paese sia garantito il pieno rispetto dei fondamentali precetti e valori della democrazia e dello Stato di diritto”.

Altrettanto super partes il commento del premier Conte, che ha espresso preoccupazione per l’escalation di violenza in Venezuela e ha auspicato l’avvio di “un percorso democratico che rispetto libertà di espressione e la volontà popolare”.

Una posizione meno netta anche di quella espressa dall’Unione europea tramite l’Alta rappresentate agli Esteri, Federica Mogherini, che aveva dichiarato di sostenere l’Assemblea nazionale e il suo presidente Guaidò.

La Lega sostiene Guaidò

Di tutt’altro tenore invece il ministro dell’Interno (e sempre più spesso anche degli Esteri) Matteo Salvini, che su Twitter prende una posizione netta a sostegno di Guaidò: “Sto con il popolo venezuelano e contro i regimi come quello di Maduro fondato su violenza, paura e fame. Quanto prima cade, senza ulteriori scontri, meglio è”.

Il  ministro Salvini ha anche ricevuto il ringraziamento di Guaidò, che ha risposto al leader della Lega sempre su Twitter: “Apprezziamo il riconoscimento della volontà di tutto il popolo venezuelano che continuerà a far sentire la propria voce pacificamente nelle strade”.

A sostenere la linea salviniana anche il sottosegretario agli Esteri in quota Lega, Guglielmo Picchi, titolare delle deleghe al Sud America, che ha chiesto che il governo italiano “faccia rispettare la libertà democratica e la sovranità popolare, rappresentate, come afferma l’Ue, dall’Assemblea Nazionale e Juan Guaidò”.

La linea dei 5 Stelle

Un messaggio diverso invece quello dell’altro sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano, che sottolinea la sacralità del principio di non ingerenza: “Qualsiasi cambiamento deve avvenire in un contesto politico, democratico e non violento”. Da segnalare che proprio il 05 marzo 2017 Manlio Di Stefano era a Caracas ospite di Maduro alla Commemorazione della morte di Hugo Chavez, ed è il primo firmatario di una mozione in Parlamento italiano contro la risoluzione di Pier Ferdinando Casini di “Condanna al regime di Nicolas Maduro” quest'ultima approvata dal Parlamento italiano nel febbraio 2017, con voto contrario dei M5S e Liberi e Uguali.

Per concludere, l’attacco alla Francia: “Macron questa ovvietà non lo sa (…) e la rete lo asfalta”.

A dar voce alla vera linea dei 5 Stelle invece è Alessandro Di Battista, che riprende temi cari al movimento come l’anti-imperialismo e ribadisce la sua vicinanza al chavismo e alla Russia di Putin, schieratasi a difesa del presidente Maduro.

“Comunque la pensiate su Putin dovreste riconoscere che per la pace a livello mondiale una Russia forte politicamente è fondamentale. Senza Putin già ci sarebbe stato un intervento armato Usa, che non escludo purtroppo ancora del tutto”, ha commentato Di Battista su Facebook.

“Qua non si tratta di stare o non stare con Maduro. Qua si tratta di evitare che il Venezuela già martoriato dalle violenze possa diventare una Libia sudamericana. L’Italia ha il dovere di scongiurare qualsiasi ipotesi di intervento armato in Venezuela. Sarebbe una tragedia ancor peggiore per la popolazione. Questo Putin l’ha capito, Macron evidentemente no!”.

Lega e M5S sempre più divisi

Ironia della sorte: nonostante le ultime affermazioni contro Macron e la Moghrini, Salvini si trova dalla stessa parte della barricata per quanto riguarda il Venezuela, allontanandosi non solo dall’alleato di governo grillino, ma anche da Russia che per tanto tempo la Lega ha corteggiato.

Il caso Venezuela dimostra quindi che anche in politica internazionale non c’è accordo tra Lega e 5 Stelle e che a occuparsi di esteri è sempre meno il ministro Moavero e sempre di più i vicepremier o altri esponenti dei partiti di governo.

 

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