ANNO XIII  Agosto 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 04 Aprile 2019 14:25

Venezuela - Messaggio dei Vescovi: la sfida di costruire una nazione che sia la casa di tutti, rispettando dignità e diritti umani

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Caracas (Venezuela) – “Data la gravità della situazione che stiamo vivendo in Venezuela, noi Vescovi, interpretando il grido e i desideri delle nostre comunità, abbiamo scritto diversi messaggi riguardo a situazioni particolari delle diverse Chiese locali. Con la luce del Vangelo è stato illuminato ciò che la gente vive, soffre e attende”. Inizia così il “Messaggio al popolo di Dio e a tutte le persone di buona volontà in Venezuela” firmato dalla Presidenza della Conferenza episcopale venezuelana, con la data del 2 aprile. Nel testo, pervenuto all’Agenzia Fides, i Vescovi ribadiscono anzitutto “la dignità della persona umana e i suoi diritti inalienabili”.


Il documento segnala quindi i "crimini contro l'umanità" che accadono in Venezuela. Tra questi gli omicidi e la repressione degli indigeni dell’etnia Pemón e di altri gruppi etnici; la deportazione forzata di colombiani e venezuelani; la reclusione; la tortura dei detenuti politici; la mancanza di accesso al cibo e alle medicine; l'arresto, la detenzione o il rapimento da parte di forze dello Stato...
Dinanzi a tutto questo, "invitiamo le Forze Armate a sentirsi parte di un popolo che deve essere difeso e servito, agendo secondo la propria coscienza" esortano i Vescovi.
"Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per i ricorrenti black-out a livello nazionale che, tra le altre cose, aggravano ulteriormente la crisi di approvvigionamento e conservazione di cibo e medicine" evidenziano. A ciò si aggiunge il peggioramento della mancanza di acqua potabile in molte zone del paese che, nel suo complesso, “minaccia di degenerare in una situazione sanitaria catastrofica".
Nella conclusione del messaggio i Vescovi scrivono: "Alla fine della Quaresima possiamo solo celebrare la Pasqua del Risorto, autentico liberatore dell'umanità, se tutti i credenti e le persone di buona volontà si uniscono ai nostri sforzi per dare luce allo splendore della dignità umana. Invitiamo ad uscire dalle tenebre coloro che stanno attentando contro i fratelli con crimini contro l'umanità. Per questo è necessario costruire ponti e rompere i muri di divisione, nella costruzione di una patria che sia la casa di tutti. È la nostra sfida, la assumeremo?”
Il messaggio dei Vescovi arriva a pochi giorni dalla pubblicazione del Rapporto delle Nazioni Unite sul Venezuela. Dei 29 milioni di abitanti, in questo momento, il 94% patisce la fame e la povertà estrema. Almeno 3,5 milioni di venezuelani sono già fuggiti verso il Perù, la Colombia, il Brasile, la Guayana e Suriname nonché Curacao e altre isole caraibiche. I bambini in età scolare non frequentano più la scuola e le persone malate non riescono ad andare negli ospedali perché manca tutto. Ogni giorno cresce il numero di chi muore per mancanza di farmaci salvavita di ogni tipo.
Una soluzione viene suggerita dall’Arcivescovo emerito di Caracas, il Cardinale Jorge Urosa Savino, che ieri, in alcune dichiarazioni alla stampa internazionale, ha detto: "Questa terribile crisi riflette l'incapacità degli attuali governanti a dirigere la vita del paese. Sono semplicemente incapaci di governare il Venezuela". Pertanto la "soluzione radicale ma pacifica della crisi è che Maduro, già respinto dalla maggioranza della popolazione, si faccia da parte e ceda il potere che sta di fatto occupando". "È necessario accettare la presidenza ad interim del presidente dell'Assemblea nazionale, Juan Guaidó, che ci sia un governo di transizione, previsto dall'articolo 233 della Costituzione, in modo che si possano tenere elezioni trasparenti ed iniziare un autentico recupero del paese" ha concluso il Cardinale.
(CE) (Agenzia Fides)

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