ANNO XIV Marzo 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 13 Aprile 2019 11:28

Libia - Tra sospetti e polemiche franco italiane, Haftar sfonda a sud di Tripoli

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E' fuor di dubbio la gravità internazionale della situazione libica che vede venti di guerra a due passi della costa italiana e una situazione di crisi malcelata sul fronte europeo tra Francia e Italia, la prima toccata dal sospetto di tifare per il generale Haftar, mentre l'Italia da anni difende le scelte dell'Onu sull'uomo di Tripoli Fayez al-Sarraj

Il premier italiano Conte, doopo una serata passata con la creazione di un gabinetto di crisi sulla Libia al fine di informare tutti i ministeri competenti sull'evolversi della situazione nel paese libico, la notizia di oggi lo vede impegnato in uno scontro diplomatico con Parigi, con un avvertimento: "Una Libia instabile", ha detto il premier al Fatto Quotidiano, "non può certo consentire alla Francia di perseguire eventuali interessi economici nazionali. Nel passato sono stati commessi errori di cui non consentiremo la ripetizione".

Non ho motivo di pensare che la Francia possa avere interessi differenti dalla stabilità e dal pieno recupero della Libia a una prospettiva di sviluppo e di benessere della popolazione": lo ha assicurato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un'intervista al Fatto quotidiano.

"Una Libia instabile", ha osservato il premier, "non può certo consentire alla Francia di perseguire eventuali interessi economici nazionali. Nel passato sono stati commessi errori di cui non consentiremo la ripetizione".

Sul ruolo degli Usa nel Paese nordafricano, Conte ha assicurato che "non c'è nessun disimpegno" ma "per Washington il dossier libico non può avere l'interesse prioritario che riveste per l'Italia. Quel quadrante è oggetto di attenzione degli Stati Uniti soprattutto per il contrasto al terrorismo e la possibile influenza russa. Mentre storia e geografia impongono all'Italia di rimanere in prima linea, cosa di cui lo stesso presidente Trump mi ha dato atto".

Conte ha ribadito che proseguiranno i contatti con il presidente francese Emmanuel Macron: "Ci sentiremo senz'altro, i nostri staff si aggiornano costantemente. Per anni l'Italia ha sostenuto il governo di Al Serraj, unico interlocutore per la nostra diplomazia. Quello di Serraj è l'unico governo che è sempre stato riconosciuto dalla comunità internazionale".

"Da quando il mio esecutivo ha iniziato a occuparsi del dossier libico", ha ricordato, "ho subito acquisito la consapevolezza che non è però pensabile una soluzione del conflitto senza interloquire con tutti gli attori che hanno un ruolo, locali o internazionali. E Haftar ha sempre avuto un ruolo importante, in particolare in Cirenaica".

"Noi parliamo con tutti gli attori sul terreno, in base a un approccio inclusivo, avendo come obiettivo il pieno rispetto delle prerogative e il benessere del popolo libico", ha sottolineato il premier italiano, confermando l'incontro avuto con gli emissari di Haftar: "Io ho ribadito la mia ferma opposizione a una deriva militare che farebbe ulteriormente soffrire la popolazione civile già provata. Ho ribadito la mia disponibilità a mantenere aperto ogni tipo di dialogo utile a pervenire a una soluzione politica".

La crisi libica scala le priorità del governo: il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha convocato a Palazzo Chigi i ministri degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, e della Difesa, Elisabetta Trenta, oltre al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, e ai vertici dei Servizi: una riunione per fare il punto sulla situazione e "seguire da vicino il caso". Dopo un'ora e mezza il premier ha annunciato la creazione di un "gabinetto di crisi" che rimarrà in servizio fino a quando l'emergenza non sarà rientrata.

Nel frattempo lo staff diplomatico di Palazzo Chigi ha attivato i contatti con gli Stati Uniti e la Francia. Il premier ha avuto un colloquio telefonico con la cancelliera tedesca, Angela Merkel, e il ministro Moavero ha ricevuto alla Farnesina l'ambasciatore degli Stati Uniti a Roma, Lewis Eisenberg. Il sottosegretario agli Esteri, Guglielmo Picchi, ha scritto su Twitter che una visita del capo della diplomazia in Libia per incontrare il generale Khalifa Haftar, potrebbe essere decisiva per fermare l'escalation.

I sospetti su Parigi

L'uomo forte della Cirenaica, che controlla già il settore orientale del Paese e buona parte del Sud, da una settimana ha infatti lanciato un'offensiva che punta alla conquista della capitale, sede del governo, riconosciuto dalla comunità internazionale, di Fayez al-Serraj. Sul terreno la situazione è sull'orlo della guerra civile. Migliaia di libici sono scesi in piazza a Tripoli e a Misurata per protestare contro l'offensiva militare e contro il ruolo della Francia, accusata di esserne il principale sponsor.

Nella piazza di Misurata è stata data alle fiamme almeno una bandiera francese. Parigi assicura però che "parla a tutte le parti del conflitto libico", replicando alle indiscrezioni del quotidiano La Repubblica secondo cui Haftar avrebbe inviato i suoi emissari a Parigi prima dell'offensiva su Tripoli.

Smentito l'incontro tra Moavero e Haftar

La complessa rete di interessi stranieri che complica la crisi libica diventa man mano che passano i giorni più evidente. Secondo il Wall Street Journal, l'Arabia Saudita ha promesso ad Haftar, "decine milioni di dollari per sostenerlo nell'offensiva". E secondo fonti locali, l'Esercito nazionale libico, sotto il comando di Haftar, ha utilizzato caccia forniti dagli Emirati arabi per bombardare varie posizioni attorno alla città costiera di Zwara, vicino alla frontiera tunisina.

L'attacco aereo è stato effettuato contro una caserma vuota e in disuso a sud di Zwara, un centinaio di chilometri a ovest di Tripoli, senza vittime, secondo una fonte di sicurezza. Ma nella serata le forze di Tripoli hanno reagito bombardando la base aerea di al-Watiya. L'Onu intanto ha lanciato un nuovo appello: gli sfollati sono oltre 8 mila e almeno 1.500 migranti hanno urgente bisogno di evacuazione.

L'ambasciata d'Italia a Tripoli informa infine che "la notizia secondo cui il ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Enzo Moavero Milanesi, starebbe per recarsi a Al Rajma per incontrare il generale Khalifa Haftar, è destituita di ogni fondamento".

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