ANNO XIII Ottobre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 24 Aprile 2019 18:28

Intervista a Antonfrancesco Venturini capolista PPI - PPE Popolari per l'Italia in Italia centrale (Lazio, Toscana, Umbria e Marche)

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a sinistra  Manfred Weber candidato del PPE alla Presidenza della Commissione europea, con Antonfrancesco Venturini capolista PPI - PPE in Italia centrale (Lazio, Toscana, Umbria e Marche) a sinistra Manfred Weber candidato del PPE alla Presidenza della Commissione europea, con Antonfrancesco Venturini capolista PPI - PPE in Italia centrale (Lazio, Toscana, Umbria e Marche)

I Popolari per l'Italia membri del PPE candidano alle elezioni europee del 26 maggio 2019 come capolista in Italia centrale (Lazio, Toscana, Umbria e Marche), il loro Vice Presidente Nazionale, l'avvocato Antonfrancesco Venturini a cui rivolgo alcune domande.

D.Avvocato lo scorso ottobre aveva dichiarato che avreste presentato la lista dei Popolari per l’Italia alle Europee e l’avete fatto.

R.Avevamo detto una cosa e l’abbiamo fatta. Ciò fa parte del DNA della concretezza dei popolari che non sono abituati a parlare a vanvera ed a slogan, tanto più attrattivi quanto più irrealizzabili, ma lavorano per obiettivi, magari difficili ma non impossibili, con serietà e determinazione mettendoci cuore e cervello, non ragionando con la pancia.

Di sicuro già esser riusciti a presentare le nostre liste in tutte le Circoscrizioni elettorali da Bolzano a Trapani, con candidati determinati e provenienti da varie estrazioni politiche e civiche, con la collaborazione di tante realtà vive e presenti nel Paese, costituisce un successo. Tutto è migliorabile ma ci riteniamo soddisfatti di aver realizzato il vero senso dell’operazione e cioè quello di gettare il seme per la costruzione di un nuovo grande partito popolare del terzo millennio, certamente basato sugli insuperabili principi della Dottrina Sociale della Chiesa e della tradizione sturziana, ma moderno, inclusivo, attento alle evoluzioni della società, riformista, non confessionale ma fortemente ispirato alla tradizione giudaico cristiana occidentale, insomma un luogo dove il nuovo e le radici costituiscono un tutt’uno per costruire una società più vera e giusta dove ognuno possa realizzarsi liberamente nel rispetto degli altri.

Abbiamo inserito nel nostro logo, che troverete nella scheda elettorale, non solo il simbolo del Partito Popolare Europeo, al quale apparteniamo e dal quale abbiamo avuto espressa autorizzazione all’operazione, ma anche la dicitura “Popolari, democratici e cristiani insieme in Europa”, proprio per rappresentare anche graficamente la grande partecipazione, generosa da parte di tutti e scevra da interessi personali, che ha portato alla realizzazione dell’obiettivo e che, confidiamo, renderà la lista altamente competitiva.

D.Operazione di certo non facile e sicuramente coraggiosa.

R.Certo coraggiosa, ma necessaria più che per noi, per il Paese.

Sarebbe stato certo più semplice trovare albergo da parte mia e degli altri dirigenti del PPLI in altre liste, ma che senso politico avrebbe avuto?

Il grande statista Aldo Moro ha detto: “Se noi vogliamo essere ancora presenti, ebbene dobbiamo essere per le cose che nascono, anche se hanno contorni incerti, e non per le cose che muoiono, anche se vistose e in apparenza utilissime".

Ecco noi siamo per le cose che nascono ed abbiamo gettato il cuore al di là della siepe, vedremo che succederà.

La squadra è stata costruita, un mosaico variegato anche con diverse sensibilità, l’esperimento è in corso e confido che, data la generosità di tutti nel conseguimento dell’obiettivo comune, riesca pienamente.

D.Ritiene alla portata la soglia di sbarramento al 4%?

E’ quanto mani necessario superare questo momento di forte crisi materiale e morale della società e delle istituzioni tipico di cambiamenti d’epoca, crisi che, con particolare forza, attanaglia anche l’intero nostro Continente ed il percorso di integrazione comunitaria che necessita di particolare coraggio e determinazione perché possa essere portato ad effettivo compimento, con la realizzazione degli Stati Uniti d’Europa. Percorso che dovrà comportare il superamento di una UE burocratica ed inefficiente rispetto ai bisogni effettivi dei cittadini per giungere alla meta finale di una vera Europa dei popoli.

Il cambiamento d’epoca si percepisce fortemente anche nella politica italiana che vive un momento di transizione tra la seconda repubblica, caratterizzata da partiti personalistici, e la terza repubblica che, confido, porterà a riscoprire in chiave moderna del terzo millennio le radici di alcune grandi culture politiche tra cui quella che mi appartiene, la cultura popolare. Con il governo giallo/ verde sono saltati tutti gli schemi degli ultimi venti anni, i partiti tradizionali sono in forte crisi ed ad essi si sono sostanzialmente sostituite le formazioni nuove o rinnovate come M5S e Lega salviniana, che rappresentano in qualche modo una nuova forma di sinistra di governo e di destra di governo. Manca un nuovo centro e proprio la sua costruzione è il progetto dei Popolari per l’Italia progetto che, se saremo in grado di ben comunicare agli italiani , troverà una grande platea elettorale. Ritengo che una formazione politica come la nostra , che ha nella tutela della persona in ogni suo aspetto e nella realtà e concretezza i propri punti di forza abbia grandi possibilità di sviluppo. Proprio di ciò hanno bisogno il nostro Paese e l’Europa tutta, di verità, realtà e concretezza, non certo del tribuno di turno che prometta la qualsivoglia per ottenere consenso elettorale e poi si trova a scontrarsi con i problemi veri.

Quindi la mia risposta alla sua domanda è sì, ritengo alla portata il superamento della soglia di sbarramento, certo molto dipenderà dallo svolgimento della campagna elettorale e dalla comunicazione che riusciremo dare.

D. Voi, quindi, siete dalla parte degli europeisti?

Vede l’europeismo e l’antieuropeismo sono mera retorica, due facce della stessa medaglia, ed ognuna cade miseramente sui dettagli dei temi veri, sulle scelte di politica economica e dei mercati, sul grande tema di un’immigrazione sicura, integrante e produttiva, sull’inverno demografico, sulla tutela della famiglia, senza la quale non ci sarà un futuro.

Ecco su questo è necessario il nostro impegno, sui temi reali e concreti, per una difesa comune, con la quale saremo più sicuri e, spendendo molto meno, libereremo risorse, per una politica estera comune, che ci consentirà di contare di più ai tavoli con le grandi potenze mondiali, per una immigrazione sicura e produttiva, per la quale abbiamo in cantiere proposte di progetti comunitari innovativi, per una più semplice effettiva erogazione dei fondi europei alle aziende ed al terzo settore, per la valorizzazione delle eccellenze italiane e del made in Italy, insomma per uno sviluppo ed un progresso vero che ponga sempre al centro la persona, che consenta ai giovani di sposarsi e fare figli, a tutti di avere un tetto sopra la testa, agli imprenditori di implementare i propri affari ed ampliare i mercati, ai professionisti di svolgere le proprie attività, così fondamentali per l’intera società, in tutta serenità, ai pensionati di vivere la terza e la quarta età senza preoccupazioni.

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