ANNO XIII Novembre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 10 Luglio 2019 19:45

Guardare l'isola tarantina di San Paolo col Catamarano

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Esperienza unica Mentre ascolto al TG1 delle 8,00 il 10 luglio 2019 la notizia che il Mar Mediterraneo presenta nelle sue acque oltre 250 miliardi di frammenti di plastica abbandonata da vandali, mi viene in mente la passeggiata marina svolta sul catamarano con gli amici di Jonian Dolpphin conservation nei primi giorni di Luglio.

Eravamo nel golfo di Taranto per avvistare i delfini e a un bimbo preso dalla emozione è caduta la plastica che avvolgeva la merenda. Il capitano si è fermato, ha cambiato rotta ed ha raccolto attraverso i volontari la plastica in mare. Ognuno di noi può fare qualcosa per migliorare l'ecosistema, sembrano piccole cose, ma messe insieme sono cose grandi. Si chiamano buone pratiche. E di buone pratiche sul catamarano che avvista i delfini ne abbiamo viste tante. Gli amici cetacei non sono stati disturbati da noi, anzi hanno cominciato a saltare e interagire con l'imbarcazione intuendo che non c'era pericolo. Anche abbassare la velocità per non disturbare i gabbiani dell'isola di San Paolo è stata una buona pratica. Oltre al fatto che il motore lento ci ha permesso di gustare il faro rosso dell'isola, il torrione antico, il forte de Laclos una fortificazione che Napoleone Bonaparte fece realizzare verso la fine del Settecento la flora e la fauna incontaminata vista da vicino. Piena di gabbiani. Uno spettacolo della natura insieme all'isola vicina di san Pietro ricca di pinete che si riflettono sul mare azzurro. Insieme danno vita ad un piccolo arcipelago, sono dette Isole Cheradi (che significa promontorio), distanti 5 miglia dal canale navigabile di Taranto. Il nome più antico è “Elettridi” in onore della figlia di Poseidon, Elettra.

Un tempo esisteva all'interno dell'arcipelago anche l'isoletta di San Nicolicchio, avente al suo apice una piccola abbazia, oggi scomparsa insieme all'isola, rinomata per la pesca delle sarde oltre che di altre specialità ittiche. Ci avviciniamo, i gabbiani ci hanno avvistati da un bel po', ma rimangono fissi, irremovibili. Si sente forte il profumo di mare e di macchia mediterranea, quella bassa però, fatta di arbusti e fiori come narciso, malva, salvia, capperi, avena trifoglio e aglio. Sì, proprio profumo di aglio. Il fondale è basso con sabbie fini, e immagino nuotare vicino a noi tra alghe e meduse, cavallucci e stelle marine. Son presenti attorno alle isole prelibati molluschi quali i tartufi di mare e le cozze pelose, oggi molto vicini alla estinzione. ll vento della giornata proviene da Ovest (dalla Calabria) è piuttosto lieve e piacevole nelle giornate torride di luglio anche se tende a scomparire durante il tramonto. La torre che si avvista è diroccata mentre i gabbiani volano a pelo d'acqua. È veramente una visione straordinaria, la natura incontaminata mette l'uomo a contatto diretto e autentico col creato. All'interno della imbarcazione si respira curiosità e felicità. Ma è quasi ora di tornare, si inverte la rotta, aumentiamo di velocità e notiamo da lontano il ponte girevole, che chiaramente non apre i suoi bracci per farci passare, la nostra imbarcazione è bassa e poco ingombrante. Ma tanto ricca di emozioni, colori, sapori (abbiamo mangiato e bevuto, moderatamente ma non tanto). Abbiamo fatto amicizia e condiviso i nostri pensieri. Una giornata con gli amici di Jonian Dolpphin conservation non la dimenticheremo facilmente. Elena manigrasso

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