ANNO XIV Settembre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 16 Dicembre 2019 09:09

Il salvataggio della Popolare di Bari restituisce la banca di investimenti per il Sud dopo lo scippo del Banco di Napoli

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Un salvataggio quello della popolare simile, a quello di MPS e un parziale recupero della funzione di fatto di una Banca, per gli investimenti nel Sud dopo lo scippo 23 anni fa, del Banco di Napoli.

IL decreto approvato prevede che una società del Ministero del Tesoro, INVITALIA riceve 900 milioni di soldi pubblici, per il 2020 per rafforzare il patrimonio di una sua società il Mediocredito e intervenire sulla Popolare di Bari, che lo scorso anno ha perso 420 milioni di euro. Di questi 900 milioni, circa 500 /700 saranno usati per l’aumento di capitale da un miliardo, che eviterà il fallimento della banca mentre la differenza variabile tra i 300/500 milioni la metterà il Fondo Interbancario, quindi le banche italiane. Fondo che ha salvato con 900 milioni una banca distante da Bari 1200 Km, ovvero Carige. Ricapitolando: la Popolare di Bari viene indirettamente nazionalizzata attraverso il ministero dell’economia, che dà i soldi a una sua società, Invitalia, la quale li trasferisce a un’altra sua società, il Medio Credito Centrale.

Una soluzione mista, tra MPS salvata con soldi pubblici e Carige salvata con i soldi che le banche mettono nel Fondo. Il maggiore azionista della Popolare sarà MCC, un ente completamente pubblico.

L’altra parte del decreto è quella, che pone le basi per la nascita nel Mezzogiorno di una Banca per gli Investimenti, che consente l’accesso al credito bancario, fondamentale fattore di sviluppo di un territorio. Ancor più, per un Mezzogiorno in rilevante ritardo nel proprio sviluppo.

Nel Mezzogiorno esisteva il Banco di Napoli, che di fatto operava come “ Banca del Sud” raccogliendo da una vastissima rete di sportelli, concentrando prevalentemente nel Sud i risparmi, per trasformarli poi, in erogazioni di crediti a famiglie e imprese.

In buona sostanza un risparmio raccolto e investito al Sud. Nel 1996 il capitale di questa banca fu azzerato! Una vera espropriazione della maggiore banca del Sud senza riconoscere nulla ai soci, tra cui la Fondazione Banco di Napoli, che deteneva il pacchetto di controllo. Il Banco di Napoli fu ceduto alla Banca Nazionale del Lavoro (BNL), a un prezzo ridicolo. Rivenduto poi da BNL a San Paolo IMI per 98 volte il valore di acquisto del Banco!!

Interessante sapere che la BNL era in gravissima crisi, a causa del famoso scandalo di Atlanta (finanziamento senza autorizzazione per 2 mld di $ all’Iraq), e quello del Finanziamento a Federconsorzi con buco di 5000 mld di lire. Concordo con quanti affermano che il salvataggio e la successiva privatizzazione della BNL sono avvenuti usando i soldi della vendita del Banco, a Imi. In pratica una forma occulta di intervento dello Stato verso BNL.

Un incidentale senza polemiche bisogna farlo anche per rispondere alle stupidaggini pubblicate da Libero sul salvataggio della Popolare. Nel 1996 quando il Banco di Napoli era al collasso, venne creata una bad bank chiamata SGA (Società per la Gestione delle Attività) dove vengono messi i crediti RITENUTI inesigibili che, in euro ammontavano a 6,4 mld.

Le perdite del Banco erano di 2,2 mld di euro (12 mila mld lire). Capo del Governo Prodi già consulente di BNL e ministro del Tesoro Ciampi, governatore Fazio. Il Banco fu venduto per 61,4 mld di lire (30 mln di euro attuali!!).

Successivamente BNL vendette il Banco San Paolo Imi, per 6 mila mld di lire (3 mila mld di euro!!). Nel 2016 esercitando un diritto di pegno il MEF con decreto compra tutte le azioni della SGA, che aveva un utile di 500 mln di euro come conseguenza del recupero del 90% dei crediti del Banco di Napoli considerati nel 1996 INESIGIBILI.

La SGA quando sarà liquidata, consentirà al Tesoro di incassare 900 milioni di euro. Soldi questi usati, per costituire il “Fondo Atlante II”, il quale è intervenuto in aiuto di molte banche del Nord. IL Fondo Atlante ha bruciato 3,5 mld di euro nelle due banche venete e poi posto in liquidazione segnando il fallimento della strategia di Bankitalia...

Soci erano anche le Poste con 260 mln e Cassa Depositi e Prestiti con 500 mln. In conclusione possiamo affermare evidenziando la ignoranza crassa di Libero che il Banco di Napoli fu usato per salvare la BNL. Inoltre i crediti classificati deteriorati sono stati recuperati e usati nelle crisi di MPS, Popolare di Vicenza, Veneto Banca, che nulla hanno in comune con i territori in cui operò il banco di Napoli raccogliendo risparmi concessi come prestiti, a famiglie e imprese. I 900 mln alla Popolare di Bari e, l’auspicata nascita della banca degli investimenti al Sud sono il minimo recupero dello scippo del Banco di Napoli . “Misure urgenti per la realizzazione di una banca di investimento “, che è un passaggio del decreto approvato ieri sera deve realizzarsi, in tempi brevi e fungere da propulsore per l’economia del Sud, in questo momento gravissimo in cui viviamo.

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