ANNO XIV Luglio 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 05 Febbraio 2020 04:56

Taranto - Micro fauna - Miracolo! Alla Concattedrale trovati bioindicatori” per lo stato di conservazione dell’ambiente

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Una piccola aiuola rettangolare di fronte alla Concattedrale della nostra Città, spoglia, senza piante né fiori, ma che delimita un gioco di grandi vasche spesso colme d’acqua di pioggia.

Se provate a passare di lì, potreste notare anche che qualche sconsiderato vi ha lasciato “cadere” un pacchetto vuoto di sigarette, qualche mozzicone, il tutto condito anche con qualche tappo di bottiglia: se solo Gio Ponti l’avesse previsto!

Come di consueto, quando Piergianni ed io notiamo aiuole spoglie in Città, ci adoperiamo per contattare chi di dovere, sapete e questo nell’ottica di restituire alla nostra Taranto quelle verdi fronde riparatrici di cui tanto ha bisogno, in piena coerenza col nostro “patto”, tutto Coritiano, di “rimboscare, rifiorire e rinverdire” la Città con tutto ciò che si può, pini esclusi, naturalmente.

Considerato che, come dice il saggio, “le persone giungono sempre al momento giusto…nei luoghi in cui sono attese”, abbiamo avuto la fortuna di raccogliere il pieno consenso da parte del Parroco della Concattedrale “Gran Madre di Dio”, per il quale un boschetto di lecci ai lati della chiesa non sarebbe stato di troppo, anzi ! Religioso colto e sensibile, Don Ciro Alabrese, ma diciamo subito, però, che il “miracolo” non è stato questo. Intanto, presi dall’entusiasmo, il mio vice ed io abbiamo subito realizzato diciannove piccole buche, opportunamente distanziate, che poi in una domenica in data da destinarsi avrebbero dovuto segnare il posto dove accogliere gli alberelli, si spera con gran festa dei parrocchiani.

Ed è stato proprio nel realizzare tali piccole buche che con nostro stupore abbiamo visto spuntare dal terreno delle aiuole laterali della Concattedrale un gran numero di grossi lombrichi e persino alcuni coleotteri carabidi, tutto questo al centro di una zona della nostra Città in cui v’è grande via vai d’auto, che incrementa le consuete forme d’inquinamento dovuto agli impianti di riscaldamento e, come sappiamo, a quello delle attività industriali.

Per quel che precede, costituisce un vero e proprio “miracolo” ritrovare l’umile e disprezzato lombrico, chiamato giustamente “aratore della terra” per il sistematico, importante lavoro di dissodamento del terreno che compie instancabilmente, ingerendolo e poi evacuandolo insieme a detriti vegetali e secrezioni intestinali ; in tal modo col suo continuo lavoro di scavo ed ingestione accelera la mineralizzazione e l’umidificazione delle sostanze organiche presenti nel terreno: un grande ausiliario della Natura, quindi, e dei cicli naturali. Non è da meno il ritrovamento di alcuni coleotteri carabidi ( di cui ignoro il nome scientifico, sono oltre 12.000 specie in italia, ma tutte in diminuzione per colpa dell’uomo…), elemento microfaunistico che appartiene ad una famiglia d’insetti considerata a livello internazionale uno dei gruppi di “bioindicatori” più affidabili per valutare lo stato di conservazione dell’ambiente: sono in grado di colonizzare tutti i tipi di habitat, il che li rende indicatori molto sensibili alle alterazioni degli ecositemi.

Il vero miracolo, quindi, è stato il ritrovarli vivi e vegeti nelle aiuole che circondano la Concattedrale, e questo nonostante siano “assediate” dalle varie forme d’inquinamento che tutti conosciamo e che siamo ansiosi di ridurre per quanto possibile nella nostra Città.

Considerato che con tutta probabilità Don Ciro ed i suoi predecessori non hanno mai trattato le aiuole con diserbanti, pesticidi, robaccia chimica e quant’altro, tale piccolo “miracolo” della Concattedrale costituisce una grande lezione d’ecologia e di servizi ecosistemici resi da tali piccoli animali, dai più ritenuti brutti, insignificanti e repellenti; un celestiale evento che serve, a mio avviso, a collocare l’uomo nel suo quadro reale d’appartenenza, quello cioè d’un componente della Natura alquanto “distratto” e palesemente deviato rispetto ai cicli naturali, il che, come scriveva M.Roland, rende a quegli animaletti “quella parte d’ammirazione e di gratitudine che troppo spesso gli viene negata”.

Se no, bianche Cattedrali pregne di sacralità, parroci santi ed ispirati e naturalisti “fissati” per il verde… che ci stanno a fare?

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