ANNO XIV Maggio 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 24 Febbraio 2020 04:00

Coronavirus – L’Italia al primo posto in Europa e il terzo nel Mondo (dati OMS), dopo Cina e Corea

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Gli Stati Uniti con 35 casi ne hanno meno della Lombardia, che ne ha più di 100 e trenta volte di meno come numero di abitanti. Supera anche la Germania con un numero di casi, sei volte superiore.

L’Austria blocca i treni provenienti dall’Italia e la Romania mette, in quarantena chi proviene da Lombardia e Veneto. Sono 78.833 i casi nel mondo, 2463 i decessi. Trecentododici morti ogni diecimila contaminati. Il 31 dicembre 2019, le autorità sanitarie cinesi notificarono un focolaio di casi di polmonite, il 9 gennaio sempre i cinesi identificano la causa attribuita, a un coronavirus, il 23 gennaio OMS svolge il primo incontro del Comitato di Emergenza e fornisce un numero (RO) con il quale si fa una stima preliminare dei casi attesi dall’infezione.

Questo numero varia, tra 1,4 e 2,25. Superando 1 vuol dire che trattasi di epidemia,ma OMS non la dichiara l’epidemia! Bisogna attendere il 30 gennaio, dopo la seconda riunione del Comitato di sicurezza. Solo allora OMS dichiara il focolaio internazionale da nuovo coronavirus un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale (Public Health Emergency of International Concern – PHEIC).

In Italia il 22 gennaio, il ministro della salute istituisce una task force e il 29 gennaio due cinesi positivi al virus. IL 31 gennaio, il Consiglio dei Ministri dichiara lo stato di emergenza sanitaria, per l’epidemia da nuovo coronavirus, attivando tutti gli strumenti normativi precauzionali. Interrotti i collegamenti con la Cina. Le Autorità sanitarie regionali attuano tutte le misure, per tracciare i contatti in via precauzionale, in accordo con le misure già definite dal ministero della Salute. Tutte le Regioni italiane, sulla base della circolare ministeriale, si attivano nella valutazione di casi sospetti. La sequenza dimostra, non solo la censura dei cinesi nel comunicare la notizia di un virus, che si era manifestato la seconda settimana di dicembre, ma anche di un OMS , che tra la denuncia ufficiale dei cinesi e la dichiarazione di emergenza di sanità pubblica ha fatto trascorrere un altro mese. Tranquillamente un virus, che non conosce nessuna barriera, ha scorrazzato per l’intero pianeta. Ora anche il Governo italiano, dopo il primato europeo e il terzo posto mondiale si è deciso ad adottare misure rigorose. Ha prodotto un decreto, che è ora alla Camera e scatenato la corsa agli acquisti nei supermercati.

Si legge “ la possibilità per le autorità competenti di disporre la chiusura di tutte le attività commerciali, “ad esclusione di quelle di pubblica utilità e dei servizi pubblici essenziali”, inoltre è previsto di poter consentire l’accesso agli esercizi commerciali per l’acquisto di beni di prima necessità solo, a chi indossa dispositivi di protezione individuale. Da sapere anche che mascherine, guanti e tute di protezioni sono diventate irreperibili. Infine c’è il singolare, ma inquietante caso del Veneto. Uno scienziato padre del test ultraveloce sul coronavirus il Prof Crisanti dell’Università di Padova rileva, che essendo l’epidemiologia, una scienza e i politici dovrebbero prenderne atto. Disattese le indicazioni, che venivano dalla comunità scientifica. Quindi? Test d’ingresso per tutti quelli che venivano dalla Cina. Numerosi erano, infatti, i rientri. L’azienda sanitaria di Padova voleva fare i test anche, a chi non presentava sintomi. Controlli bloccati dal braccio destro di Zaia  e direttore generale della sanità veneta Mantoan con una lettera. La motivazione? Non esistevano indicazioni nazionali e internazionali in proposito e “ ogni test su soggetti asintomatici non rientra tra le prestazioni coperte dal fondo del Servizio Sanitario Nazionale”. Una misura di prevenzione, che forse avrebbe scongiurato i casi numerosi nel padovano. Hai voglia ora di trovare il paziente zero!! Il cittadino veneto, sulla sanità modello Zaia/Mantoan ha speso, per la sanità privata ben 3 miliardi e 260 milioni di euro. E’ stato chiuso un grande e nuovo ospedale quello di Schiavonia ( Monselice) luogo del primo decesso, ma non una parola di Zaia sul coinvolgimento del settore sanitario privato al quale tante funzioni sono state trasferite dal duo Zaia/Mantoan. Un commento finale riguarda l’affermazione di esperte che degradano, a una normale influenza questa sindrome da coronavirus. Un epidemiologo come Lopalco afferma, che è sbagliato dire ai cittadini sta tranquillo è una normale influenza. Nello stesso tempo non fare allarmismo. Di certo diversamente, da quanto si legge in rete, i morti per influenza sono stati 788 su 4,7 milioni di casi nel 2018/2019 cioè lo 0,16 per mille contro il 31 per mille del coronarovirus nel mondo e finora del 20 per mille in Italia.

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