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Martedì, 25 Febbraio 2020 03:54

Le cose da fare - Epidemia di SARS-CoV-2 del 2019-2020 In presenza di caso sospetto telefona al 118 oppure al 1500

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C’è chi spera che il virus sparisca da solo ma che non si espanda è una pia illusione, ovviamente speriamo di sbagliarci, ma la tipologia di questo virus, sempre che non muti, consente una grande espansione considerando che in un anno sono miliardi solo le persone che si spostano solo in aereo.

Procediamo in modo sintetico per punti, fornendo per primi tutta la nostra disponibilità personale e tecnica per contribuire alle analisi e alle azioni che si rendono necessarie, chiedendo di agire con tempestività e metodo per limitare gli effetti nocivi e la psicosi collettiva idonea a turbare l’Ordine e la Sicurezza Pubblica dell’intera Nazione.

Alla luce della storia dove simili eventi si sono già verificati, dobbiamo organizzarci e sollecitare chi abbiamo eletto a governare il Paese, le regioni e i comuni, ad attivarsi con tempestività e metodo sia per far fronte a questa epidemia sia per essere preparati ad affrontare in futuro altre epidemie e/o il bioterrorismo.

 

IL VIRUS

Al momento, non esiste né un vaccino né antivirali specifici per curare l'infezione. Il virus ha un’incubazione lunga e il portatore può essere anche asintomatico nonché non è da escludere l'ipotesi che il virus si «annidi» nell'organismo senza generare sintomi. Ciò equivale a dire che, al momento, anche una persona senza le manifestazioni dell'infezione potrebbe veicolarlo in modo geometrico.

Riguardo alla quarantena, si è passati da 7 a 9 giorni, poi a 14 giorni e infine c'è un caso positivo dopo 27 giorni. Qualcuno parla di una piccola percentuale ma parla senza essere in possesso dei dati complessivi e, anche qualora fosse una piccola percentuale, sarebbero nuovi portatori che infetterebbero sempre in modo geometrico altre persone. Pertanto, in via precauzionale, la quarantena dovrebbe corrispondere alla parola: 40 giorni.

 

L’ESPANSIONE

In ritardo l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l'emergenza sanitaria globale. Non solo, è prevedibile che detto virus può anche mutare in peggio. Per chi pensa che bastino dei controlli agli aeroporti, indicativamente può aprirehttps://it.wikipedia.org/wiki/Epidemia_di_SARS-CoV-2_del_2019-2020visionando in tempo quasi reale a mappa animata con l’elenco delle nazioni coinvolte.

 

LA PREVENZIONE

Prima hanno detto che il virus si trasmetteva solo da una persona infetta a un’altra attraverso la saliva, la tosse, lo starnuto, i contatti diretti personali oppure toccando con le mani contaminate bocca, naso o occhi. Poi, invece, in Cina, al personale medico e paramedico non sono bastate le mascherine, cappelli e guanti per evitare di essere infettati. Inoltre, nella nave da crociera Diamond Princessmessa in quarantena, nonostante i passeggeri fossero relegati nelle cabine con obbligo di non incontrarsi, gli infettati hanno superato i 600. Essendo ovvio che il virus si sposta nell’aria, depositandosi sui vestiti e/o sulla pelle è dovere delle autorità attivare il contenimento dove si accertano infettati e respingere e/o mettere in quarantena chi arriva da nazioni non in grado di monitorare come in Italia i decessi e la loro causa nonché non attivano azioni efficaci di contenimento nei loro territori dove rilevano degli infettati.

 

L’INFORMAZIONE

Varo di un Decreto Legge che nei casi di emergenze consenta agli organi di informazione radio e televisivi di trattare l’argomento, vietandogli che all’inizio, durante e alla fine, vi sia della pubblicità. Ciò per evitare il facile sensazionalismo che fa vendere pubblicità ma alimenta nei cittadini l’ansia e l’angoscia.

 

L’UNIONE EUROPEA

È inderogabile che il nostro Governo solleciti i membri della Unione Europea a predisporre rapidamente un Piano di Difesa Sanitaria Europeo che affronti:

  1. il tema sanitario,
  2. l’organizzazione della sicurezza pubblica,
  3. il varo di nuove regole per le imposte e tasse per favorire chi produce beni e servizi,
  4. lo sviluppo dell’inscatolamento delle derrate alimentari in modo che possano durare per anni e il loro stoccaggio strategico al fine di consentire l’alimentazione minima garantita ai cittadini che in quarantena non possono acquistare prodotti freschi.

 

L’ITALIA

In attesa dell’attivazione del Piano di Difesa Sanitaria Europeo, è dovere del Governo di attivare tempestivamente un Piano di Difesa Sanitaria Nazionale, conferendo l’autorità di ordinare e coordinare a tutti i settori compresi quelli militari, il Dipartimento Protezione Civile e dotandolo di adeguate risorse finanziarie.

 

IL PIANO DI DIFESA SANITARIA NAZIONALE

Il Piano deve servire per:

  1. fornire ai cittadini l’indicazione per creare un Baule di Sicurezza Alimentare. Si tratterebbe di generi alimentari in scatola e/o sottovuoto (non congelati perché potrebbe mancare la corrente e deteriorarsi, non liofilizzati perché potrebbe non esserci l’acqua per diluirli) da tenere di scorta per ciascun individuo per essere autonomo per la durata di 15 giorni. In tal modo, prima delle scadenze di detti generi alimentari, il cittadino potrebbe utilmente consumarli, ripristinando il Baule di Sicurezza Alimentare.
  2. individuare tutti gli accessi al nostro Paese e il personale necessario per presidiarli;
  3. creare un elenco aggiornato degli appartenenti ai corpi delle forze di polizia compresa la polizia locale e/o municipale nonché delle guardie giurate e le loro società di appartenenza;
  4. prevedere l’assunzione straordinaria in tutte le forze armate visto che, alla luce dei dati rilevati suhttps://it.wikipedia.org/wiki/Stati_per_numero_di_soldati sono composte solo di 321.660 unità;
  5. formare e assumere in numero adeguato medici-infermieri-tecnici-agenti per la sicurezza da inviare in tutti i punti di accesso al Paese;
  6. far produrre in numero adeguato gli indumenti completi per detti operatori affinché non vengano infettati;
  7. creare un elenco delle apparecchiature utili da installare agli accessi al Paese per rilevare e contenere in sicurezza eventuali contagiati;
  8. individuare e predisporre molti luoghi idonei per le quarantene e validi per il trattamento sanitario e la sicurezza tesa a evitare fughe o intrusioni o altro;
  9. censire i centri arrivo derrate alimentari, prevedendo un eventuale razionamento affinché tutti possano essere riforniti per almeno un pasto al giorno;
  10. allestire centri di distribuzione viveri in base al numero della popolazione residente in un’area nonché prevedere il personale da inserirvi per la gestione e sicurezza.

 

IL SUPPORTO ALLE FORZE DELL’ORDINE E DELLA DIFESA

Le criticità inerenti il contagio possono essere fronteggiate in maniera efficace dalle Forze dell’Ordine e della Difesa, dotando tutti i reparti di idonei accessori di protezione e informazioni per contrastare e prevenire il contagio.

Il Governo deve tempestivamente stanziare i fondi necessari affinché vengano garantite urgentemente tutte le misure di prevenzione e protezione idonee a tutelare la salute del personale e dei loro familiari che, insieme al personale sanitario e a tutte le componenti della sicurezza nazionale, si trovano a combattere in prima linea un’ardua battaglia nell’interesse dell’intera collettività. In pratica serve:

  1. organizzare dei seminari con medici congiuntamente a personale esperto in tecniche operative di primo intervento, immobilizzazione e messa in sicurezza dei fermati potenzialmente contagiati;
  2. stabilire un luogo ove accompagnare i soggetti potenzialmente contagiati responsabili di reati o inottemperanti all’ordine impartito dalle Autorità;
  3. interessare il Ministero della Giustizia allo scopo di ricevere disposizioni in caso di adozione di provvedimenti restrittivi sia di natura cautelare che precautelare nei riguardi di soggetti potenzialmente contagiati;
  4. indicare i luoghi ove verranno sanificate le autovetture di servizio che hanno trasportato soggetti a rischio, le uniformi indossate dal personale e le attrezzature utilizzate contaminate da materiale biologico individuando i luoghi di distruzione e smaltimento del materiale monouso o inutilizzabile;
  5. predisporre una visita sanitaria preliminare al personale da impiegare nelle zone a rischio;
  6. evitare l’impiego del personale che abbia superato i 50 anni di età e, soprattutto, di coloro che non godono di ottima salute fisica che potrebbe aver indebolito le difese immunitarie;
  7. disporre il divieto di far rientro presso i reparti di appartenenza o presso le proprie famiglie a tutto il personale che ha operato nelle zone ad alto rischio contagio se non prima del periodo stabilito dal Ministero della Salute connesso con l’incubazione del virus;
  8. evitare di inviare in missione il personale altrimenti, se qualcuno venisse contagiato e sfuggisse al controllo, la diffusione del virus si estenderebbe in molte regioni d’Italia divenendo incontrollabile con riflessi di responsabilità anche sull’Amministrazione;
  9. impedire, a tutto il personale che al momento si trova presso i reparti d’istruzione di fruire di permessi/licenze nei luoghi ad alto rischio contagio.

 

PER CONSENTIRE LA RAPIDA CIRCOLAZIONE STRADALE IN EMERGENZA

Appare inderogabile garantire la circolazione stradale, in particolare per la distribuzione delle merci e per consentire il rapido intervenire in emergenze, e questo è possibile se gli enti proprietari e/o gestori delle strade hanno ottemperato al rispetto della legge come ricordato anche nella lettera prot. U.0007553 del 28 ottobre 2019 inviata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale – Direzione generale per la sicurezza stradale – Divisione II che recita: Il comma 6 dell’art. 13 del Codice della Strada stabilisce che gli enti proprietari delle strade sono obbligati ad istituire e tenere aggiornati la cartografia, il catasto delle strade e le loro pertinenze e che nel catasto devono essere compresi anche gli impianti e i servizi permanenti connessi alle esigenze della circolazione stradale. Tra gli impianti ed i servizi permanenti è quindi compresa anche la segnaletica stradale in quanto strettamente funzionale alla circolazione stradale. Poiché tra i primari compiti degli enti proprietari e/o gestori delle strade vi è quello della apposizione e manutenzione della segnaletica, ne deriva che per la corretta gestione è necessario che gli stessi Enti si dotino dello strumento indispensabile del catasto stradale, strettamente correlato all’esigenza di garantire la sicurezza e fluidità della circolazione stradale, provvedendo al censimento della segnaletica esistente, propedeutico ad una valutazione della sua adeguatezza e di conseguenza programmando gli interventi di manutenzione e/o sostituzione degli impianti esistenti, anche valutando la possibilità della rimozione degli impianti superflui o non più necessari

Poiché la nostra esperienza ha evidenziato che non sono state rispettate dette norme nella quasi totalità dei casi, il Governo ha il compito di emanare tempestivamente una norma diretta agli enti proprietari e/o gestori delle strade che:

  1. preveda congrue sanzioni amministrative per coloro che non hanno rispettato dette norme;
  2. imponga, prevedendo congrue sanzioni amministrative,
  • l’informatizzazione del Catasto delle Strade e della relativa segnaletica stradale;
  • l’inserimento dello stesso nel loro sito internet;
  • l’invio immediato della prima banca dati sia al Dipartimento di Protezione Civile sia Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale – Direzione generale per la sicurezza stradale;
  • l’invio giornaliero inerente le variazioni sia al Dipartimento di Protezione Civile sia Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale – Direzione generale per la sicurezza stradale.

 

PER IL VIAGGIATORE

Visto che i fatti si evolvono giorno per giorno e ora per ora, il consiglio base è di informarsi prima di prendere qualunque decisione aprendo sia http://www.viaggiaresicuri.it/ sia aprendo i siti delle autorità nazionali e locali dove ci si deve recare.

Se affrontiamo in modo pragmatico questa pandemia, riusciremo a mettere in sicurezza noi stessi e gli altri concittadini, evitando così che, in assenza di rifornimenti, si scatenino micidiali rivolte alla ricerca di cibo e medicinali.

Diritto-dovere di tutti e attivarsi e far attivare chi abbiamo eletto a governare il Paese, fornendo per primi tutta la propria disponibilità.

Sempre il pessimismo dell’intelligenza e l’ottimismo della volontà.

A leggervi, Pier Luigi Ciolli

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