ANNO XV Marzo 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 29 Aprile 2020 03:07

La corsa per il vaccino e il monito di restare con i piedi per terra

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Le voci sono autorevoli e di organismi, che si occupano di salute e ricerca in campo medio: ’OMS e l’Imperial College di Londra. In verità richiamano a restare con i piedi, per terra e a non credere, che la scienza possa risolvere sempre tutti i problemi.

L’OMS ha affermato che non esistono prove, che chi si è ammalato non possa essere infettato di nuovo dal virus. L’unico virus che la scienza ha eradicato, a essere seri è quello del vaiolo. Nabarro , ex consigliere speciale segretario Nazioni Unite e attualmente Professore all’Imperial College di Londra ha onestamente affermato sul Guardian (https://www.theguardian.com/world/2020/apr/18/dont-bet-on-vaccine-to-protect-us-from-covid-19-says-world-health-expert), che potrebbe anche non essere messo a punto un vaccino efficace per il coronavirus, che sta infestando il mondo. Il vaccino elaborato a Oxford ha dato esito positivo sui macachi. Dovrà darlo sull’uomo e con una immunità, si spera permanente.

Stessa aspettativa per tutti gli altri vaccini, in fase di elaborazione o in sperimentazione preclinica. Sono decenni che si studiano vaccini contro l’Aids, che provoca un milione e mezzo di morti l’anno, la tubercolosi un milione, la malaria che colpisce 200 milioni di persone e causa 400 mila decessi e oltre la metà sono bambini. Ogni due minuti muore, in Africa un bambino per la malaria.  

Ad aprile dello scorso anno, iniziata la sperimentazione di un vaccino contro la malaria e dopo 30 anni di ricerca. Un progetto pilota in Kenya, Malawi e Ghana.  

I risultati non proprio soddisfacenti perché la protezione è pari al 30% e, dura meno di tre anni. Inoltre sono sorti interrogativi sulla sicurezza del vaccino. Si potrebbe contenere la malattia usando farmaci, ma i protozoi che causano la malaria hanno sviluppato una resistenza.

Un protozoo quello della malaria trasmesso attraverso la puntura della zanzara del genere “Anopheles”, che significa “senza scopo, inutile”.

Le zanzare sono i killer, per gli omicidi e si collocano al secondo posto subito dopo l’uomo. L’ultima chance si chiama “controllo genetico” della zanzara, per controllarne la diffusione.

Rispetto al coronavirus alcune nuove pubblicazioni su Nature meritano citazione. Uno studio cinese ha verificato che il coronavirus è mutato 33 volte. Il genoma del virus (RNA) è un unico lungo filamento di nucleotidi cioè di composti chimici chiamati basi azotate (più qualche altro composto) che nei virus semplificando sono rappresentate da 4 lettere (G=guanina, A=adenina, C=citosina, T=timina e U = uracile) che contengono le istruzioni per consentire al virus che “può funzionare” solo se entra in una cellula. La mutazioni è una modifica dell’ordine delle “lettere” ( sequenza dei nucleotidi).

Mutazioni che secondo la ricerca non dobbiamo preoccuparci (https://www.nature.com/articles/s41564-020-0690-4) perché la pericolosità subentra se, e solamente si verificano mutazioni contemporanee.

Altra “scoperta” è che la carica virale, che può variare di alcune centinaia di volte dei virus mutati. Altre ricerche riguardano i fattori genetici che influenzano la risposta del malato.al coronavirus.

Un progetto internazionale presso l’Università di Helsinki ( https://www.covid19hg.org/). All’Università Tor Vergata lo studio “Gefacovid” ( GEnetic FActors) coinvolge 29 organismi tra università e istituzioni. Studio per rispondere alla domanda “quali fattori genetici influenzano la risposta del sistema immunitario del malato?

Informazioni che possono aiutare a sviluppare terapie e nuovi sistemi diagnostici. Un insieme di iniziative, ipotesi di lavoro, nuovi vaccini, terapie sierologiche, antivirali mostrano la complessità prodotta da un coronavirus nuovo di cui molte cose sono ignote. L’unica carta disponibile da giocare ora è il senso di responsabilità nella attuazione delle misure di distanziamento sociale e di igiene personale. Un monito ci proviene dalla Germania dove l’allentamento delle misure ha riportato l’indice di diffusività, da sotto uno a sopra uno. Tradotto : due positivi ne infettavano uno ora due positivi ne infettano due.

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