ANNO XV Aprile 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 07 Maggio 2020 20:27

Coronavirus, altri 274 morti in Italia. Superati i 215mila casi. Continua il calo dei contagi Vittime quasi a quota 30mila

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215,858 casi, 29,958 morti, 96,276 guariti, 89,624 malati. Dati Protezione Civile del 7 maggio 2020. Il 50% dei nuovi contagi sono in Lombardia: qui aumentano mentre nel Nord calano. Audizione del capo della Protezione civile alla Camera: 'Se riparte il virus le misure saranno inasprite'. Brusaferro (Iss):'Siamo ancora nella fase epidemica'. Pochi gli immuni

Sono quasi 30mila i morti in Italia dall'inizio dell'emergenza Coronavirus. Secondo i dati forniti dalla Protezione Civile nelle ultime 24 ore ci sono stati altri 274 decessi, per un totale di 29.958 dall'inizio della crisi. Continua a calare il numero delle persone attualmente positive, in tutto 89.624 con una diminuzione di 1.904 rispetto a ieri. Si contano inoltre 3.031 guariti nelle ultime 24 ore, per un totale di 96.276. I ricoverati con sintomi scendono a 15.174 (-595), i pazienti in terapia intensiva sono 1.311 (-22). In isolamento domiciliare si trovano 73.139 persone. I casi totali dall'inizio dell'emergenza sono 215.858 (+1.401). In tutto sono stati eseguiti 2.381.288 tamponi, i casi testati sono 1.563.557.

I DATI DELLA PROTEZIONE CIVILE - Sono 89.624 i malati di coronavirus in Italia, in calo rispetto a ieri di 1.904. Nella giornata di ieri la diminuzione era stata di 6.939. Il dato è stato fornito dalla Protezione civile. Continuano invece ad aumentare le vittime, salitea 29.958 le vittime per coronavirus in Italia, con un incremento di 274 in un giorno. Ieri l'aumento era stato di 369.  Balzo in avanti dei guariti: sono 96.276 i guariti dal coronavirus, con un incremento di 3.031 rispetto a ieri. Mercoledì i pazienti dimessi e guariti erano oltre ottomila. Il dato è stato reso noto dalla Protezione civile. Continua il calo dei ricoverati in terapia intensiva per coronavirus: sono 1.311 i pazienti ad oggi nei reparti, 22 in meno rispetto a ieri. In Lombardia sono 480, lo stesso numero di ieri. Le persone ricoverate con sintomi sono invece 15.174, con un decremento di 595 rispetto a ieri. Infine, sono 73.139 le persone in isolamento domiciliare, 1.285 in meno rispetto a ieri. I dati sono stati resi noti dalla Protezione civile. Più del 50% del totale dei nuovi contagiati dal coronavirus si trova in Lombardia. Dai dati della Protezione Civile emerge che l'incremento giornaliero dei contagi è di 1.401: di questi 720 sono in Lombardia. Un dato costante da 3 giorni. Lombardia, con Marche e Valle d'Aosta, sono anche le uniche regioni che non fanno segnare un calo degli attualmente positivi. Le Marche hanno 11 malati in più, la Valle d'Aosta 3 e la Lombardia 262. Tutte le altre regioni del nord sono invece in calo. Nella Regione si regista inoltre quasi il 50% delle vittime delle ultime 24 ore: 134 su 274.

L'AUDIZIONE DI BORRELLI: "C'è in corso un attento monitoraggio. Ed è previsto un inasprimento delle misure di contenimento in caso di fenomeni che dovessero rimarcare la ripartenza del virus". Così il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli ha risposto in Commissione Affari Costituzionali a chi gli chiedeva quali potessero essere gli sviluppi della Fase 2. Misure che, ha aggiunto Borrelli, "con i giusti comportamenti, tutti ci auguriamo che vengano limitate al massimo e annullate". "Su tamponi e test non posso dare elementi, attengono al contenimento del virus. La carenza di tamponi è stata evidenziata verso fine marzo, ora non c'è più. La politica sui tamponi? Ci sono i criteri indicati fin dall' inizio dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e la circolare del 3 aprile del ministero della Salute, che ha la responsabilità della prevenzione. I tamponi vanno fatti con priorità a sanitari, pazienti ospedalizzati e a coloro i quali hanno sintomi". Così Angelo Borrelli in audizione .

Su 52 contratti per la fornitura di 354 milioni di mascherine, il Dipartimento della Protezione Civile ne ha annullati 13 per un totale di 37 milioni di dispositivi. Lo ha detto il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli in audizione in Commissione Affari Costituzionali sottolineando che fin dall'inizio dell'emergenza sono state riscontrare "notevoli difficoltà" per reperire i dispositivi. Da un lato, affermato Borrelli, "è mancata una produzione nazionale", dall'altro, "la situazione dell'epidemia nel mondo ha bloccato la possibilità per i paesi maggiormente produttori (India, Turchia, Cina in un primo momento, Russia, Romania) di esportare tali prodotti. A questo va aggiunta "l'improvvisa chiusura del traffico aereo internazionale" dopo la dichiarazione dell'Oms di pandemia, "tanto che il Governo ha impiegato i velivoli dell'Aeronautica militare". Dei 52 contratti - per un valore complessivo di oltre 354 milioni, 22 sono stati trasferiti al Commissario per l'emergenza Domenico Arcuri, per i quali risultano prestazioni ancora da esigere.

LA CONFERENZA DI BRUSAFERRO (ISS) - "Stiamo ancora in fase epidemica. Il fatto che la curva dei contagi sia decrescente è positivo ed è il frutto delle misure prese e dei comportamenti degli italiani. Ciò non toglie che abbiamo nuovi casi e che la circolazione del virus sia presente nel Paese, e questo deve portarci ad adottare tutte le misure necessarie". Lo ha detto Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), in audizione in Commissione Affari sociali della Camera. "I dati mostrano che la percentuale di immuni è ancora molto bassa", ha detto Brusaferro. Anche se è diversa tra le diverse aree del paese, "globalmente siamo molto lontani dal 70% necessario alla soglia dell'immunità di gregge". L'obiettivo "è contenere il virus, non siamo ancora in grado di immaginare un'eradicazione, che sarà possibile solo con il vaccino". "Oggi si fanno circa 70.000 tamponi al giorno, numero che crescerà nelle prossime settimane ma inizialmente era molto più basso", ha aggiunto Brusaferro. Ad oggi "i tamponi sono l'unico metodo per individuare l'rna virale. Ma una persona oggi negativa può esser domani positiva, e viceversa". La Fase 2, ha spiegato il presidente dell'Iss, sarà "basata su tre gambe: la prima è il monitoraggio a livello nazionale e regionale per intercettare focolai, la seconda è garantire strutture per far fronte alle esigenze delle persone affette da Covid". Infine vanno "garantiti tutti i servizi sanitari che nella fase 1 sono stati sospesi o limitati" ma "necessari a rispondere al bisogno di salute della popolazione".

 

 

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