ANNO XIV Luglio 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 12 Maggio 2020 17:46

Fase 2: Attesa per le linee guida. Regioni spingono per riaprire, Toti: 'Mobilità tra regioni probabile da 1 giugno'

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Il governatore Toti: 'Mobilità tra regioni probabile da 1 giugno'. Fontana: 'Entro giovedì darò risposte su riaperture. Valutiamo numeri epidemia e attendiamo linee guida Governo'. Zaia: 'Da 18 voglio riaprire tutto possibile'. Emilia Romagna pronta a riaprire anche le spiagge il 18. Il Consiglio dei ministri avrebbe dovuto tenersi già ieri. Sulle regolarizzazioni interviene intanto Palazzo Chigi: "M5S si interroga, nessun malumore Conte". Crimi insiste: "Da sanatoria effetti morali devastanti". I senatori Pd all'attacco del Movimento: "Non si può tenere bloccato il dl". Verso stop Irap a giugno

Con l'apertura di negozi, bar e ristoranti prevista per il 18 maggio potrebbe essere eliminato il vincolo che consente gli spostamenti solo per far visita ai congiunti (oltre che per necessità, lavoro e motivi di salute). E' una delle ipotesi su cui stanno discutendo, secondo quando si apprende, maggioranza e governo. Sulla questione, che consentirebbe di fatto agli amici di poter andare al ristorante o al bar, non c'è ancora accordo, con alcuni ministri che spingerebbero affinché il vincolo rimanga.

Sulle riaperture di bar, negozi, ristoranti, estetisti, parrucchieri in Lombardia "entro giovedì penso di dare una risposta che sia positiva o negativa". Lo ha detto il governatore della Lombardia Attilio Fontana, a Mattino Cinque commentando l'accordo tra Governo e Regioni per le riaperture differenziate. "Dal 18 maggio i negozi riaprono per scelta del Governo, prima di allora noi dovremo ricevere le linee guida che devono essere inviate dal governo tramite l'Inail - ha chiarito Fontana -, a quel punto incroceremo le linee guida con i dati epidemiologici e avremo la possibilità a livello territoriale di fare valutazioni chiedendo eventualmente di riaprire qualche attività in più".

"E' ovvio che il nostro interesse sarà prima di tutto di valutare le condizioni e i numeri dell'epidemia" e " prima di fare qualsiasi valutazione voglio vedere i numeri: se vanno come nelle ultime 2 settimane" con un contagio "in discesa e soprattutto tra qualche giorno inizieremo a vedere gli effetti della riapertura del 4 maggio e fosse positivo, credo che si potrà pensare di riaprire qualche attività", ha aggiunto il governatore.

"Ho visto che nel nuovo decreto del Governo c'è il blocco dell'Irap, cosa buona e giusta, ma dall'Irap le Regioni traggono un pezzo del loro bilancio con cui si pagano gli stipendi anche dei medici e degli infermieri che ci hanno curato dal Covid-19, se il Governo blocca l'Irap deve dare alle Regioni i soldi per pagare medici e infermieri", ha evidenziato il presidente della Regione Liguria e vice presidente della Conferenza delle Regioni Giovanni Toti a Radio Capital. E poi ancora: per il crollo di passeggeri nel trasporto pubblico durante l'emergenza coronavirus "alle Regioni mancano almeno due-tre miliardi di euro al netto delle Regioni a statuto speciale, non abbiamo ancora un cifra definitiva complessiva". Toti non ha escluso che l'impatto della crisi potrebbe comportare anche un aumento dei biglietti dei mezzi pubblici. "In un mondo che deve girare meno in automobile non potremo caricare sui cittadini tutto questo, un aumento dei biglietti per tenere in equilibrio i conti ci potrebbe anche essere, mi auguro che il Governo metta mano. - auspica Toti - La prova vera del Tpl non c'è ancora stata, sta crescendo prudentemente la richiesta dei cittadini. Il trasporto pubblico andrà rivisto, penso al car sharing, ai motorini e alle bici elettriche magari nella forma dello sharing".

"Sulla riapertura della mobilità interregionale il ministro Boccia ci ha detto 'prendiamoci ancora una settimana prima di cominciare una valutazione', certamente non riaprirà il 18 maggio, forse il 25 maggio, più probabile il primo giugno", ha detto il governatore Giovanni Toti intervistato da Radio 24. "Il 18 maggio il Governo suggerirà la riapertura del commercio al dettaglio in tutto il Paese, molte Regioni compresa la Liguria annunceranno la riapertura di parrucchieri, estetisti e in parte anche della ristorazione, la Liguria auspico sia tra queste".

L'Emilia-Romagna è pronta a riaprire anche le spiagge, oltre a negozi, bar, ristoranti, parrucchieri, estetisti, tatuatori, a partire dal 18 maggio, "sempre rispettando le norme di sicurezza". Lo spiega la Regione: in questi giorni "termineranno i lavori dei tavoli tecnici chiamati a definire i protocolli di sicurezza per il riavvio delle diverse attività ora sospese, nel rispetto delle linee guida nazionali".

"Considero positivo il confronto con il Governo di ieri sera. E' passata la linea che io e altri colleghi abbiamo proposto: il Governo per il 18 faccia scelte di base, standard per tutti, poi deleghi alle Regioni". Lo ha detto il governatore Luca Zaia. "Al presidente Conte - ha aggiunto - ho detto: siamo lo spartiacque tra l'ordine e il disordine; fare il percorso assieme vuol dire ordine, non farlo assieme il disordine. La nostra idea, se ci saranno i presupposti sanitari, è aprire da lunedì tutto quello che è possibile aprire".

Sulle prossime riaperture in Piemonte il presidente della Regione Alberto Cirio e la giunta "valuteranno la scelta delle date dopo il confronto con il ministero della Salute nei prossimi giorni, alla luce dei dati del monitoraggio. In base a questi verranno stabilite le linee guidata per la riapertura e su quali regole per il Piemonte". Lo ha precisato la portavoce del governatore Cirio, nella videoconferenza di questa mattina sull'andamento del contagio e delle iniziative della Regione in campo sanitario e terapeuti.

Crimi insiste: "Da sanatoria effetti morali devastanti"

"La 'ricostruzione' fatta oggi da 'La Repubblica' sul tema dei lavoratori stagionali e delle regolarizzazioni è falsa. Al di là delle offese gratuite, l'articolo non racconta la realtà dei fatti ma è il tentativo di far passare per vero un teorema inventato. In particolare, preciso che il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio non è mai intervenuto per esprimere la sua posizione sul tema". Lo afferma, con un post pubblicato su Facebook, il capo politico del M5S, Vito Crimi.

"La verità è che, nella riunione tenutasi domenica sera per affrontare l'argomento dei lavoratori stagionali, avevo dato a nome del MoVimento 5 Stelle la disponibilità a modificare i testi al fine di trovare una soluzione condivisa da tutte le parti. Benché migliorati, i testi non hanno ancora incontrato la mia approvazione. Le notizie emerse in senso contrario sono evidentemente il frutto di maldestre forzature da parte di altri che hanno cercato di far credere ciò che non è", rimarca il viceministro dell'Interno. "Fin dall'inizio sono state evidenti a tutti le mie perplessità sul provvedimento, nella parte relativa alla regolarizzazione dei migranti. Ritengo che ogni eventuale regolarizzazione debba passare da un contratto di lavoro regolare, e non viceversa. In particolare", sottolinea ancora Crimi, "non ritengo possibile un colpo di spugna da parte dello Stato rispetto a reati odiosi come lo sfruttamento di esseri umani. Una sanatoria di questo tipo avrebbe effetti 'morali' devastanti sul Paese. Inoltre si tratterebbe di una vera offesa nei confronti di quelle imprese oneste che hanno scelto di intraprendere un percorso di legalità, che si sono fidate di uno Stato che ha dichiarato lotta senza quartiere al lavoro nero e al caporalato. Non possiamo voltar loro le spalle proprio adesso e dire 'abbiamo scherzato'".

I senatori Pd all'attacco del Movimento: "Non si può tenere bloccato il dl". Verso stop Irap a giugno

"Il M5S non può continuare a tenere bloccato il Dl rilancio sulla assurda pretesa di rinviare sine die la regolarizzazione dei lavoratori in agricoltura. La posizione dei 5 stelle è totalmente ingiustificata, bisogna procedere ad un accordo che tra le altre cose è ritenuto salutare da tutta la categoria degli agricoltori e che risponde ad un principio di civiltà e giustizia". Lo affermano in una nota i senatori Pd, Dario Stefano, vicepresidente del gruppo dem a Palazzo Madama, Luciano D'Alfonso e Francesco Verducci.

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