ANNO XIV Luglio 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 01 Giugno 2020 16:34

Zangrillo: "Triste che dire la verità divida gli scienziati" 'Il coronavirus non esiste più'. Scoppia il caso

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Intervistato dall'Adnkronos Salute, il direttore di Rianimazione del San Raffaele risponde ai colleghi: "Ho dichiarato, e lo ripeto, che 'il virus è clinicamente inesistente'. Non ho mai affermato che il virus è mutato". Franco Locatelli: "Assoluto sconcerto e grande sorpresa" .

"E' veramente strano constatare che la verità porti alla contrapposizione tra scienziati. Questo non è bello per chi ci ascolta. Ho dichiarato, e lo ripeto, che 'il virus è clinicamente inesistente'. Non ho mai affermato che il virus è mutato, e soprattuto ho visto con i miei occhi le drammatiche conseguenze dell'epidemia nella sua fase acuta". A dichiararlo all'Adnkronos Salute è Alberto Zangrillo, direttore delle Unità di anestesia e rianimazione generale e cardio-toraco-vascolare dell'ospedale San Raffaele di Milano, tornando sulle polemiche scaturite dopo le sue dichiarazioni sulla situazione attuale con Covid-19. Con prese di posizione anche da parte di componenti del Comitato tecnico-scientifico sul coronavirus. "La mia dichiarazione nasce dall'osservazione clinica, dal confronto con la direzione scientifica e la componente clinica multidisciplinare della mia università di appartenenza", ribadisce l'esperto.

"Detto ciò - conclude - appoggio tutte le raccomandazioni di buonsenso che, se eseguite, risulteranno decisive per liberarci per sempre da questo incubo".

Il nuovo coronavirus "clinicamente non esiste più" e "terrorizzare il Paese è qualcosa di cui qualcuno si deve prendere la responsabilità". A sostenere che il SarsCov2 abbia cambiato volto, perdendo molta della sua virulenza, è Alberto Zangrillo, direttore della terapia intensiva del San Raffaele di Milano. Parole che il presidente del Consiglio superiore di sanità e componente del comitato tecnico scientifico (Cts) Franco Locatelli accoglie con "assoluto sconcerto" e "grande sorpresa". Ed anche per il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa è "un messaggio sbagliato che rischia di confondere gli italiani".

Ad accendere il dibattito sono le dichiarazioni di Zangrillo, secondo cui "clinicamente il nuovo coronavirus non esiste più. Circa un mese fa - ha sostenuto - sentivamo epidemiologi temere per fine mese o inizio giugno una nuova ondata e chissà quanti posti di terapia intensiva da occupare. In realtà il virus dal punto di vista clinico non esiste più". Netta la replica di Locatelli: "Non posso che esprimere grande sorpresa e assoluto sconcerto per le dichiarazioni rese dal Professor Zangrillo. Basta guardare al numero di nuovi casi confermati ogni giorno per avere dimostrazione della persistente circolazione in Italia del virus". Da qui la necessità di "continuare sul percorso della responsabilità dei comportamenti individuali, da non disincentivare attraverso dichiarazioni pericolose che dimenticano il dramma vissuto in questo Paese".

Ma che il virus non sia più lo stesso lo sostiene pure il direttore della clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova Matteo Bassetti, partendo dalla sua esperienza sul campo. Il virus "potrebbe ora essere diverso: la potenza di fuoco che aveva due mesi fa non è la stessa potenza di fuoco che ha oggi.

"Attualmente il nuovo coronavirus sta circolando di meno, vale a dire che la carica virale in circolazione tra la popolazione si è attenuata e questo è l'effetto sia del lockdown sia delle misure tuttora in essere come uso delle mascherine e distanziamento: ciò ha determinato un minor numero di casi ed una minore gravità degli stessi". Così all'ANSA Luca Richeldi, componente del Comitato tecnico scientifico, in relazione alle affermazioni del professor Zangrillo. "Non ci sono invece al momento prove scientifiche che il virus sia mutato".

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