ANNO XIV Ottobre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 25 Settembre 2020 14:15

Giorgetti sulla legge elettorale: "Il proporzionale sarà un disastro" Per Zaia "il voto è una protesta verso Roma"

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È deciso il giudizio del numero due della Lega che conferma in un'intervista di aver votato No al referendum di domenica e lunedì. Per Zaia "il voto è una protesta verso Roma"

 Così il presidente della regione Veneto appena rieletto commenta l'ultima tornata al voto in Italia

"Purtroppo il sì ha aperto la strada a una legge elettorale che è il contrario di quello che ci serve. Il proporzionale contiene tutti gli elementi più negativi e deleteri per un Paese a cui invece occorrerebbero stabilità, governi certi, con deputati e senatori che rispondano ai cittadini e ai territori". È deciso il giudizio di Giancarlo Giorgetti, numero due della Lega, che conferma in un'intervista a 'Repubblica' di aver votato No al referendum di domenica e lunedì.

Giorgetti afferma anche: "Questa proposta di legge proporzionale prima non era sul tavolo, poi Pd e M5s l'hanno messa alla base del loro contratto di governo. Le leggi elettorali vengono fatte come al solito a uso e consumo di quelli che comandano in quel momento, pensando di fare qualcosa che torni utile a chi la fa" e per questo, dice, "ho depositato una proposta di legge costituzionale che prevede che le eventuali nuove leggi elettorali entrino in vigore non subito, ma dalla seconda legislatura utile. In modo che non si sappia prima a chi convenga".

Mentre "una legge elettorale dovrebbe garantire un governo che duri per tutta la legislatura, legittimato dal popolo e non frutto di accordi e trasformismi in Parlamento. E dovrebbe servire a portare in Parlamento deputati e senatori qualificati e non nominati". Poi Giorgetti dice di aver "molto apprezzato la recente presa di posizione di Romano Prodi su questo. Il parlamentare eletto con il maggioritario risponde al territorio, si sente vincolato, coltiva il rapporto con i sindaci, le associazioni. E' il modello migliore per avere parlamentari di qualità".

Per Zaia "il voto è una protesta verso Roma"

 Così il presidente della regione Veneto appena rieletto commenta l'ultima tornata al voto in Italia.

"È stata una vittoria strepitosa, che corona la mia storia da leghista: mai avuto altre militanze. Nel 2010, la mia prima elezione fu meramente politica: tanto valeva il centrodestra, tanto ho preso io". È l'analisi del risultato elettorale e del suo successo personale che fa il governatore del Veneto Luca Zaia in un'intervista al 'Corriere della Sera'.

Zaia alla luce del suo 76,79% oggi può dire: "Questo voto è il riconoscimento del mio lavoro da parte dei veneti. Ma anche un segno di protesta verso Roma. Civile, ma protesta".  E osserva ancora che "nel 2020 il rapporto tra cittadini e governatore diventa viscerale. Prima il governatore era su un piedistallo, ora mi scrivono su Instagram, mail, WhatsApp", cosicche', dice, "il presidente diventa una sorta di super sindaco".

"Si sono azzerate le distanze" aggiunge, "il cittadino sceglie non solo il partito ma anche l'uomo: non esiste un partito che valga il 70%". "Nemmeno uno dei miei oltre 2 milioni di elettori ignorava che io sono un leghista. Ma il valore dei candidati va oltre. Non significa che i partiti siano finiti, i partiti sono la sacralità dell'idea e l'identità. Ma i presidenti devono declinare l'identità nel modo migliore: mi rifiuto di pensare che solo a destra si chieda legalità e ordine pubblico e dall'altra parte tutti pensino che i delinquenti abbiano avuto un'infanzia difficile".

La chiave del successo, spiega, risiede nel fatto che "cerco di rappresentare il Veneto. Non è questione di gestione del Covid, i sondaggi già mi davano al 70%. Io ho ereditato una Regione che era la periferia dell'impero". Poi, "dopo l'Autonomia, la riforma sanitaria, le colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene, le Olimpiadi, il maggior cantiere italiano che e' la Pedemontana, mi lasci dire che qualcosa e' cambiato. Ieri eravamo lavoratori e pagatori di tasse, oggi siamo una comunità che spesso detta l'agenda". Con informazioni AGI

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