ANNO XV Dicembre 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 25 Ottobre 2021 10:53

Colpo di Stato in Sudan, arrestato il premier

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Alcuni dimostranti hanno bloccato le strade di Khartoum per protestare. Disattivati i servizi internet nel Paese.

Sudan nel caos dopo l'arresto di alcuni menbri del governo da parte di un gruppo armato ancora non indentificato.

Tra gli arrestati ci dovrebbe essere la "maggior parte" dei ministri del governo di transizione. Lo riferisce il ministero dell'Informazione in una nota senza precisare se il premier Abdallah Hamdok fa parte delle persone arrestate. Secondo alcuni media anche lui sarebbe stato arrestato.

La notizia arriva appena dopo che alcuni gruppi pro democrazia sudanesi avevano messo in guardia da un "colpo di stato strisciante", durante una conferenza stampa che alcune persone non identificate hanno cercato di impedire.  

Tra gli arrestati sembrerebbero comaprire il ministro dell’Industria Ibrahim al-Sheikh, il ministro dell’Informazione Hamza Baloul e il consigliere per i media del primo ministro, Faisal Mohammed Saleh. Sono stati arrestati anche il portavoce del consiglio sovrano del Sudan, Mohammed al-Fiky Suliman, e il governatore della capitale Khartoum, Ayman Khalid. 

Un momento di transizione difficile

Il Sudan sta attraversando una transizione difficile segnata da divisioni politiche e lotte di potere dall'estromissione del presidente Omar al-Bashir nell'aprile 2019.  Dall'agosto 2019, il Paese è stato guidato da un'amministrazione civile-militare incaricata di supervisionare la transizione verso un pieno governo civile. 

Da una decina di giorni andava avanti a Khartum la protesta contro il governo sudanese di transizione. I manifestanti, sempre più numerosi, avevano dato vita a un sit-in nei pressi del palazzo presidenziale, sede dell'esecutivo, chiedendo che l'esercito prendesse il potere. "Siamo pronti a restare qui anche un mese se serve", avevano avvertito pochi giorni fa spiegando che volevano "un consiglio militare, né civili né altri". "Un esercito, un popolo" era lo slogan principale. Il Paese è segnato da profonde divisioni tra le fazioni al potere dopo la cacciata del presidente Omar al-Bashir nel 2019.

Le proteste contro gli arresti  

Internet è stato messo fuori uso in tutto il Paese mentre alcuni dimostranti si sono radunati nelle strade della capitale Khartoum per protestare contro gli arresti, dando fuoco a diversi pneumatici.  Alcuni uomini in uniforme militare hanno bloccato le strade principali che portano alla capitale mentre la televisione di stato ha cominciato a trasmettere canzoni patriottiche. AGI

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