ANNO XVIII Febbraio 2024.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 03 Settembre 2023 08:07

Amato 'riscrive' Ustica. Parigi si smarca: quello che sappiamo lo abbiamo già detto

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La ricostruzione del relitto del Dc-9 di Ustica nel 'Museo della memoria' che gli è dedicato a Bologna La ricostruzione del relitto del Dc-9 di Ustica nel 'Museo della memoria' che gli è dedicato a Bologna

Intervista esclusiva a Repubblica dell'ex premier: "Il Dc9 fu abbattuto da un missile francese. Si voleva fare la pelle a Gheddafi. Meloni: "Non bastano le deduzioni". 

"Si voleva fare la pelle a Gheddafi". Le parole di Giuliano Amato riaprono la ferita dell'abbattimento del Dc9 Itavia nei cieli di Ustica, il 27 giugno 1980, e rischiano di innescare una crisi diplomatica fra Italia e Francia.

Perché alla base della tesi riportata in auge dal 'Dottor Sottile' c'è il tentativo dell'aviazione francese di abbattere un aereo sul quale si viaggiava il leader libico. Secondo questa tesi, l'aereo civile italiano si sarebbe trovato nel mezzo di una battaglia aerea.

"La versione più credibile è quella della responsabilità dell'Aeronautica francese, con la complicità degli americani e di chi partecipò alla guerra aerea nei nostri cieli la sera di quel 27 giugno", sono le parole che Amato affida alle pagine di Repubblica: "Si voleva fare la pelle a Gheddafi, in volo su un Mig della sua aviazione e il piano prevedeva di simulare una esercitazione della Nato, con molti aerei in azione, nel corso della quale sarebbe dovuto partire un missile contro il leader libico: l'esercitazione era una messa in scena che avrebbe permesso di spacciare l'attentato come incidente involontario". Non solo: "Il leader libico sfuggì alla trappola perché avvertito da Craxi. Adesso l'Eliseo può lavare l'onta che pesa su Parigi".

Parole che innescano una serie di reazioni da parte del governo italiano e, prima fra tutte, quella della presidente Giorgia Meloni. "Chiedo al presidente Amato di sapere se, oltre alle deduzioni, sia in possesso di elementi che permettano di tornare sulle conclusioni della magistratura e del Parlamento, e di metterli eventualmente a disposizione, perché il governo possa compiere tutti i passi eventuali e conseguenti", sottolinea la premier dopo aver ricordato che nessun atto riguardante la strage di Ustica e' coperto da segreto di Stato e che l'autorità giudiziaria e il Parlamento hanno condotto una lunga inchiesta sul caso.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani sottolinea che si tratta di "parole di un privato cittadino" che "non si possono commentare". D'altra parte, "c'è stato un processo, ci sono delle sentenze".

Certo, spiega ancora Tajani, "bisogna fare tutti gli accertamenti necessari, bisogna sempre essere prudenti e non entusiasmarsi e non estremizzare le posizioni". E se c'è chi teme reazioni da parte francese, il titolare della Farnesina risponde: "Le relazioni tra Stati non sono legate a un'intervista". Interpellato dall'AGI l'Eliseo rifiuta di commentare.

Intanto, però, le parole dell'ex presidente del Consiglio riaccendono i fari sul caso. Il senatore del Partito Democratico, Walter Verini, considera le parole di Amato la conferma definitiva di una verità che diverse inchieste, non ultime quelle giornalistiche portate avanti da Andrea Purgatori, avevano lasciato intravedere: "Amato a Repubblica suggella la verità su Ustica. Il Dc9 fu abbattuto da un aereo francese in missione Nato. Lunghi vergognosi depistaggi non hanno fermato le battaglie di Daria Bonfietti, dei familiari delle vittime, di tanti che non si sono arresi. Grazie, Andrea Purgatori", dice Verini.

Un altro esponente dem, il deputato Andrea De Maria, chiede che questa verità possa essere sugellata anche da istituzioni e autorità internazionali: "Ho presentato negli anni diverse interrogazioni parlamentari, con il collega Verini, per sollevare il tema che oggi pone cosi' autorevolmente Amato sulla strage di Ustica. Cioè l'importanza che si assumano iniziative verso paesi amici dell'Italia, come Francia e Stati Uniti, e in sede Nato per avere notizie utili a fare piena luce sulla strage di Ustica. Dopo queste dichiarazioni cosi' importanti chiederò di nuovo al Governo, con una interrogazione parlamentare, di attivarsi in questa direzione".

Oltre alle reazioni legate alle presunte responsabilità da parte dell'Eliseo, le parole di Amato provocano la dura reazione di famigliari ed ex compagni di partito di Bettino Craxi. Il leader socialista, infatti, non aveva ruoli di governo al tempo della strage. Unici esponenti socialisti erano i ministri Lello Lagorio, alla Difesa, e Rino Formica, ai Trasporti. "L'intervista di Giuliano Amato è scandalosa", dice la ex senatrice socialista Margherita Boniver: "Innanzitutto perché sembra svegliarsi da un letargo durato oltre 40 anni, e in secondo luogo perché riesce a offendere la memoria di Bettino Craxi, il quale certamente aveva fatto avvisare Gheddafi delle intenzioni da parte americana di bombardare Tripoli, ma questo avvenne nel 1985 e non certamente durante l'episodio orribile della strage di Ustica".

Anche Bobo Craxi, figlio dello storico leader socialista, ricorda che "mio padre avvertì Gheddafi che lo avrebbero bombardato. Ma nel 1986". A parte quello "strafalcione storico", continua Bobo Craxi, "la tesi francese è sempre stata presente, ma mai provata del tutto e mai smentita. Messa così tira in ballo mio padre facendo vistosa confusione di date. Nell'80 era letteralmente impossibile che fosse a conoscenza di operazioni alleate".

Netto il giudizio del leader di Italia Viva, Matteo Renzi: "Prima di chiedere a Macron, che andava alle medie quando questo accadde, Amato dica tutto quello che sa nelle sedi opportune. Altrimenti sembra un messaggio in bottiglia, che con 81 morti non si fa".

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