ANNO XVIII Luglio 2024.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 21 Marzo 2024 11:36

Meloni alla Camera prima del Consiglio Ue. Sull'Ucraina "contano solo le decisioni". Poi ironizza con l'opposizione

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Giorgia Meloni Giorgia Meloni

La premier: "Lavoriamo per un tavolo di trattativa". E ai deputati del Pd: "Vi vedo sempre un po' nervosi..."

Minimizzare sull’alleato 'scomodo' Matteo Salviniche compare per pochi minuti in Aula per poi lasciare vuota la sedia. E ironizzare verso le opposizioni, in particolare il Partito democratico: "Vi vedo sempre un po' nervosi...". Questa la scaletta della replica alla Camera di Giorgia Meloni nel dibattito sulle sue comunicazioni in vista del prossimo Consiglio europeo. 

 

"Mi si dice di parlare con Orban e con Salvini per chiarire il sostegno all'Ucraina. In entrambi i casi contano le decisioni e i voti. Il governo italiano ha una posizione chiara e in Ue" ha detto la premier. "In alcuni casi quando io parlo con persone con cui ho buoni rapporti, e non avevo bisogno di farlo con il ministro Salvini, è possibile che io porti a casa dei risultati, se voi provate a parlare con i vostri alleati del M5s e fate questo miracolo l'Ucraina vi sarà grata", ha affermato la premier rivolgendosi ai parlamentari dem in Aula. "È chiaro a tutti che oggi grazie al fatto che c'è una maggioranza di governo di centrodestra oggi l'Italia rispetta i suoi impegni" ha aggiunto Meloni: "C'è un problema più ampio all'interno dell'opposizione, parlo anche delle ambiguità del Partito democratico sull'impiego delle armi". Posizione del governo poco chiara? "Parlano i voti", la replica. 

 

Ucraina: creiamo le condizioni per un tavolo di trattativa per la pace

"Quello che il governo sta facendo è propedeutico alla pace" ha sottolineato la premier. "È la Russia che non vuole la guerra. A meno che si parli di resa di Kiev, il lavoro che stiamo facendo è per creare le condizioni per arrivare a un tavolo di trattativa. Le garanzie di sicurezza dell'Ucraina sono una condizione a quel tavolo di trattativa". E ancora: "C'è differenza tra al Sisi e Putin. Putin ha invaso una nazione vicina. Per questo cerchiamo di dare una mano all'Ucraina". "Di tutto si fa politica ma penso conosciate il formato di Weimar che coinvolge Francia, Germania e Polonia, istituito negli anni '90, riunito per diversi anni. Poi hanno smesso perché il governo della Polonia era meno ben visto e ora hanno ripreso. Dire che questo abbia escluso l'Italia quando l'Italia non sta in questo radar mi pare una polemica sterile, non è il caso di questa riunione. Non c’è stata nessuna esclusione dell'Italia in questo caso specifico" ha risposto Meloni al dem Provenzano sulla riunione tra Francia, Germania e Polonia.

Dalla Russia alla crisi in Medio Oriente: "Penso che sia sempre importante ricordare chi ha scatenato il conflitto" in Medio Oriente "ma credo anche che ci siano alcune cose che vanno fatte e sulle quali l'Italia cerca di avere una posizione chiara. Temiamo un crescente isolamento di Israele, anche nell'interesse di Israele le conseguenze" di un eventuale attacco di terra a Rafah "potrebbe essere insostenibili". "Occorre avviare iniziative concrete su una soluzione strutturale" nel conflitto in Medio Oriente. L'impegno italiano è affinché il Consiglio europeo possa concludersi" con una soluzione chiara "su questa materia". Allo stesso tempo, la premier ha detto di reputare "preoccupante che il Senato accademico dell’università di Torino scelga di non partecipare al bando per la cooperazione scientifica con Israele. E lo faccia dopo un'occupazione da parte dei collettivi. Se le istituzioni si piegano a questi metodi rischiamo di avere molti problemi". AGI

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