ANNO XVIII Luglio 2024.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 29 Maggio 2024 22:21

Il Cdm approva la riforma della giustizia. Meloni: "Risultato epocale"

Written by  Simona Olleni e Giovanni Lamberti
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 CSM consiglio superiore della magistratura CSM consiglio superiore della magistratura

L'Anm: una sconfitta e un danno per i cittadini, pronti a una mobilitazione importante. Tutte le novità contenute nel provvedimento. Nordio: "Omaggio a Falcone e Vassalli. Il pm resta assolutamente indipendente dal potere esecutivo".

Separazione delle carriere, riforma del Csm, istituzione di un'Alta Corte disciplinare per la magistratura ordinaria, requirente e giudicante. Questi i punti centrali del ddl di riforma costituzionale, composto da 8 articoli, approvato oggi dal Consiglio dei ministri e definito dal Guardasigilli Carlo Nordio un "provvedimento epocale". 

Nel testo si specifica che "le leggi sul Consiglio superiore della magistratura, sull'ordinamento giudiziario e sulla giurisdizione disciplinare sono adeguate alle disposizioni della presente legge costituzionale entro un anno dalla sua entrata in vigore". Queste, nel dettaglio, le novita' della riforma. 

SEPARAZIONE DELLE CARRIERE

Il primo e il secondo articolo del ddl prevedono che all'articolo 87, decimo comma, della Costituzione, dopo le parole "della magistratura" vengano aggiunte le seguenti "giudicante e il Consiglio superiore della magistratura requirente" e che all'articolo 102, primo comma, della Costituzione, dopo le parole "ordinamento giudiziario" si aggiunga "le quali disciplinano altresi' le distinte carriere dei magistrati giudicanti e requirenti". Per quanto riguarda l'articolo 3 della riforma, introduce modifiche all'articolo 104 della Costituzione: "La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere ed e' composta dai magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente".

DUE CSM PRESIEDUTI DA CAPO STATO, SORTEGGIO PER TOGATI E LAICI

L'articolo 3 del ddl prevede inoltre, sempre modificando quanto sancito dall'attuale articolo 104 della Costituzione, che "il Consiglio superiore della magistratura giudicante e il Consiglio superiore della magistratura requirente sono presieduti dal Presidente della Repubblica. Ne fanno parte di diritto, rispettivamente, il primo Presidente e il Procuratore generale della Corte di cassazione". Gli altri componenti, invece, "sono estratti a sorte, per un terzo, da un elenco di professori ordinari di universita' in materie giuridiche e avvocati dopo quindici anni di esercizio, che il Parlamento in seduta comune, entro sei mesi dall'insediamento, compila mediante elezione, e, per due terzi, rispettivamente, tra i magistrati giudicanti e i magistrati requirenti, nel numero e secondo le procedure previsti dalla legge". Ciascun Consiglio "elegge il proprio vicepresidente fra i componenti sorteggiati dall'elenco compilato dal Parlamento - si legge ancora nel testo - e i membri designati mediante sorteggio durano in carica quattro anni e non possono partecipare alla procedura di sorteggio successiva. Non possono, finche' sono in carica, essere iscritti negli albi professionali, ne' far parte del Parlamento o di un Consiglio regionale".

DISCIPLINARE NON PIU' AL CSM, NASCE L'ALTA CORTE

L'articolo 4 del ddl modifica l'articolo 105 della Costituzione, stabilendo che "spettano a ciascun Consiglio superiore della magistratura, secondo le norme dell'ordinamento giudiziario, le assunzioni le assegnazioni, i trasferimenti, le valutazioni di professionalita' e i conferimenti di funzioni nei riguardi dei magistrati". La giurisdizione disciplinare nei riguardi dei magistrati ordinari, giudicanti e requirenti, e' invece attribuita all'Alta Corte disciplinare, composta da quindici giudici, "tre dei quali nominati dal Presidente della Repubblica tra professori ordinari di universita' in materie giuridiche e avvocati con almeno venti anni di esercizio e tre estratti a sorte da un elenco di soggetti in possesso dei medesimi requisiti che il Parlamento in seduta comune, entro sei mesi dall'insediamento, compila mediante elezione nonche' da sei magistrati giudicanti e tre requirenti estratti a sorte tra gli appartenenti alle rispettive categorie, con almeno venti anni di esercizio delle funzioni giudiziarie e che svolgano o abbiano svolto funzioni di legittimita'". L'Alta Corte, prevede ancora la riforma, "elegge il presidente tra i giudici nominati dal Presidente della Repubblica e quelli sorteggiati dall'elenco compilato dal Parlamento. I giudici dell'Alta Corte durano in carica quattro anni e il loro incarico non puo' essere rinnovato. L'ufficio di giudice dell'Alta Corte e' incompatibile con quello di membro del Parlamento, del Parlamento europeo, di un consiglio regionale o del Governo, con l'esercizio della professione di avvocato e con ogni altra carica e ufficio indicati dalla legge. Contro le sentenze emesse dall'Alta Corte in prima istanza e' ammessa impugnazione, anche per motivi di merito, soltanto dinanzi alla stessa Alta Corte, che giudica senza la partecipazione dei componenti che hanno concorso a pronunciare la decisione impugnata".

L'Anm: una sconfitta, danneggia i cittadini, pronti ad una mobilitazione importante

"Quella di oggi è una sconfitta per la giustizia, significa dar più potere alla maggioranza politica di turno, danneggiando innanzi tutto i cittadini", scrive la Giunta dell'Anm. Per assumere nuove iniziative e per avviare una mobilitazione importante, anche dai territori, abbiamo deciso di convocare un Comitato direttivo centrale di urgenza che si terrà il 15 giugno prossimo", prosegue la nota.

Nordio, "il pm resta assolutamente indipendente"

"Il pm resta assolutamente indipendente dal potere esecutivo, godrà delle stesse garanzie di indipendenza dei giudici". Lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio, in conferenza stampa dopo il Cdm, che ha approvato il ddl costituzionale sulla separazione delle carriere. Commentando la convocazione d'urgenza della Giunta dell'Anm, il Guardasigilli ha aggiunto: "Il discorso con l'Anm è sempre aperto, le critiche sono il sale della democrazia, accettiamo proposte, ma anche loro devono accettare che la volontà popolare è sacra ed è stata espressa dagli elettori che ci hanno dato mandato di fare questa riforma". E ancora: "Lo scandalo Palamara e altri hanno eccitato varie proteste, ma i rimedi non sono stati apprestati alle degenerazioni correntizie". Per questo motivo, ha spiegato Nordio, "interrompere il legame tra elettore ed eletto è stato il nostro compito principale: il sorteggio non avverrà tra passanti in strada ma tra persone assolutamente qualificate".

La riforma della Giustizia approvata oggi in Cdm - ha poi concluso Nordio - è "un omaggio a Giovanni Falcone, che era favorevole alla separazione delle carriere, e a Giuliano Vassalli, eroe della Resistenza, che ha voluto quel codice di cui questa riforma doveva essere conseguenza obbligata". 

Mantovano, "il testo della riforma non è blindato"

Il testo della riforma della Giustizia approvato dal Consiglio dei ministri "non è blindato", ha precisato in conferenza stampa il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, che ha aggiunto: "Non darei per scontato che si arrivi al referendum, nel senso - ha spiegato - che se vale l'adesione alla sostanza che viene proposta dal governo e se vi sara' un confronto in Parlamento nel merito, come auspichiamo, su un testo non blindato, aperto al contributo dell'intero Parlamento, non e' cosi' certo che si arrivi al referendum. Facciamo un passo alla volta", ha chiarito illustrando i principi del testo della riforma. "Il Consiglio dei ministri ha approvato il ddl costituzionale di riforma dell'ordinamento giudiziario, in particolare sulla separazione delle carriere, sul doppio Csm e sull'Alta corte di Giustizia disciplinare proposta dal ministro Nordio, che ringrazio a nome di tutto il governo insieme con il suo staff e l'intero ministero per il lavoro svolto", ha esordito Mantovano. "Essendo una riforma impegnativa c'e' stato un lavoro svolto fino all'ultimo nel confronto tra le forze politiche della maggioranza fino all'ultimo", ha aggiunto.

I tempi in Parlamento della riforma della giustizia? Sono quelli "richiesti dall'approfondimento di una materia che non richiede scelte politiche da parte del governo e della maggioranza, perche' i contenuti sono del tutto coerenti con gli impegni assunti davanti agli elettori ma che immagino non saranno proprio rapidissimi. Ma auspico non siano neanche dilazionati", ha poi risposto Mantovano ai cronisti. 

Penalisti, "riforma ok, il Governo la porti a compimento"

"Auspichiamo che il Governo, assunta la responsabilità di questo nuovo testo, sappia coerentemente portare a compimento una riforma che l'avvocatura penale ha sempre ritenuto fondamentale per garantire ai cittadini un giudice terzo, in attuazione del giusto processo voluto dalla nostra Costituzione". Lo dichiara Francesco Petrelli, presidente dell'Unione delle Camere Penali Italiane, commentando l'approvazione in Cdm della riforma sulla separazione delle carriere in magistratura. "Il testo governativo - rileva il leader dei penalisti - ad una prima lettura appare conforme alle attese in quanto segue le fondamentali linee della nostra proposta di riforma costituzionale di iniziativa popolare del 2017. Abbiamo sempre ritenuto perfettibile la riforma costituzionale delle carriere, consapevoli della rilevanza di tale intervento, per cui si tratta di valutare attentamente questo nuovo disegno". Secondo Petrelli, "due Consigli presieduti dal Presidente della Repubblica sono garanzia di effettiva separazione e al tempo stesso di assoluta autonomia e indipendenza interna ed esterna di Pubblici Ministeri e Giudici". AGI

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