ANNO XVII Febbraio 2023.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 28 Agosto 2016 06:37

“Cacciatore” di minorenni sul web arrestato dai Carabinieri con l’accusa di pornografia minorile

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I Carabinieri della Compagnia di San Lazzaro di Savena (BO) hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 26enne italiano, residente a Bologna, ritenuto responsabile di pornografia minorile.  


Il provvedimento cautelare, emesso dall’Ufficio del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bologna, dott. Letizio Magliaro, nasce da una richiesta della locale Procura della Repubblica a seguito di un’indagine che i Carabinieri hanno avviato due anni fa, dopo che i genitori di una ragazza minorenne hanno sporto denuncia perché la figlia era stata contattata sul web da un soggetto che, cercando di ottenere un appuntamento per un incontro a scopo sessuale, aveva iniziato ad insultarla.
Gli inquirenti sono riusciti a risalire all’identità del molestatore attraverso l’analisi del flusso dei dati utilizzato per la navigazione internet. In particolare, sono stati acquisiti gli indirizzi IP tramite i quali erano avvenuti gli accessi a Internet da parte dell’indagato che, tra l’altro, si era registrato a un Social Network inserendo un nome falso e un numero di telefono intestato alla mamma. Dopo aver escluso la responsabilità di due cittadini, residenti nello stesso quartiere del giovane, dai quali lo stesso aveva utilizzato abusivamente la connessione Wi-Fi, poiché non protetta da password, è stato possibile identificare il soggetto nel 26enne.      
Una perquisizione domiciliare consentiva di sequestrare svariato materiale informatico, da cui, con l’aiuto di un perito, è stato possibile estrapolare diverse conversazioni oscene che il giovane aveva avuto con altre minorenni conosciute attraverso i Social Network più comuni. L’indagato, facendo leva su alcuni disagi sociali che fingeva di avere, spacciandosi lui stesso per minorenne, riusciva così a carpire la fiducia delle adolescenti, dell’età compresa tra i 12 e i 17 anni, inducendole a masturbarsi davanti a una videocamera del pc o dello smartphone e a trasmettergli il contenuto della registrazione. Le vittime, sentite dai Carabinieri alla presenza di una psicologa qualificata, hanno confermato la dinamica dei fatti ricostruita dagli inquirenti.
Il 26enne, già condannato quando era minorenne per violenza sessuale aggravata e continuata, nonché gravato da precedenti di polizia per reati di furto, violenza e minaccia a pubblico ufficiale e lesione personale, è stato arrestato e tradotto presso la Casa Circondariale di Bologna, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. 
Oltre alla pesante accusa di pornografia minorile, reato continuato, il 26enne dovrà rispondere anche di molestia o disturbo alle persone, ingiuria, adescamento di minorenni e detenzione di materiale pornografico.

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